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mercoledì 13 febbraio 2013

Il profilo inverso

Sono una FoxCRIME dipendente: chi mi segue lo sa. E spesso - nelle serie di telefilm in programmazione sul canale - imparo qualcosa che, chissà, può tornarmi utile in futuro. Magari solo per scrivere un nuovo post.

In una delle ultime repliche di Criminal Minds, la squadra del B.A.U. - cioè gli esperti di scienze comportamentali, i profilers - si è trovata a dover affrontare un caso "anomalo": contrariamente al solito - quando si trovano a dover risalire al profilo criminale del killer (noi del giro lo chiamiamo "S.I.", Soggetto Ignoto...) partendo dalla vittimologia, cioè dallo studio delle vittime - hanno dovuto scoprire le possibili prossime vittime di un serial killer reo-confesso. Hanno dunque dovuto elaborare un "profilo inverso".

Tanto mi ha incuriosito questa tecnica, che mi sono azzardata ad applicarla alla tenzone politica di questi ultimi tempi: dato un Soggetto (non più Ignoto) - il Berlusca - qual è il profilo delle sue vittime-elettori? Come sempre fanno i miei colleghi profilers, occorre in primo luogo restringere il campo delle probabilità.

Dalla trasmissione "In Onda" su La7 (trasmessa il 10 febbraio scorso) ho iniziato con l'escludere - il virgolettato è testuale - "le signore anziane" perché non votano "con consapevolezza", e non si rendono conto delle conseguenze del loro voto sprecato. Tant'è che "per simpatia" votano Oscar Giannino, che per il suo abbigliamento è "pronto ad entrare in un circo" (qui il video, a 24' circa). E di donne che non dovrebbero votarlo ce ne sono ancora in altre categorie assortite: babbione, donne con 3 figli, donne in menopausa (qui). Ma neanche le più giovani e attraenti sono tra le sue fans: con doppi sensi volgari e inutili, credo che se ne sia alienate, recentemente, molte... Parla di IMU e di tasse, e quindi mi pare improbabile che giovani senza casa e senza lavoro possano sostenerlo... Ma allora, chi cazzo lo vota???

E mi ha aiutato la trasmissione gà citata (In Onda, a 38' circa) allorché B. ha risposto ad una domanda sullo scandalo SAIPEM, affermando che ne "pensa molto male..." perché "la risonanza pubblica" data ad inchieste del genere "rovina le aziende... ci sono certe cose sulla scena internazionale... con molti paesi - si sa - che oltre all'asta ci sono combinazioni che debbono essere attivate perché altrimenti non si prende il lavoro... queste aziende così importanti per noi non potranno più avere lavori in campo internazionale perché non saranno disponibili a pagare quel dazio che è necessario per acquisire" le commesse.
Leggo oggi un'altra sua dichiarazione in merito all'altro scandalo che coinvolge Finmeccanica dello stesso tenore. E il mio "profilo inverso" è completo.

Gli elettori del Berlusca sono fottuti bottegai: non quelli che tirano su la serranda per darti 1 etto di prosciutto con tanto di scontrino fiscale, ma quelli che pensano solo ai propri schifosi interessi di bottega, pronti a pagare mazzette a chiunque pur di arrivare a meta. Perché - se un grande "imprenditore" non solo "giustifica" la bustarella, ma ne leva alto l'elogio perché serve "ad ottenere il lavoro" - la mazzetta assurge a ruolo di "investimento", di "tassa giusta". Di "dazio", come ha detto lui.
Che poi Paesi come l'India minaccino di annullare una commessa di elicotteri non perché è venuto fuori lo scandalo Finmeccanica, ma perché la corruzione è un reato perseguibile anche da loro, a lui poco gliene fotte: non è mica colpa sua, ma di magistrati giacobini che vivono sulla luna. 
Buon voto.

domenica 5 ottobre 2008

"Lui" e le donne:
non tutte le ciambelle...

A Silvio "Rudy" Lavandino
qualche volta
gli dice pure pedalino!

Tanto per cominciare ha l'animo "femminista e sessantottino" (*azzo, Pe'!), Nicoletta Gandus: con altri e ben più vergognosi cadaveri nell'armadio. Nel 2001 firma il manifesto «Non in mio nome», un appello di condanna della politica israeliana nei confronti dei palestinesi (porca miseria!) ed è femminista attiva nel collettivo «Donne in magistratura» e frequentatrice assidua della «Libreria delle donne» (eh no! inaudito!). Cilegina sulla torta, così si pronuncia in merito legge sulla fecondazione assistita: «È un concentrato di barbarie giuridica, sadismo misogino, ipocrisia e integralismo, ma anche fonte immediata di sofferenze, ingiustizia e discriminazione sociale» (al rogo! al rogo!).
In breve "è un mio palese nemico politico", afferma l'uomo di Arcore. Ma i colleghi di Nicoletta, i magistrati della Corte d'Appello di Milano, nonostante la ricusazione dei difensori del Silvio, l'hanno lasciata a condurre il processo Mills, certi della sua imparzialità. Forza, Nikky, sei tutti noi!
Qui il link dell'articolo.

martedì 24 giugno 2008

La Magnifica Ossessione

Era il titolo di un film del 1954, un melodrammone made in USA, in cui si fondevano il vizio, la colpa, il pentimento e la catarsi finale: ma è perfetto anche in questo contesto.
Due giorni fa il Senatùr - lamentando lo "strappo" con l'opposizione - ha affermato a tutto tondo che "Berlusconi è ossessionato dalla giustizia".
Lo stesso dichiara Famiglia Cristiana, aggiungendo che, all'odio verso i pm, fa da contralta
re un amore viscerale per i suoi avvocati. Al momento, la sua ossessione è tutta incentrata sul processo Mills, l'arma in mano ai magistrati per "ghigliottinarlo".

