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mercoledì 16 aprile 2014

Dei delitti e delle pene

Ho cassato dal mio patrimonio di frasi fatte e luoghi comuni il proverbio che fa l'apologia della capraggine, quello che recita: "Beata ignoranza!" Beata ignoranza un cazzo! Alzi la mano chi sapeva esattamente cosa comportasse l'assegnazione ai servizi sociali come pena alternativa. Io immaginavo che un condannato cui veniva comminata questa "pena" dovesse svolgere un lavoro socialmente utile: spazzare le strade, servire alla mensa dei poveri, e magari pure fare compagnia ai vecchietti nelle case di riposo.

Ma credevo fosse un lavoro da svolgere, con tutto quello che un lavoro comporta, orario compreso: ergo, dal lunedì al venerdì (concedo anche il bonus della settimana corta...) dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, lo stesso impegno di tanti comuni mortali. Otto ore lavorative per 5 giorni a settimana - 40 ore settimanali - così Camusso non si incazza.

È inutile che rammenti la reale "pena" che espierà il Berlusca: Repubblica l'ha calcolata in complessivi 7-giorni-7. Ma sembra che la legge preveda proprio questo, nel senso che non è una pena ad personam, così lieve perché la deve scontare iddu: ergo, la legge va riscritta, porca zozza! Ma uno dei punti fondamentali e più innovativi della concezione giuridica di Cesare Beccaria - insieme a Voltaire, Montesquieu, Pagano, Feuerbach - con il suo "Dei delitti e delle pene" da cui discendono i moderni codici penali - non era quello della commisurazione della pena alla gravità del reato?

A voi sembra che scontare una pena di 7-giorni-7 a fronte di 1 anno di condanna da scontare (erano 4, ma 3 sono stati indultati) sia proporzionata? A me no!
Ora vado su change.org e provo a lanciare una petizione... Non so se ne sarò capace, ma poi vi aggiorno qui e se non la firmate... so' cazzi vostri!

L'ho fatta!!!! Il link è questo!

domenica 22 dicembre 2013

Bizantinismi:
da Berlusconi a Stamina

L'ultima volta che mi è tornato in mente il lemma "bizantinismo" è stato in occasione della votazione al Senato sulla decadenza di Berlusconi, che ho seguito in diretta: 25 i senatori iscritti a parlare, di cui 21 pro Silvio. E tutti costoro chiedevano di nuovo il voto segreto, quando già la giunta aveva deciso per il voto palese. Be', ogni volta si doveva nuovamente votare per respingere la richiesta! Per 21 volte! Ma non bastava una volta sola?

Mi ritrovo a pensare ai bizantinismi oggi. A proposito - fatemi fare la saputella... - il termine sembra essere nato dall'assedio, da parte degli arabi, di Costantinopoli: anziché correre ai ripari, i notabili della città perdevano tempo a disquisire su questioni teologiche irrilevanti, del tipo: "Gesù è seduto alla destra del Padre? Nell'ostia, Gesù c'è col corpo o con l'anima?" Ma torniamo a bomba, cioè alla questione Stamina.

In soldoni la faccenda è questa: Davide Vannoni mette a punto il metodo che, a suo dire, potrebbe risultare vincente su alcune patologie neurodegenerative gravissime, tipo la atrofia muscolare spinale da cui è affetta la piccola Noemi, 18 mesi soltanto, il cui papà è il portavoce dei pro-Stamina. Vanoni inizia la sperimentazione, ma - dopo il sì a maggio di quest'anno, con cui la Camera ha approvato all'unanimità la sperimentazione di Stamina ed ha stanziato pure 3 mln di euro - il Ministro della Salute Lorenzin (a fine giugno) nomina i membri di un Comitato che dovrà seguire la sperimentazione. L'11 settembre il Comitato boccia il metodo: non ha alcuna consistenza scientifica.

Vannoni ricorre - al TAR del Lazio - contro la nomina del comitato e vince. Il TAR si spinge anche oltre e "detta le regole" da seguire. Bene un Comitato di esperti, ma che sia super partes: «È pertanto necessario che ai lavori partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non hanno già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al Comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore di tale metodo».

