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sabato 3 agosto 2013

Movie therapy

Oggi ne ho proprio bisogno...
Non mi piace quello che sta succedendo: sento una strana aria di "colpo di Stato strisciante", mediaticamente camuffata da appello alla democrazia, da "ripristino di un normale equilibrio tra i poteri dello Stato" (Bondi), ma comunque evocando lo spettro della guerra civile.

Ho bisogno di qualche bel film, americano, in cui i cattivi perdono e i buoni ristabiliscono il corretto equilibrio tra bene e male. Perché qui - invece - si tenta di invertire in ruoli: i giusti sono corrotti e di parte, e i delinquenti sono vittime di congiure. Scorro i titoli che mi sono portata dietro: ieri mi sono sparata (per la trentesima volta?) "Cittadino X". OK, ma era un serial killer. Poi "Guardia del corpo": va be', il cattivo che ci ha lasciato le penne era un sicario a pagamento. No, non va...

Ma sono proprio una cretina assoluta! Perché non ho portato quello?
"Brutta deficiente pasticciona! Perché ogni volta che lo vedi speri che quello non muoia, vero?". Chissà, magari è proprio così: ma sarebbe quel film la migliore terapia in questo momento. È vero: Sean Connery, il poliziotto irlandese ci lascia sempre le penne, cazzarola! Ma alla fine, i buoni vincono: e vincono dopo un processo! E quella scena è impagabile: il cattivo che perde le staffe, che diventa isterico, rosso di rabbia e di frustrazione! E sa che lo aspetta la galera! Ga-le-ra! Non domiciliari o lavori socialmente (in)utili, merda secca! Mannaggia a me... come torno a casa me lo vedo tre volte di seguito...

venerdì 29 gennaio 2010

L'altra faccia della Legge

Ci sono leggi che detesto dal profondo dell'anima. Vuoi perché le trovo estortive, se m'impongono un esborso che non capisco, vuoi perché sono applicate in maniera discriminatoria: tu la devi osservare e tu no. L'Oscar va sicuramente al Regio Decreto Legge del 21 febbraio 1938, n° 246, che "disciplina gli abbonamenti alle radioaudizioni": insomma, la legge istitutiva del canone RAI. Ogni volta che pago, mi rode il chiccherone, perché mi sembra di pagare la tassa sul macinacaffé elettrico che non uso, stante il fatto che non vedo programmi RAI per non fare audience. Ma c'è la Legge.

E poi la legge istitutiva del "certificato antimafia". Se volessi iscrivermi all'Albo Fornitori della Pubblica Amministrazione per partecipare a qualche gara, dovrei presentarlo: chissà perché non è richiesto a chi si candida a cariche pubbliche... Poi c'è la cazzata stratosferica del Decreto Legislativo n° 196 del 2003 (sulla protezione dei dati personali, c.d. Legge sulla Privacy) che costa alla mia microazienda - che sono solo io - 300 euriki l'anno perché una società di servizi certifichi che i "dati sensibili" (ragione sociale, indirizzo e Partita IVA) dei miei clienti e fornitori sono tenuti "a norma", cioè con un livello di sicurezza tipo Fort Knox. Ragione sociale, indirizzo e Partita IVA sono "dati sensibili"??? Ma vaffa***
Ma c'è la legge.


Una nuova "chicca" l'ho scoperta da poco. Si tratta della
Certificazione Energetica degli edifici (legge fresca fresca, è del luglio scorso) che attribuisce una "classe" all'isolamento termico della casa e/o appartamento: classe A = perfetto, classe ... D? (boh?) = spifferi. Quando a giugno faremo il rogito per la vendita della casa dovrò esserne in possesso (costo 250-300 euriki da dare ad un tecnico abilitato): ma pensate che se avessi una casa con gli spifferi il notaio non farebbe il rogito? No. L'acquirente potrebbe impormi di provvedere? No. Quindi, un cazzo di pezzo di carta qualunque.
Ma c'è la legge.

Po
i ci sono le leggi promulgate in certi periodi particolari e con fini mirati, che - a mio parere - hanno ancòra ragion d'essere. Una è certamente quella che sancisce l'obbligo di denunciare all'autorità di P.S. la locazione degli immobili (D.L. 21 marzo 1978 n° 59) che raggiunge un doppio obiettivo: far emergere gli affitti in nero (se Pubblica Sicurezza e Agenzia delle Entrate dialogassero meglio...) e sapere "chi-vive-dove". Erano gli anni di piombo, quelli delle BR, dei covi rossi e neri e dei sequestri di persona.
È la legge.


