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mercoledì 1 aprile 2009

Concorrenza sleale?

Siccome sono buonissimissima, anch'io - nel mio piccolo - ho deciso di dare una mano a chi, tra gli amici blogger, si trovasse in difficoltà. Mi sto dunque attivando per aprire un conto corrente (ovviamente intestato a me e su una banca di mia scelta) sul quale gli altri blogger, che riescono ancora a sbarcare il lunario, potranno versare un tot, a piacere.

Una volta racimolata una congrua sommetta, quelli con le pezze al culo potranno inviarmi la richiesta di sostegno economico. Con i soldi che voi mi avrete dato, erogherò dei prestiti che, dato che sono straricca e che pure d'estate mi metto la pelliccia d'ermellino, e c'ho un anello così grosso che se ti dò un cazzotto ti faccio uscire il naso dalle orecchie, la mia (amica) banca decuplicherà (per gli ignorantoni traduco: moltiplicherà per 10) il gruzzolo, tanto è stragarantita sia dai miei beni al sole sia dai miei depositi, che se voglio mi compro pure la villa del Berlusca.


Il prestito però (perché di "prestito" si tratta... non l'avevo detto? be', mica posso regalarveli i miei soldi, eccheccazzo!) non potrà essere erogato a tutti, ma solo a chi risponderà ai seguenti requisiti:
- maschio e bonazzo (ad esclusivo giudizio - inappellabile - della scrivente);
- single e senza figli e/o compagne e/o mamme e papà rompicoglioni.
Gli interessi sul prestito (non l'avevo detto? be', certo che ci sono gli interessi! Non esosi, ma - eccheccazzo due! - mica posso fare la carità!) saranno spalmati sulle rate da rimborsare.

Con questa mossa ci faccio un figurone! Mi faccio bella perché aiuto qualche bel figo in difficoltà con i soldi vostri; ci guadagno gli interessi che applicherò sui prestiti; ci guadagna pure la mia banca che vede lievitare il mio deposito (e quindi ci guadagno di nuovo); io non caccio un euro, perché la banca è stragarantita; e se qualcuno non paga gli faccio - come tutti coloro che prestano soldi - il culo a strisce, con i meglio avvocati sulla piazza!

Non sono brava? Che state blaterando?
Che non è molto caritatevole??
Ma che cazzo dite (e tre...)!! Lo fanno pure loro!!

venerdì 30 maggio 2008

Che sensazione di leggera follìa

Non ho idea di come un genitore possa reagire alle notizie, circolate in questi giorni, che hanno come protagonisti due neonati, se io - che genitore non sono - sento in corpo una rabbia, un livore, un vero e proprio odio che mi spingerebbe a scendere in piazza e a incatenarmi a qualche cancellata.

La prima riguarda Davide, il bimbo di Foggia, nato con la Sindrome di Potter (o agenesia). E anche la beffa del destino: oggi Potter è per noi, non addetti ai lavori, solo Henry, il maghetto. Cose belle di favole, di magìe, di cappelli con le stelle disegnate.
Per Davide, invece, che ha compiuto 1 mese due giorni fa, significa non avere i reni, avere gli ureteri e la vescica pressoché inesistenti e i piedi torti. E Davide non ha più, per diktat della magistratura, in questa occasione più-veloce-della-luce, neppure la tutela del papà e della mamma: a loro si è sostituito un tomo fatto di articoli di legge e di comma, che lo obbliga ad essere "curato" e sottoposto a dialisi, terapia che sostituisce nel corpo umano, le funzioni dei reni. E che è dolorosa. Davide, e mi fa male dirlo, non credo sopravviverà: ma tornerà alla madre terra munito del conforto del codice sulla tutela dei minori.

L'altra notizia riguarda la bimba nata 10 giorni fa a Casale Monferrato, di cui in cronaca non ho trovato il nome, e che io chiamerò Chiara, con la speranza che il nome beneaugurante porti un po' di luce nella sua vita. La mamma di Chiara è in coma per un incidente stradale: un pirata della strada l'ha investita e se l'è svignata. Successivamente beccato, è ora indagato per omissione di soccorso. Azzardo: è libero, vero?
Il padre di Chiara non intende riconoscerne la paternità. Ma Chiara è fortunata: ha i nonni materni che non vedono l'ora di portarsela a casa, e adottarla, ma... (copio e incollo), "i tempi della legge e della burocrazia sono lenti e complicati e lei nel frattempo rischia di essere affidata ad un istituto".