In un paese "normale" e non "bizantino" uno avrebbe detto: "Be', ora aspettiamo l'insediamento di questo nuovo Comitato e stiamo a vedere cosa succede". Invece no: il Ministro afferma a priori che "come cura oggi non esiste". Vengono fuori pentiti che hanno partecipato al progetto Stamina che affermano che è "pericolosa e scadente" (ibidem). Ora ci si mette anche la Procura della Repubblica di Torino che dispone "nuovi controlli". E viene fuori anche la lettera che il vecchio Comitato (quello dichiarato illegittimo dal TAR) ha inviato al Ministro. Preparate i fazzoletti: «A distanza di alcuni giorni dalla sentenza del TAR del Lazio, che ha sospeso la nomina del Comitato scientifico da Lei insediato, desideriamo comunicarLe il nostro disappunto per l’immagine negativa che tale decisione sta creando nei nostri confronti. Non è per noi possibile accettare l’etichetta di "dipendenza ideologica se non addirittura economica” che è stata attribuita ad alcuni di noi, ma che indirettamente colpisce tutti». Del Comitato facevano parte i Nas, l'Istituto Superiore di Sanità, il Centro Nazionale Trapianti e l'Agenzia del Farmaco (Aifa). Ops... mi è scappato il rosso! Chissà perché?

Per nessun motivo vorrei essere nei panni dei congiunti dei malati che Stamina potrebbe - condizonale d'obbligo - curare. E non vorrei esserlo certamente perché non ce la farei a sopportare questi passaggi di carte e di competenze; queste esternazioni ed iniziative innescate come bombe ad orologeria. Non tollererei queste astrusità pedanterie, storture, tortuosità, complicazioni, cavillosità, capziosità, ambiguità, guazzabugli (una sfilza di sinonimi per "bizantinismi"!). Credo che ai loro cari che soffrono farebbero mangiare anche merda di cane, se ci fosse una pur vaga speranza che possa funzionare. Voi no? Ma il nostro non è un paese normale.

domenica 29 settembre 2013

Festività soppressa

Ho frequentato i primi 3 anni delle elementari in una scuola comunale a Milano. E, nonostante siano trascorsi da allora saecula et saecula, molti ricordi sono più che vividi. Primo tra tutti quello olfattivo: il profumo della maestra (una signorina di una sessantina d'anni che lasciava dietro di sè la fragranza delle violette) e quello dell'aula.
Era un mix di odori: del legno dei banchi, del gesso per la lavagna (appesa al muro, così nessuno poteva esserci messo dietro) e dell'inchiostro.

Perché si scriveva con la cannuccia e il pennino, allora. E si facevano esercizi di calligrafia. Il banco aveva il buco per il calamaio, che il bidello - che allora era il bidello e non il collaboratore scolastico... - faceva in modo fossero sempre pieni all'inizio delle lezioni. Anch'io avevo il mio astuccio delle penne, ma - essendo abbastanza energica - non riuscivo a scivere con il pennino che io chiamavo a lanterna (quello che nella foto è inserito nella cannuccia) perché, premendo troppo, lo spezzavo: mi dovevo accontentare di quello più robusto. Ma ero brava lo stesso.

C'erano certezze, a quei tempi: punti fermi che - con regolarità da orologio svizzero - scandivano la vita degli alunni e delle famiglie. La scuola (dal lunedì al sabato compreso) iniziava il 1° ottobre e terminava il 30 giugno e poi c'erano i 3 mesi tondi tondi di vacanze. Non ricordo nessun ponte scolastico: mai le vacanze di Natale sono andate dal 24 dicembre a dopo il 6 gennaio.

E come dimenticare i primissimi giorni di scuola? Il primo giorno eri curiosa di conoscere - o riconoscere - i tuoi compagni. Una rapida occhiata in giro per vedere quale grembiule fosse il più bello... anche allora si era femminucce vanitose. La mamma, il mio primo grembiule (quello della 1a elementare) lo comprò a La Rinascente (in Piazza del Duomo?), ma era costato troppo così gli altri me li cucì lei.