Qualche anno prima venne promulgata un'altra L
egge a tutela dell'ordine pubblico, la L. 22 maggio 1975 n° 152 che - all'art. 5 - testualmente recita: "È vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico". Per luogo pubblico si intende un luogo liberamente accessibile a tutti senza particolari limitazioni, essendo quello il suo scopo e il suo utilizzo normale e prevalente (una piazza, una strada, una spiaggia, ecc.). Un luogo aperto al pubblico è invece quello in cui l’accesso è libero ma in qualche modo regolamentato dal proprietario pubblico o privato. In soldoni, debbo aver modo di guardarti in faccia, magari perché potrei riconoscere in te un pluriricercato e se non vedo il tuo volto mi freghi.

Anche i modi di dire danno al volto un valore particolare. "Metterci la faccia" sta per "esporsi in prima persona, assumendosi le proprie responsabilità". "Te lo leggo in faccia" perché - prima che con le parole - è con la nostra espressione, con il nostro viso che manifestiamo le nostre intenzioni e il nostro pensiero. "Dimmelo in faccia!" sta per sii leale e onesto, anche se devi rimproverarmi: non ti nascondere! Qualunque sia il motivo per cui un viso viene coperto, da noi è vieteto.
È la Legge.



mercoledì 10 settembre 2008

Sabina vs Ratzinga: chi vincerà?

La performance di Sabina Guzzanti dell'8 luglio scorso a Piazza Navona - come ho già riferito a suo tempo - non mi è piaciuta: l'ho trovata inutile, volgare, offensiva (certamente, a parer mio, nei confronti della Carfagna) e comunque fuori luogo vista la valenza che alla manifestazione si intendeva dare. Ma è di poco fa la notizia sul blog di Antonio Di Pietro che la Procura di Roma intende avviare procedimento penale nei confronti della comica per vilipendio nei confronti del papa e per procedere, ai sensi dell'art. 278 del Codice Penale, occorrerà l'autorizzazione a procedere da parte di Angelino Bunny Alfano.

Sì, perché in forza dei Patti Lateranensi (1929), la fattispecie del reato è applicabile anche a chi offende il pontefice e la pena comminata a chi lo commette (da 1 a 5 anni) è la stessa. Grillo, anche lui accusato dello stesso reato (ma nei confronti del Presidente della Repubblica) ha avuto fortuna: il gip ha archiviato la faccenda. Ma qui si tratta del papa, cazzo! Mica di Napolitano! E vuoi mettere? Scommettiamo che Alfie la darà l'autorizzazione a procedere? E scommettiano che ci saranno pure titoli a 8 colonne sulla cosiddetta stampa?
A costo di ripetermi, ribadisco: la Guzzanti non mi è piaciuta , in piazza Navona quel giorno. Sul palco di un cabaret avrei detto che stava facendo il proprio mestiere: bene o male che fosse (il risultato è soggettivo, e per molte altre ragioni lei non mi piace). Ma stava facendo satira: Jean de Santeul, latinista francese, ha coniato la splendida "castigat ridendo mores", e se non siamo proprio alla frutta per quanto attiene alla libertà d'espressione, stava liberamente esprimendo il suo pensiero umoristico pensiero.

Non so come la vedrà il magistrato che avrà il non invidiabile privilegio di gestire la bollentissima patata: spero solo sia una mente libera e riesca nell'impresa, spesso improba, di "oscurare", dentro di sè, la propria fede, politica e religiosa. E possa decidere con la consapevolezza di aver applicato la Legge.
O la Giustizia. Che non è detto siano la stessa cosa.


Aggiornamento dell'11 settembre: suggerisco agli amici di andarsi a leggere - sullo stesso argomento - lo splendido post di Pape Satan Aleppe. Ne vale davvero la pena!

venerdì 30 maggio 2008

Che sensazione di leggera follìa

Non ho idea di come un genitore possa reagire alle notizie, circolate in questi giorni, che hanno come protagonisti due neonati, se io - che genitore non sono - sento in corpo una rabbia, un livore, un vero e proprio odio che mi spingerebbe a scendere in piazza e a incatenarmi a qualche cancellata.

La prima riguarda Davide, il bimbo di Foggia, nato con la Sindrome di Potter (o agenesia). E anche la beffa del destino: oggi Potter è per noi, non addetti ai lavori, solo Henry, il maghetto. Cose belle di favole, di magìe, di cappelli con le stelle disegnate.
Per Davide, invece, che ha compiuto 1 mese due giorni fa, significa non avere i reni, avere gli ureteri e la vescica pressoché inesistenti e i piedi torti. E Davide non ha più, per diktat della magistratura, in questa occasione più-veloce-della-luce, neppure la tutela del papà e della mamma: a loro si è sostituito un tomo fatto di articoli di legge e di comma, che lo obbliga ad essere "curato" e sottoposto a dialisi, terapia che sostituisce nel corpo umano, le funzioni dei reni. E che è dolorosa. Davide, e mi fa male dirlo, non credo sopravviverà: ma tornerà alla madre terra munito del conforto del codice sulla tutela dei minori.

