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domenica 29 settembre 2013

Festività soppressa

Ho frequentato i primi 3 anni delle elementari in una scuola comunale a Milano. E, nonostante siano trascorsi da allora saecula et saecula, molti ricordi sono più che vividi. Primo tra tutti quello olfattivo: il profumo della maestra (una signorina di una sessantina d'anni che lasciava dietro di sè la fragranza delle violette) e quello dell'aula.
Era un mix di odori: del legno dei banchi, del gesso per la lavagna (appesa al muro, così nessuno poteva esserci messo dietro) e dell'inchiostro.

Perché si scriveva con la cannuccia e il pennino, allora. E si facevano esercizi di calligrafia. Il banco aveva il buco per il calamaio, che il bidello - che allora era il bidello e non il collaboratore scolastico... - faceva in modo fossero sempre pieni all'inizio delle lezioni. Anch'io avevo il mio astuccio delle penne, ma - essendo abbastanza energica - non riuscivo a scivere con il pennino che io chiamavo a lanterna (quello che nella foto è inserito nella cannuccia) perché, premendo troppo, lo spezzavo: mi dovevo accontentare di quello più robusto. Ma ero brava lo stesso.

C'erano certezze, a quei tempi: punti fermi che - con regolarità da orologio svizzero - scandivano la vita degli alunni e delle famiglie. La scuola (dal lunedì al sabato compreso) iniziava il 1° ottobre e terminava il 30 giugno e poi c'erano i 3 mesi tondi tondi di vacanze. Non ricordo nessun ponte scolastico: mai le vacanze di Natale sono andate dal 24 dicembre a dopo il 6 gennaio.

E come dimenticare i primissimi giorni di scuola? Il primo giorno eri curiosa di conoscere - o riconoscere - i tuoi compagni. Una rapida occhiata in giro per vedere quale grembiule fosse il più bello... anche allora si era femminucce vanitose. La mamma, il mio primo grembiule (quello della 1a elementare) lo comprò a La Rinascente (in Piazza del Duomo?), ma era costato troppo così gli altri me li cucì lei.

Poi la scelta della compagna di banco, giacché non esistevano classi miste, e la scelta del banco: perennemente in prima fila, io. Sono stata sempre una gnappetta. E poi ancora la decifrazione dei graffiti incisi sul ripiano di legno del banco o dei disegni fatti sotto la ribaltina: tracce di chi - prima di me - sedette lì e volle lasciare un segno.

Ma quello che ricordo con più gioia era il primo giorno di vacanza, appena tre giorni dopo l'inizio dell'anno scolastico: il 4 ottobre, infatti, si festeggiava il patrono d'Italia, San Francesco.
Leggo ora che quella festività è stata soppressa nel 1977: penso che non sarebbe poi così male reinserirla oggi...

mercoledì 29 agosto 2012

Medicina alternativa

Uno dice: "I parenti non si scelgono". Vero. Ma neppure i co-vacanzieri, porca trota! Che sono gli ospiti che, insieme a te, alloggiano presso la stessa struttura. E questa è proprio una gran sfiga. Soprattutto quando si ha l'ulteriore sfiga di avere un marito che - se non avesse sposato me - avrebbe fatto il missionario: sinite stronzi venire ad me. Perché se li accatta tutti, lui. Cuoce la pastasciutta per tutti ("Porelli! Agli stranieri piace così tanto! E chissà che schifo mangiano!"). Fa la pizza e i calzoni per l'intera masnada di fottuti ospiti ("A-ri-porelli! Gliela faccio io come si deve! Con la mozzarella vera!"). Comunione e libagione.

Il problema sorge dopo. Finita la spanzata globale che, per l'occasione, si è tenuta al tavolone tipo refettorio (capacità 16 persone) ti tocca conversare. Un po' in inglese, un po' in tedesco, un po' - un bel po'... - a gesti, parte la conversescion post-prandiale. Quest'anno c'era un'austriaca con la quale - nonostante 6-anni-6 di tedesco al liceo (un anno m'hanno fregato) dovevo conversare in inglese, perché del suo tedesco non capivo un cazzo. La tipa è straricca: avrà calzato 12 paia di sandali diversi strafirmati, costumi chettelodicoaffà ovviamente griffati e c'ha una Spa.
Ora ridete pure, ma per me una Spa era una Società per Azioni. E daje che le dicevo: "OK, ma che fai?" e lei "Ich habe ein Spa!" Alla fine mi ha fatto capire - con un biglietto da visita - che ha un centro benessere a Vienna. Spa??? Come so' antica e 'gnorante! Ma dato che nun me ne po' frega' de meno di massaggi e di beauty therapy, parliamo di politica.