Poi la scelta della compagna di banco, giacché non esistevano classi miste, e la scelta del banco: perennemente in prima fila, io. Sono stata sempre una gnappetta. E poi ancora la decifrazione dei graffiti incisi sul ripiano di legno del banco o dei disegni fatti sotto la ribaltina: tracce di chi - prima di me - sedette lì e volle lasciare un segno.

Ma quello che ricordo con più gioia era il primo giorno di vacanza, appena tre giorni dopo l'inizio dell'anno scolastico: il 4 ottobre, infatti, si festeggiava il patrono d'Italia, San Francesco.
Leggo ora che quella festività è stata soppressa nel 1977: penso che non sarebbe poi così male reinserirla oggi...

martedì 17 settembre 2013

I bari

I bari - Caravaggio, 1594
Nel vecchio West, se venivano scoperti, si amputavano loro due dita (con la medesima lama a taglio con cui venivano rifilati i bordi delle carte da gioco usurate per poterle riusare) affinché tutti sapessero che quelle falangi erano cadute perché i portatori di quei moncherini avevano barato. Avevano cioè infranto, una volta iniziata la partita, le regole prefissate che al tavolo avrebbero dovuto rispettare.

Non mi farebbe piacere vedere Piero Grasso con due dita di meno, né un deputato grillino o della Lega con tale mutilazione: ma la proposta avanzata, "a giochi aperti", di cambiare le regole per votare in aula al Senato con voto palese, fa schifo. E dà la misura di quanto in basso si sia caduti.

Anch'io vorrei sapere chi-vota-come. Anch'io vorrei guardare in faccia chi, non del PdL, avrà il coraggio di dare un aiutino al delinquente. Ma se la regola (bastarda quanto volete) è ancora questa, è necessario - anche obtorto collo - seguirla. Diversamente ci si adeguerebbe allo "stile" del sunnominato delinquente, che si è creato regole "ad personam", inventando eccezioni. Pure queste "ad personam".

Suggerisco, al riguardo, la lettura dell'editoriale del professor Ainis sul Corriere. Di lui mi sono un po' innamorata...

martedì 10 settembre 2013

Signori della Corte...

Ha intenzione di difendersi (ancora) davanti a:

  1. La Giunta del Senato
    Roma
  2. La Corte Costituzionale
    Roma
  3. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
    Strasburgo
  4. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea
    Lussemburgo
Ora gli mancano solo queste due...

5.  La Corte dei Miracoli
Parigi


6.   La Corte dei Comics
(nel senso di personaggi buffi...)
Paperopoli

Ma tanto non la sfanga...

mercoledì 7 agosto 2013

La suggestione delle parole
I puntini sulle "i"

Questa è l'apertura de "Il Giornale" in edicola oggi. Leggete con attenzione il sommario, la parte subito sotto il titolo, e la prima riga in particolare: "Il giudice Esposito spiega in un'intervista perché ha condannato il Cav".

Immagino che in molti avranno visto il video del Corriere che gira sul web nel quale si intervista lo sparuto manipolo dell'esercito di Silvio che ha partecipato alla manifestazione di domenica: molti di loro non sapevano neanche perché il loro leader fosse stato a suo tempo processato, ma partivano dal fideistico assioma che fosse comunque innocente.

Oggi quelle stesse persone acquisteranno Il Giornale e - dandosi di gomito - esclameranno soddisfatti: "Hai visto? Una chiara sentenza politica! E, come dice Silvio, è la prova che la sentenza era già scritta!".

Volgarmente, si dice che "nessuno è nato imparato": ma - nei praticamente illegibili .pdf che trovo sul web perché i giornali di oggi qui arriveranno domani - non ne trovo uno che SPIEGHI (grassetto, sottolineato e in rosso) cosa era tenuta a fare la Cassazione e cosa - alla fine - ha fatto. Né ho sentito spiegazioni sul punto dai vari esponenti politici che hanno messo becco dichiarando "inopportuna" e "fuor di luogo" l'intervista di Esposito (diciamolo, ha fatto una cavolata grande come una casa...), nonostante ritengo che tra loro ci siano fior di giuristi.

