Ritengo che ognuno di noi, nei meandri della propria memoria, conservi ancora il ricordo di quelle litanìe dei tempi del catechismo: dar da bere agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi... Per comporre questo post, sono andata a ripassarmi la lezione per vedere di che si trattasse.
Sono le cosiddette 7 opere di misericordia corporale che ogni buon cristiano dovrebbe mettere in pratica. Che continuano con: alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti. Qui sotto c'è il panorama del quale "godo" dalla finestra del mio studio: la parrocchia.
Ma questa mattina ci sono delle novità...
Le frecce rosse indicano l'aggiunta di una cancellata (non ancora ultimata: nel cerchio rosso, a sinistra, si vedono le altre grate necessarie per completare l'operazione) a tutela dell'ingresso. Ingresso che viene regolarmente inchiavardato ogni sera.
Le frecce rosse indicano l'aggiunta di una cancellata (non ancora ultimata: nel cerchio rosso, a sinistra, si vedono le altre grate necessarie per completare l'operazione) a tutela dell'ingresso. Ingresso che viene regolarmente inchiavardato ogni sera.Alloggiare i pellegrini...
Ebbene, da sempre - soprattutto in inverno - quella piccola porzione di spazio tra le scale e la porta d'ingresso offriva ricovero a senzatetto e clochard. Bianchi, gialli e neri. Giovani e vecchi. Non erano in molti, forse tre o quattro. Dormivano su cartoni, le loro povere cose infilate in buste di plastica o in carrozzine per bambini, recuperate dai cassonetti, diventate per loro un comodo trolley. Arrivavano a notte inoltrata perché, prima di quell'ora, ciondolano sul marciapiede davanti alla chiesa i giovani zombi ubriachi e strafatti appena usciti dai "circoli culturali" (leggi pub) che si concedono una coda di sane gozzoviglie: qualche altra birretta, un po' di musica a palla che esce dalle auto con le portiere aperte, una partitella di pallone (che se poi, si ammacca una vettura parcheggiata, chissene!) e magari anche una bella rissa liberatoria.
Se ne andavano all'alba, prima delle sei, raccogliendo con cura cartoni e shopper, nulla lasciando che potesse palesare il proprio repentino passaggio di una notte: non ferire l'occhio del fedele al mattinale!
Credo che non li rivedrò più: e so fin d'ora che mi mancheranno. Mi mancherà il loro pudore; il loro rispetto, fatto di silenzio e discrezione. Mi mancheranno i loro movimenti al rallentatore; mi mancherà la cura quasi ossessiva con cui piegavano gli indumenti prima di riporli nelle vecchie borse. Mi mancheranno i loro passi, stanchi e rassegnati, con i quali si allontanavano, in ore antelucane, dalla loro "casa sicura" di una notte, sotto la pioggia battente, contro il vento sferzante e al freddo.
La cosa più ridicola di questa storia di ordinario cattolicesimo è che la parrocchia è intitolata a Santa Monica, madre di Sant'Agostino, uno dei padri della chiesa che, in uno dei suoi Discorsi, il 66, lancia un monito: "Ricordatevi dei poveri: fate il vostro dovere, voi che non l'avete fatto ancora. Credetemi: non ci perderete...". Oggi sono triste e melanconica (càpita...) e mi tengo il groppo in gola per la perdita dei miei amici senzatetto.
Ma se domani il mio umore cambierà, inizierò a fare casino: non so ancora come, ma ci proverò...
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