L'altra notizia riguarda la bimba nata 10 giorni fa a Casale Monferrato, di cui in cronaca non ho trovato il nome, e che io chiamerò Chiara, con la speranza che il nome beneaugurante porti un po' di luce nella sua vita. La mamma di Chiara è in coma per un incidente stradale: un pirata della strada l'ha investita e se l'è svignata. Successivamente beccato, è ora indagato per omissione di soccorso. Azzardo: è libero, vero?
Il padre di Chiara non intende riconoscerne la paternità. Ma Chiara è fortunata: ha i nonni materni che non vedono l'ora di portarsela a casa, e adottarla, ma... (copio e incollo), "i tempi della legge e della burocrazia sono lenti e complicati e lei nel frattempo rischia di essere affidata ad un istituto".

Credo si sia arrivati alla frutta: da una parte abbiamo un magistrato così zelante da costringere Davide, malato terminale, a sopravvivere. Anzi, "a farcela". Così titolava ieri un articolo su Avvenire, a firma Enrico Negrotti: "Battaglia intorno a Davide. Che vuole farcela". Non una parola sul dramma di Chiara. All'altro capo dell'amato stivale abbiamo una bimba sana, con i nonni pronti a darle tutto l'amore di cui ha bisogno, ma non si trova uno straccio di giudice che mandi all'aria tutti gli scartafacci, di cui immagino ingombra la sua scrivania, che riesca a dire: "Portatevela a casa! Al resto ci penso io!".

C
irca due anni fa, si diede grande risalto ad una cosiddetta svolta epocale della chiesa cattolica, pronta ad abolire il limbo. Non so se l'abbia fatto: non seguo molto le iniziative d'oltre Tevere.
Ma so per certo - vedi l'articolo di Avvenire - che sa esattamente ove destinare bimbi innocenti utili alla propaganda: all'inferno. Sulla terra.

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martedì 15 aprile 2008

Giustizialismo vs garantismo
come i cavoli a merenda

Non so se càpita anche a voi, ma a volte mi sveglio da una sorta di "trance" lessicale e comincio a interrogarmi sul significato di parole che, durante il mio stato soporifero, mi suonavano normali, ma non più al destarsi delle mie cellule grigie. Allora approfondisco.
In questi giorni più frequentemente, ma in realtà da molto più tempo (da Tangentopoli in avanti), si discetta molto dell'attitudine "giustizialista" dell'Italia dei Valori. Ma cosa sta ad indicare quest'aggettivo usato quasi sempre con una connotazione dispregiativa? Il mio Devoto-Oli non lo cita nemmeno.
Scopro però che
Giustizialismo è l'italianizzazione dello spagnolo Justicialismo, il movimento dei descamisados del dittatore argentino Juan Domingo Peròn, ed è sinonimo di reazionario e conservatore. Non va: non mi sembra che Di Pietro abbia vocazioni dittatoriali. La Treccani on-line mi spiega la "moderna" e mediatica accezione del termine: ma il riferimento alla giustizia "rapida e sommaria" non mi sembra sia calzante.

M
i gioco allora la carta dei "contrari": giustizialismo viene oggi contrapposto a garantismo. E di questo ultimo termine trovo due chiare spiegazioni (1 e 2) ed entrambe fanno chiaro riferimento ai possibili arbìtri, alle prevaricazioni da parte dello Stato. Significa allora che il giustizialista applica una giustizia arbitraria? Certo che no!
E allora il termine è inappropriato. Ritorno a giustizialismo e trovo su Wiki (non sempre attendibile, ma stavolta sì) che il contrario di garantismo è giudizialismo, l'applicazione della Legge entro i propri limiti, ovvero non abusandone, ma neppure, a furia di garantire e di garantirsi, soprattutto, legare le mani a chi la legge dovrebbe applicare. Cito Francesco Saverio Borrelli:
"
Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave".

S
egnalo qui il link per un bel blog, Uguale per tutti, sul quale scrivono le più autorevoli ed indipendenti firme del mondo giudiziario: i temi trattati non sono tecnici, ma riguardano fatti di giustizia, quelli dei quali leggiamo, magari senza capirne troppo, sui giornali. Loro li spiegano, li sviscerano e li fanno intendere anche ai non addetti ai lavori. E leggete questo post relativo allo stalliere Mangano, visto da chi sta in trincea dall'altra parte.

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