L'unico - ma ormai le sue parole sono state abbondantemente dimenticate - è stato il Procuratore Generale della Cassazione, Mura, che ha detto nella sua requisitoria: “Il compito della Corte di Cassazione è quello del controllo” e non è corretta “un’immagine dell’imputato condannato anche in Cassazione”. La Cassazione, ha detto in soldoni Mura - deve solo controllare che le leggi, nel precedente stadio del giudizio, siano state correttamente applicate ("La Corte Suprema di Cassazione assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge...", art. 65 dell'ordinamento giudiziario), ma non entra nel merito del giudizio: ovvero non deve riesaminare le prove, rileggere le deposizioni di testimoni, riascoltare nastri di intercettazioni. Deve solo domandarsi se la Legge è stata correttamente applicata, e basta. Ecco perché il PG Mura ha chiesto che venisse rideterminata la pena accessoria (l'interdizione dai pubblici uffici), perché i 5 anni richiesti erano sbagliati: la pena va da 1 a 3 anni.

Ma nessuno spiega tutto questo.
E le truppe dell'esercito di Silvio saranno indotte, grazie anche al titolo fuorviante de Il Giornale, a ritenere che Esposito abbia emesso una nuova sentenza di condanna, soprattutto dopo la sua improvvida esternazione. Si chiama "suggestione", che associata al "carisma - inteso come presunto possesso da parte di un individuo di particolari doti che lo rendono superiore agli altri - fa sì che venga riconosciuto come leader" (Max Weber).

Quanti voti ha preso il PdL nelle ultime elezioni? 9-10 milioni di voti? Se non si indurrà la gente a ragionare, a capire, e anche a "imparare" quel che non si sa, se non si chiariranno immediatamente equivoci di questo genere e ci limiterà a chiacchiere senza sugo, aspettiamoci che - alle prossime - siano un bel 20% in più.

sabato 3 agosto 2013

Movie therapy

Oggi ne ho proprio bisogno...
Non mi piace quello che sta succedendo: sento una strana aria di "colpo di Stato strisciante", mediaticamente camuffata da appello alla democrazia, da "ripristino di un normale equilibrio tra i poteri dello Stato" (Bondi), ma comunque evocando lo spettro della guerra civile.

Ho bisogno di qualche bel film, americano, in cui i cattivi perdono e i buoni ristabiliscono il corretto equilibrio tra bene e male. Perché qui - invece - si tenta di invertire in ruoli: i giusti sono corrotti e di parte, e i delinquenti sono vittime di congiure. Scorro i titoli che mi sono portata dietro: ieri mi sono sparata (per la trentesima volta?) "Cittadino X". OK, ma era un serial killer. Poi "Guardia del corpo": va be', il cattivo che ci ha lasciato le penne era un sicario a pagamento. No, non va...

Ma sono proprio una cretina assoluta! Perché non ho portato quello?
"Brutta deficiente pasticciona! Perché ogni volta che lo vedi speri che quello non muoia, vero?". Chissà, magari è proprio così: ma sarebbe quel film la migliore terapia in questo momento. È vero: Sean Connery, il poliziotto irlandese ci lascia sempre le penne, cazzarola! Ma alla fine, i buoni vincono: e vincono dopo un processo! E quella scena è impagabile: il cattivo che perde le staffe, che diventa isterico, rosso di rabbia e di frustrazione! E sa che lo aspetta la galera! Ga-le-ra! Non domiciliari o lavori socialmente (in)utili, merda secca! Mannaggia a me... come torno a casa me lo vedo tre volte di seguito...

martedì 12 marzo 2013

giovedì 26 maggio 2011

Fisiognomica elettorale


Elettori di sinistra



Elettore di destra?

