qualche volta
gli dice pure pedalino!
Tanto per cominciare ha l'animo "femminista e sessantottino" (*azzo, Pe'!), Nicoletta Gandus: con altri e ben più vergognosi cadaveri nell'armadio. Nel 2001 firma il manifesto «Non in mio nome», un appello di condanna della politica israeliana nei confronti dei palestinesi (porca miseria!) ed è femminista attiva nel collettivo «Donne in magistratura» e frequentatrice assidua della «Libreria delle donne» (eh no! inaudito!). Cilegina sulla torta, così si pronuncia in merito legge sulla fecondazione assistita: «È un concentrato di barbarie
giuridica, sadismo misogino, ipocrisia e integralismo, ma anche fonte immediata di sofferenze, ingiustizia e discriminazione sociale» (al rogo! al rogo!).
In breve "è un mio palese nemico politico", afferma l'uomo di Arcore. Ma i colleghi di Nicoletta, i magistrati della Corte d'Appello di Milano, nonostante la ricusazione dei difensori del Silvio, l'hanno lasciata a condurre il processo Mills, certi della sua imparzialità. Forza, Nikky, sei tutti noi!
Qui il link dell'articolo.
gli dice pure pedalino!


In breve "è un mio palese nemico politico", afferma l'uomo di Arcore. Ma i colleghi di Nicoletta, i magistrati della Corte d'Appello di Milano, nonostante la ricusazione dei difensori del Silvio, l'hanno lasciata a condurre il processo Mills, certi della sua imparzialità. Forza, Nikky, sei tutti noi!
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