D
aniele Capezzone, fedelissimo reggi-moccolo del cav., ne spiega il motivo: nella magistratura, dai più infimi gradini (si fa per dire...) della scala gerarchica, sino ai vertici del CSM, si annìdano tra le fila dei giudici infidi antiberlusconiani, con puteolenti scheletri nell'armadio.
Nella realtà, Berlusconi è un santo.
Un innocente vessato e perseguitato; frustrato nei suoi più c
he legittimi desiderata, ad esempio l'ascesa al Quirinale, altra carica per la quale è in cantiere il progetto di legge salva-culo: così, dopo un quinquennio di immunità per il premier, magari un ulteriore settennato di sospensione... Vergognamoci! L'ha giurato sui suoi figli, di essere innocente! E questa "non è la frase di un ladro di galline incarcerato dalla Guardia Civile" (El Pais). Checché ne dica quella sovversiva stampa estera!


Domani questa intervista compie 8 anni: l'ha rilasciata Fedele Confalonieri a Repubblica il 25 giugno 2000. "Abbiamo voglia di fare la pace", esordiva il fedele Fedele. Altro che, oggi, Uòlter, quel piantagrane d'un comunista, litigioso, rissoso, sempre in polemica! Per non parlare di Di Pietro: a quello non gliene va mai bene una! Ma quali interessi personali, dài: è solo amor patrio...
Ripassiamoci il panegirico:
a parte il riferimento al lodo Mondadori (che a Confalonieri è proprio scappato), il Silvio è un puro.
Un buono. Un santo. Amen.

Nihil novi...

venerdì 30 maggio 2008

Che sensazione di leggera follìa

Non ho idea di come un genitore possa reagire alle notizie, circolate in questi giorni, che hanno come protagonisti due neonati, se io - che genitore non sono - sento in corpo una rabbia, un livore, un vero e proprio odio che mi spingerebbe a scendere in piazza e a incatenarmi a qualche cancellata.

La prima riguarda Davide, il bimbo di Foggia, nato con la Sindrome di Potter (o agenesia). E anche la beffa del destino: oggi Potter è per noi, non addetti ai lavori, solo Henry, il maghetto. Cose belle di favole, di magìe, di cappelli con le stelle disegnate.
Per Davide, invece, che ha compiuto 1 mese due giorni fa, significa non avere i reni, avere gli ureteri e la vescica pressoché inesistenti e i piedi torti. E Davide non ha più, per diktat della magistratura, in questa occasione più-veloce-della-luce, neppure la tutela del papà e della mamma: a loro si è sostituito un tomo fatto di articoli di legge e di comma, che lo obbliga ad essere "curato" e sottoposto a dialisi, terapia che sostituisce nel corpo umano, le funzioni dei reni. E che è dolorosa. Davide, e mi fa male dirlo, non credo sopravviverà: ma tornerà alla madre terra munito del conforto del codice sulla tutela dei minori.

L'altra notizia riguarda la bimba nata 10 giorni fa a Casale Monferrato, di cui in cronaca non ho trovato il nome, e che io chiamerò Chiara, con la speranza che il nome beneaugurante porti un po' di luce nella sua vita. La mamma di Chiara è in coma per un incidente stradale: un pirata della strada l'ha investita e se l'è svignata. Successivamente beccato, è ora indagato per omissione di soccorso. Azzardo: è libero, vero?
Il padre di Chiara non intende riconoscerne la paternità. Ma Chiara è fortunata: ha i nonni materni che non vedono l'ora di portarsela a casa, e adottarla, ma... (copio e incollo), "i tempi della legge e della burocrazia sono lenti e complicati e lei nel frattempo rischia di essere affidata ad un istituto".

Credo si sia arrivati alla frutta: da una parte abbiamo un magistrato così zelante da costringere Davide, malato terminale, a sopravvivere. Anzi, "a farcela". Così titolava ieri un articolo su Avvenire, a firma Enrico Negrotti: "Battaglia intorno a Davide. Che vuole farcela". Non una parola sul dramma di Chiara. All'altro capo dell'amato stivale abbiamo una bimba sana, con i nonni pronti a darle tutto l'amore di cui ha bisogno, ma non si trova uno straccio di giudice che mandi all'aria tutti gli scartafacci, di cui immagino ingombra la sua scrivania, che riesca a dire: "Portatevela a casa! Al resto ci penso io!".

C
irca due anni fa, si diede grande risalto ad una cosiddetta svolta epocale della chiesa cattolica, pronta ad abolire il limbo. Non so se l'abbia fatto: non seguo molto le iniziative d'oltre Tevere.
Ma so per certo - vedi l'articolo di Avvenire - che sa esattamente ove destinare bimbi innocenti utili alla propaganda: all'inferno. Sulla terra.

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