Non ne posso più! Ma manca ancora tanto??

giovedì 4 novembre 2010

Filastrocca

PROLOGO



'era una volta un re
che scopava come tre;
e che disse al servo sciocco:
"Dammi, orsù, un bel balocco!"

S
enza porre alcun indugio

ecco uscire da un pertugio
una fila lunga lunga
pronta a fare bunga-bunga.

Alla fine, molto stracco,
chiese il re un bel bivacco.
Non battè nemmeno un ciglio,
ma trovar dovea il giaciglio.

Nell'albergo a cinque stelle
con le stanze superbelle?
"Nossignore signornò!
Per il re io troverò
un'ardita soluzione
per la cònsona magione!"

Dopo aver guardato intorno
tutta notte e tutto il giorno
un'idea mirabolante
le fregava tutte quante!

"Comprerò per lo mio sire
un rifugio da non dire
che sia faro del potere
del mio sire-cavaliere".

Giunse il servo finalmente
sulla piana risplendente
e lì vide un gran terreno
in un luogo molto amèno.

E con grande sua sorpresa
una scritta v'era appesa:
CHE SIA GLORIA SEMPITERNA
DE LO RE QUESTA TAVERNA.

Prese il re, il servo sciocco,
come fosse un suo balocco.
"Vieni, o sire, o mio padrone!
Ho trovato la magione!

Un bel posto, ch'è memoria
della tua grande vittoria!"
E lo pose con dolcezza
proprio in mezzo alla munnezza.
E non si accorse il Grande Re dell'olezzo
in quanto al putridume era avvezzo.
(by Punzy)


martedì 2 novembre 2010

Il Consigliori

Ve lo ricordate Robert Duvall nei panni di Tom Hagen, Consigliori di Don Vito Corleone ne "Il Padrino"? Un grande. Misurato, glaciale ma incredibilmente astuto e sottile. Riesce a mediare tra le varie anime mafiose, perché le conosce perfettamente tutte: la ribelle e riottosa; la sanguinaria e cinica; la stupida e violenta. È il più mafioso dei mafiosi, il Consigliori. Ebbene, recentemente quel gran pezzo di ... lumbàrd del Senatùr ha fatto una dichiarazione gravissima, ben più grave - a mio parere - di tutta la porca faccenda della ragazzina.

A proposito della telefonata che Mr B. avrebbe fatto alla Questura di Milano per ottenere il rilascio di Ruby-
Karima, Bossi ha dichiarato: "Berlusconi non è stato tanto furbo: quella telefonata alla questura di Milano avrebbe dovuto farla fare a qualcun altro e, magari, avrebbe potuto farsi consigliare da me o da Maroni". Consigliare da lui o da Maroni (il Ministro degli Interni) per come ottenere il rilascio di una minorenne extra-comunitaria e clandestina accusata di aver rubato 3.000 euro?? E cosa avrebbero potuto consigliargli - Bossi o Maroni - se fossero stati interpellati? Applicazione della legge con foglio di via obbligatorio e accompagnamento al confine dopo 3 giorni, alla data del compimento del 18° anno? Espulsione immediata?

Dalle parole di
don Umberto Bossi - Consigliori di don Silvio - non sembrerebbe: dice che "non è stato tanto furbo". Se lo fosse stato - evidentemente - tutto si sarebbe potuto sistemare in un battibaleno: carte che spariscono, verbali andati in fumo e ... vocche cusùte, ovviamente. Ed è indicativo che usi l'aggettivo "furbo", che è sinonimo di acuto e scaltro. Insomma, il Berlusca è stato stupido, mentre don Umberto il Consigliori avrebbe potuto, astutamente, dargli qualche dritta per cavarsi d'impaccio.