La cretina è tutta felice perché, alle prossime elezioni politiche in Austria, si candiderà un tale Strache che ha a cuore il destino dell'imprenditoria (qui per vedere in compagnia di chi compare...) e che finalmente porrà un freno all'immigrazione: "Vienna è piena di negri! Nigeriani, Egiziani, Algerini, Libici! Pensa che ho dovuto mandare i miei figli in scuole private!". E 'sti cazzi! Il più grande (18 anni) fa il muratore, non sa fare la "o" col bicchiere, ma vuole fare ingegneria. Il piccolo (9 anni) è un insopportabile scassa minchia urlante, con manifesta sindrome bipolare: passa dalle urla di gioia al pianto isterico in un nano secondo se non gli si presta attenzione. Ma sai che sganassone ai bei tempi?

Ma divago. Insomma, dopo la scorpacciata di pastasciutta e di stronzate razziste, urge un medicamento: con il mio HD collegato al PC mi sparo in sequenza "Mississippi burning", "L'agguato" e (dose da cavallo) "Amistad". Ah, come sto bene adesso!
Torno a casa e la prima notizia che mi colpisce e necessita di una catartica dose di pellicola è la condanna di Breivik in Finlandia. Ce l'ho la panacea! Un gran film sul mostro di Rostov Andrej Cikatilo, che si intitola "Cittadino X" e che finisce pure meglio. Tiè.

martedì 28 luglio 2009

♫ Partono 'e bastimenti ♫

E anche il mio è in partenza, domani, per la mia isoletta croata! Ho passato questa settimana tra scatoloni ed elenchi di cose da portare - aho! un mese è lungo... Cose per il bagno, alimenti, pentole e accessori per la cucina, abbigliamento, medicine (sic!), libri, dvd, materiale elettronico (PC, TV, HD multimediale, handycam, macchina digitale, IPod, etc.).
Ho latitato dal blog e ho lasciato poco e niente su quelli degli amici. Non ho neanche "programmato" post agostani, ma forse riuscirò a trovare una connessione... Il tutto accompagnato da uno stato di eccitazione che mi ha reso stranamente apatica.
"La felicità rende l'uomo pigro" ha scritto Tacito: e io sono felice di staccare la spina, di immergermi in quel mio amatissimo mare e di ubriacarmi di sole. Spero non vi dimentichiate di me e - intanto - vi lascio con un saluto in musica.


Buone vacanze a tutti, ragazzi!


giovedì 24 luglio 2008

Ma un po' d'invidia?

Questa è l'sola in cui trascorrerò le mie - meritatissime - vacanze! E questo è il mare in cui immergerò le mie stanche membra, lasciandomi abbracciare dall'acqua. Natura rigogliosa che s'immerge nel blu. Silenzio pressoché totale interrotto dal frinire delle cicale. La foto è quella del versante turistico dell'isola che affaccia verso l'Italia. Io sono dall'altra parte, quella da "poveri" e davanti a me ho la costa croata: sostituite alle barche a vela e agli yachts qualche barchetta da pesca a remi o - al massimo - dotata di un motore 4 cavalli e immaginatemi lì, in un paesetto tipo presepe che d'inverno conta 29 anime.

Due anni fa ho montato un video carino carino della mia parte d'isola, una sorta di promo, e volevo metterlo su YouTube per voi, ma ci ho anche inserito un soundtrack con brani musicali ancora "verboten" e non trovo più il sorgente per eliminarli. Visto quello che succede in rete (assurdo, ragazzi!), non ho voglia di rischiare. Chissà che comunque non  riesca a farvene un altro da pubblicare in questo periodo?
Ho innescato, comunque, ad orologeria qualche post programmato a cadenza settimanale: il primo lo vedrete (se ho fatto bene i compiti) lunedì 28. E così, per un po' di lunedì, poi ho esaurito la riserva delle cazzate: vedremo cosa fare... 

Vabbe', sto cincischiando... non ho voglia di chiudere questo post che ha il sapore degli addii alla stazione. Vi abbraccio e vi bacio tutti, maschietti e femminucce: riposatevi, divertitevi tanto quanto farò io e a rileggerci presto, ma non troppo!