Credo si sia arrivati alla frutta: da una parte abbiamo un magistrato così zelante da costringere Davide, malato terminale, a sopravvivere. Anzi, "a farcela". Così titolava ieri un articolo su Avvenire, a firma Enrico Negrotti: "Battaglia intorno a Davide. Che vuole farcela". Non una parola sul dramma di Chiara. All'altro capo dell'amato stivale abbiamo una bimba sana, con i nonni pronti a darle tutto l'amore di cui ha bisogno, ma non si trova uno straccio di giudice che mandi all'aria tutti gli scartafacci, di cui immagino ingombra la sua scrivania, che riesca a dire: "Portatevela a casa! Al resto ci penso io!".

C
irca due anni fa, si diede grande risalto ad una cosiddetta svolta epocale della chiesa cattolica, pronta ad abolire il limbo. Non so se l'abbia fatto: non seguo molto le iniziative d'oltre Tevere.
Ma so per certo - vedi l'articolo di Avvenire - che sa esattamente ove destinare bimbi innocenti utili alla propaganda: all'inferno. Sulla terra.

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sabato 24 maggio 2008

La chiesa e la sua "misericordia"

Ritengo che ognuno di noi, nei meandri della propria memoria, conservi ancora il ricordo di quelle litanìe dei tempi del catechismo: dar da bere agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi... Per comporre questo post, sono andata a ripassarmi la lezione per vedere di che si trattasse.
Sono le cosiddette 7 opere di misericordia corporale che ogni buon cristiano dovrebbe mettere in pratica. Che continuano con: alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti. Qui sotto c'è il panorama del quale "godo" dalla finestra del mio studio: la parrocchia.
Ma questa mattina ci sono delle novità...Le frecce rosse indicano l'aggiunta di una cancellata (non ancora ultimata: nel cerchio rosso, a sinistra, si vedono le altre grate necessarie per completare l'operazione) a tutela dell'ingresso. Ingresso che viene regolarmente inchiavardato ogni sera.

Alloggiare i pellegrini...
Ebbene, da sempre - soprattutto in inverno - quella piccola porzione di spazio tra le scale e la porta d'ingresso offriva ricovero a senzatetto e clochard. Bianchi, gialli e neri. Giovani e vecchi. Non erano in molti, forse tre o quattro. Dormivano su cartoni, le loro povere cose infilate in buste di plastica o in carrozzine per bambini, recuperate dai cassonetti, diventate per loro un comodo trolley. Arrivavano a notte inoltrata perché, prima di quell'ora, ciondolano sul marciapiede davanti alla chiesa i giovani zombi ubriachi e strafatti appena usciti dai "circoli culturali" (leggi pub) che si concedono una coda di sane gozzoviglie: qualche altra birretta, un po' di musica a palla che esce dalle auto con le portiere aperte, una partitella di pallone (che se poi, si ammacca una vettura parcheggiata, chissene!) e magari anche una bella rissa liberatoria.

Se ne andavano all'alba, prima delle sei, raccogliendo con cura cartoni e shopper, nulla lasciando che potesse palesare il proprio repentino passaggio di una notte: non ferire l'occhio del fedele al mattinale!
Credo che non li rivedrò più: e so fin d'ora che mi mancheranno. Mi mancherà il loro pudore; il loro rispetto, fatto di silenzio e discrezione. Mi mancheranno i loro movimenti al rallentatore; mi mancherà la cura quasi ossessiva con cui piegavano gli indumenti prima di riporli nelle vecchie borse. Mi mancheranno i loro passi, stanchi e rassegnati, con i quali si allontanavano, in ore antelucane, dalla loro "casa sicura" di una notte, sotto la pioggia battente, contro il vento sferzante e al freddo.

La cosa più ridicola di questa storia di ordinario cattolicesimo è che la parrocchia è intitolata a Santa Monica, madre di Sant'Agostino, uno dei padri della chiesa che, in uno dei suoi Discorsi, il 66, lancia un monito: "
Ricordatevi dei poveri: fate il vostro dovere, voi che non l'avete fatto ancora. Credetemi: non ci perderete...". Oggi sono triste e melanconica (càpita...) e mi tengo il groppo in gola per la perdita dei miei amici senzatetto.
Ma se domani il mio umore cambierà, inizierò a fare casino: non so ancora come, ma ci proverò...

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