Mi fa davvero piacere che - dietro l'aspetto sempliciotto e campagnolo del lumbàrd purosangue - faccia capolino l'anima proterva e arrogante di un mafiosetto da pellicola di quarta categoria. Quello che sa come accummurari (accomodare) le cose e che le inciucia, in un modo o nell'altro, come si fa nella Roma ladrona, nella Milano truffaldina e nella Palermo fregarola. Tutto il mondo è paese, caro don Umberto! E - come si dice dalle parti del suo lato oscuro - quello "terrone" - a liggi è uguali pi tutti, ma cu av'i picciuli si nni futti: la legge è uguale per tutti, ma chi ha i soldi se ne fotte. E se ha anche il potere, meglio ancora. Vasamo i mani.

mercoledì 20 ottobre 2010

giovedì 14 ottobre 2010

Vade retro!


Rammenterete che qualche giorno fa Mr B. ha annunciato l'iniziativa di spedire a 10 milioni di famiglie un opuscolo che illustrasse tutto (ma proprio TUTTO!) quello che il suo governo ha fatto in questi due anni e spiccioli: saranno pagine bianche...

Comunque, aderisco all'iniziativa di Alberto Cane Blog e ho deciso di rispedire il plico (semmai mi fosse recapitato) al mittente, come suggerisce Libertà e Giustizia, magari a Villa San Martino, 20043 Arcore (MB).

Per la massa di 'gnurànt' che mi leggono, la sigla "MB" sta per "Monza e Brianza", una nuova provincia: sì, una di quelle cose che dovevano sparire...
Divulgate, please, l'iniziativa in modo che - chi di carta ferisce - di carta perisca!

lunedì 20 settembre 2010

Cav vs Cav?

Lotta fratricida? Ma dài... non ci credo...

Qui.

martedì 20 luglio 2010

Nomen omen

Il Podestà Guido ... specifico meglio... il signor Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano, ha conferito il premio Grande Milano al suo datore di lavoro, l'immarcescibile Mr. B.

Le motivazioni le trovate qui: se le riscrivessi mi occorrerebbe un emetico in dose da cavallo.
Considero solo che - al personaggio del video qui sotto - il Podestà gli fa una sega!


domenica 18 luglio 2010

De bello fallico

Tutti i suoi maggiordomi e supporter dicono che non è lui il "Cesare" cui più volte si fa riferimento nei verbali delle intercettazioni dei quattro pensionati sfigati.
Sarà... ma una delle cose che più mi sono rimaste impresse del mio latino ai tempi del liceo, erano quelle pallosissime - ma facili, ad onor del vero - traduzioni del De bello gallico, in cui Giulio Cesare scriveva, parlando di sè, in terza persona singolare.

Caesari cum id nuntiatum esset... quam maximis potest itineribus in Galliam ulteriorem contendit et ad Genavam pervenit (De bello gallico, Libro 1°, 7). (Trad: Essendo stato annunciato questo a Cesare... egli si diresse verso la Gallia Ulteriore, a marce il più possibile forzate e giunse a Ginevra).

L'altro ieri, arringando i Promotori della Libertà, B. ha detto: "Alcuni giornali stanno mettendo in atto una nuova vergognosa montatura già smentita dai fatti tentando di coinvolgere il presidente del Consiglio...".
Be', se non vuole essere scambiato per il condottiero romano, perché continua a esprimersi come lui? Non è che ha in mente di scrivere un'epopea delle sue imprese?

Aho! Sur titolo der post c'ho er copirait, eh?

sabato 7 novembre 2009

Quizàs, quizàs, quizàs...

Nei giorni scorsi, Fiorella Mannoia, la rossa (e non solo di capelli), ha indirizzato al Presidente della Camera Fini una lettera aperta, dalla quale stralcio alcuni interessanti passaggi:

"Onorevole Fini ... non le nascondo, per onestà , che non mi sono mai trovata d'accordo con lei, anzi spesso le sue opinioni mi irritavano, le nostre posizioni, evidentemente e naturalmente distanti, mi impedivano di trovare qualche argomento condivisibile. Ma da un po' di tempo a questa parte alcune sue dichiarazioni mi sorprendono, mi pare di trovare in lei quel buon senso di cui abbiamo così tanto bisogno... Lei è un uomo intelligente, uno dei pochi politici puri di quel panorama... Onorevole Fini, io non lo so, ma la prego, se lei è davvero in buona fede, ci aiuti a venirne fuori. Si liberi della sua attuale coalizione, vada avanti, formi un partito conservatore di gente onesta, e ce n'è tanta che non si riconosce in questa destra... Magari ci scontreremo ancora sui temi che ci vedranno in contrapposizione... in un clima appassionato sì, ma civile. Dia il suo contributo a restituire dignità a questo paese che non si merita di essere rappresentato in questo modo, e da sinistra, (facendo anche noi il nostro dovere di pulizia laddove ce ne sarà bisogno), le daremo il benvenuto".
Il testo integrale lo trovate qui.

Sul suo Magazine online, in un articolo a firma Federico Brusadelli, la Fondazione FareFuturo (che si riconosce nel Presidente della Camera), le ha replicato uno sciocco (riassumo...) "... ma se è tanto d'accordo con noi, anziché invitare Fini a sbarcare a sinistra, perché non viene lei a destra?". Credo che Brusadelli non abbia letto la lettera, o - se l'ha letta - non ne ha capito un'acca, tant'è che la Mannoia - pazientemente - ha ri-spiegato il senso (che a me pareva già chiarissimo: che so' 'ntelliggente!!!) della missiva, qui.

Quelle della cantante mi
sembrano considerazioni intelligenti, dettate - credo - dal semplice buon senso e dal desiderio, da più parti condiviso, di ristabilire
un confronto di idee civile e democratico, che mi sento di sottoscrivere integralmente: da transfuga (o "Quaglia", obtorto collo...), sarei davvero contenta si ricostituisse un polo liberal-socialista e laico nell'agone politico, visto che tutti i partiti rappresentati in parlamento portano l'imprimatur di oltretevere. Assurdamente - e tristemente - gli unici veri laicisti sono rimasti fuori, anche per colpa loro...

Fiorella Mannoia annovera, tra le sue molte interpretazioni, anche quella di una splendida canzone di Osvaldo Farrés, "Quizàs, quizàs, quizàs" (Chissà, chissà, chissà), ma non ho trovato un suo video su YouTube. Motivo per cui ripropongo l'interpretazione indimenticabile - che amo di più - di Nat King Cole, illustrata, tradotta (?) e arricchita (?) da immagini di BC, in vena di cazzeggiare.
Quanto al resto... chissà, chissà, chissà: per conto mio, incrocio le dita.


mercoledì 16 settembre 2009

Silvius aquilani in chaletibus
in hibernis conlocavit

La frase originale - dalla quale ho ricavato il titolo - era questa: " Caesar exercitum... in civitatibus... in hibernis conlocavit" (liberamente: Cesare fece svernare l'esercito nelle città), in De bello gallico, 3.29.3. Mi stava sulle palle, tradurre Giulio Cesare. In primis (eh eh...) perché raccontava sempre di guerra, di spedizioni e di conquiste. In secundis, perché scriveva in terza persona, manco le avesse fatte qualcun altro, tutte quelle cose!

Hai voglia a sgolarsi il prof. di latino per farmi capire che l'artifizio linguistico era impiegato per evitare il coinvolgimento emotivo, per essere
distaccato: col cazzo! Scriveva in terza persona perché così dava l'impressione di dispensare il Verbo, la Verità Assoluta. E di narrare la Storia. E non sarà un caso che Asinio Pollione, Lucano e Cassio lo accusassero di non essere obiettivo e di aver scritto un’opera tendenziosa per motivi esclusivamente personali!

E ora, a distanza di lustri, ariecchetelo tiè!, un altro che parla in terza persona:
"Questo strapotere (strapotere???, ndr) voleva che si registrasse alle cinque di pomeriggio perchè è anche proprietario del Milan che gioca stasera. Il Presidente del Consiglio avrebbe voluto trepidare per la sua squadra". E invece no: eccolo lì, a parlare 20 minuti delle case consegnate ai terremotati (fornite dalla provincia di Trento, ma questo poco importa...) e 2 ore a sproloquiare sul resto e ad offendere tutti. Credo però che i telespettatori non siano caduti nella trappola, se è vero che lo share di Canale 5 in prima serata ha superato quello di Porta a Porta: mandavano in onda "L'onore e il rispetto". Appunto.
Aspettando Godot. Anzi, Bruto.

lunedì 7 settembre 2009

Da morir dal ridere!!

Creato da 7yearwinter e ripreso da Alessandro Giglioli in Piovono Rane, vi propongo un capolavoro di comicità. Due soli accorgimenti:
  1. ragazze, struccatevi prima, sennò alla fine avrete rimmel, ombretto e matita scolati;
  2. tutti, fate la pipì preventivamente: dopo sarebbe inutile, visto che ve la sarete fatta sotto.
Buon divertimento.

lunedì 15 giugno 2009

Il Vendicatore Nero,
ovvero: 'Na tazzulella 'e cafè...

Noi, per un predone del deserto, tiriamo fuori l'argenteria "buona", srotoliamo tappeti rossi, concediamo i giardini di nostre residenze storiche per un campeggio estemporaneo di dubbio gusto.
Noi, per un predone del deserto, l'abbiamo presa in berta per 3-giorni-3 e abbiamo anche permesso che un ramo del nostro parlamento restasse inchiodato agli scranni per 2-ore-2, sinché un Presidente non ha detto "basta, porca troia!" (o qualcosa del genere...) ed ha annullato l'incontro, visto che lo sgradito ospite - senza neppure una telefonata di scuse - aveva già maturato tanto ritardo.
"
Aveva la bua al pancino!", riferisce Massimo Baffino D'Alema: se aveva la diarrea, Manitou - o chi per lui - ha esaudito le mie preci. Ma lo smentisce la stessa ambasciata libica: "Il ritardo è dovuto alla preghiera".
E 'sti cazzi, non ce li metti?
Che minchia prendi l'appuntamento per quell'ora se poi devi stare a culo all'aria per la preghiera del venerdì? Ovviamente il nano non ha aperto bocca e ha fatto - come sempre - pippa. Riuscendo comunque a rimediare - al solito - una bella figura di merda per noi italiani - tutti - che accogliamo come un re questo pezzentone.


Ma ecco che odo uno scalpitar di cavalli a occidente... e arriva! Arriva sul suo bianco destriero il Vendicatore Nero (pure la rima m'è riuscita...)! E il boss de' noantri, l'abbraccia-Putin, er mejo maggiordomo del deserto, l'amicone di George-Dabliu fa il suo arrivo trionfale (?) nella terra d'oltreoceano, ove è ricevuto con tutti (??) gli onori e parteciperà ad un pranzo di gala... no... niente pranzo... dalla regìa mi dicono che sarà una cena... no, manco quella... Il Padre-Padrone... rectius: il Papy-Padrone di mezza Italia si fermerà - a colloquio con Barack Obama - solo per il tempo di un "caffettino"!!
E il sito della Casa Bianca non si caga di pezza la sua visita (
ibidem)!

Godo come una porca maiala. Ci voleva lui, Obama, per riportare il nostro (???) con i piedi per terra; per rammentargli che è un Mr Nessuno nel consesso internazionale (fatta eccezione per qualche ridicolo dittatorucolo con la faccia tanto tirata che Nancy Reagan gli fa una sega) e per vendicarci (e vendicarsi) delle tante umiliazioni subìte.
Solo 'na tazzulella 'e cafè, schifoso e pisciato, perché io gli americani li amo... ma il loro caffè è una vera cioféca!! Purtroppo manco corretto con il nostro famoso amaro dell'Ucciardone... E tornerà, iddu, tornerà...
♫ E nuje passammo 'e guaje...♫
♫ nuje nun putimmo suppurta'... ♫

Ma dopo lo "schiaffo di Washington" (in rapporto al quale quello di Anagni impallidisce!), almeno una soddisfazione ce la saremo tolta! I love Barack Obama!