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domenica 21 aprile 2013

L'abaco e l'inciucio

Prescindendo dalle personali preferenze sul nome del Presidente della Repubblica, provo a fare solo un po' di conti. I numeri che servono sono nell'immagine a lato (non sono capace di far aprire l'immagine in una nuova finestra! Se magari qualcuno mi aiuta...). Essendo questa la composizione del Parlamento, in caso di elezione di Stefano Rodotà al Quirinale - lo stesso Rodotà contro cui Grillo aveva lanciato una fatwa al grido "Maledetti, non vi pensionerò!" - l'unico governo possibile sarebbe stato quello composto dal Centro Sinistra più M5S, che avrebbe ottenuto la maggioranza sia alla Camera che al Senato.

Però, tanto per dirne una, come si sarebbe comportato il CS - che si professa convinto europeista, tanto da aver candidato (e bruciato) il papà dell'euro, Prodi - sulle politiche europeiste, con un partner che ha lanciato dal suo blog un referendum sull'euro? Vogliamo parlare della posizione grillina sul TAV? O dell'eliminazione dei sindacati? O delle politiche neo-autarchiche con l'applicazione di dazi? E ti credo che dà il benvenuto ai militanti di Casa Pound

Supponiamo che il governo CS+M5S si fosse formato. Il CS avrebbe accettato la convivenza di chi lo aveva sbeffeggiato, deriso e ricattato sino a ieri? E come si potrebbe definire un governo così formato se non inciucio? Qualcuno sa spiegarmi la differenza tra questo inciucio e quello che si prospetta con il centro destra? O non si sarebbe trattato piuttosto - in un caso come nell'altro - di cercare un compromesso nel'etimologico significato di "obbligarsi insieme" a fare qualcosa, così come fa da sempre la politica, anche qui nel senso più alto del termine, e cioè il governo della polis?

Personalmente, un Presidente filo-grillino - quale necessariamente Rodotà avrebbe dovuto essere - non l'avrei voluto: per questo non posso che ringraziare ancora una volta il mio Presidente, che spero tenga duro sinché qualcosa di spendibile al Quirinale non si affacci nuovamente. Ma, ad oggi, non vedo che il buio.

venerdì 19 aprile 2013

Effetto Prodi
Il rilancio dei piccoli esercizi commerciali

Foto di Pigi Sanna

Prima che diventi oltraggio, ridiamoci sopra.
Per piangere avremo tempo...

sabato 23 febbraio 2013

Vieni avanti, cretino!

Penso che potrebbero accoglierci con questa frase, al seggio elettorale, tra domani e lunedì. Perché davvero mi sembra che i guru - tutti - della politica abbiano di noi questa considerazione. Non mi riferisco alle innumerevoli promesse elettorali alle quali ormai abbiamo fatto il callo. Quanto, piuttosto, al cosiddetto "silenzio sui sondaggi".

Sino al 6 novembre scorso - ho ritrovato il link nella mia cronologia - mi sono regolarmente connessa ad un sito statunitense per seguire in tempo reale i sondaggi, le "proiezioni" e gli exit poll relativi alle presidenziali americane. E certamente con maggiore interesse di me, che ero al di qua dell'oceano e non votavo, lo avranno fatto milioni di elettori americani.

Da noi non si può fare perché - hai visto mai? - che poi andiamo al seggio con lo sguardo all'infinito, il sorrisetto scemo, canticchiando "Il pulcino Pio" - manco ci fossimo fumati una canna che le ciminiere dell'ILVA ci fanno una sega - perché ci hanno fatto il lavaggio del cervello con i sondaggi? Per inciso, la Legge è la n° 28 del 22 febbraio 2000, e l'articolo che norma il divieto nei 15 giorni precedenti alle consultazioni è l'art. 8. All'epoca del governo D'Alema II. Ma è solo un dettaglio...

Un sondaggio è - per me - mera informazione. Perché deve essere limitata la mia possibilità di essere informata sull'andamento del mercato (elettorale) proprio quando la notizia potrebbe interessarmi? Allora - nei 15 giorni precedenti alla consultazione - vietiamo anche ogni notizia relativa alla borsa, allo spread e al rating: abbiamo capito che sono parametri legati alla "fiducia" che i mercati dimostrano sulla tenuta dei vari Paesi. Dunque, ogni notizia di borsa in calo per l'incertezza dell'esito elettorale potrebbe avere la stessa valenza di un sondaggio che vede un sorpasso imprevisto di una coalizione su di un'altra. A noi minus habens potrebbe venire un coccolone ed influenzare il nostro voto!

Vabbe', me so' sfogata...
E domani la cretina andrà a votare. Ma al primo che mi dice "venga avanti!", una pedata tra gli zebedèi non gliela toglie nessuno.

martedì 17 maggio 2011

Vico Equense
e la pizza a metro

Oltre 80 anni fa Luigi Dell'Amura, detto Gigino 'o' zuzzuso, operò una sorta di sgarro alla consolidata tradizione napoletana della pizza (quella che pretende quegli ingredienti, quelle farine e quella forma rotonda) inventando la "pizza al metro": la forma allungata e con parti dedicate a gusti diversi. Le origini della nascita sono controverse. C'è chi vuole che - trasformando il proprio forno di Vico Equense in una pizzeria - volesse semplicemente riuscire ad accontentare una intera tavolata di avventori senza dover assistere poi al classico "mi fai assaggiare un pezzetto della tua?". Altri sostiene invece che - e questa versione è molto più suggestiva - dovendo Gigino panificare nottetempo ed avendo la necessità di sfamare 7 figli e il personale del forno, preparasse per tutti un'unica pizza, guarnendola con quello che di buono c'era.

Chissà che scandalo all'epoca! Ora, qualunque pizzeria che voglia darsi un po' di arie - sul proprio menu - deve inserire la "pizza alla pala" che, ovviamente, non raggiunge le dimensioni di quella di Gigino, ma ne è comunque una degna discendente.
I napoletani sono fantastici: estrosi, creativi e geniali. Quale città - nel mondo intero - può vantare una tradizione canora dialettale che stia alla pari con quella napoletana, che ha esportato il proprio animo - in musica - in tutto il mondo? E forse sono il popolo più anticonformista del variegato microcosmo delle nostre regionalità: non hanno paura - checchè se ne dica - di andare controcorrente. Gigino 'o zuzzuso docet.

Lo hanno dimostrato anche in queste ultime consultazioni elettorali. La sinistra ha fatto scempio per anni dell'amministrazione cittadina con il duo Bassolino/Jervolino e per questo mr. B. era certo di vincere al primo turno, visto che Gianni Lettieri, il suo uomo - imprenditore sponsorizzato anche da Nicola Cosentino - si presentava con il supporto 11 liste e oltre 100 candidati gregari ("impresentabili", li definisce Terra) e invece dovrà galoppare ancora per due settimane, visto il deludente risultato (38,52%). Il PD, dopo il casino delle primarie e dei cinesi ha presentato un ultra anonimo prefetto, Morcone, che ha racimolato uno scamuffo 19,15% e Raimondo Pasquino (Terzo Polo) un decoroso 9,74%. Clamoroso - nel senso che ha suscitato clamore - è il risultato di De Magistris e del suo 27,52%, superiore al voto delle liste che supportavano.

Ora, io non sono un analista politico, ma non capisco la "meraviglia": parlando tra amici, qui a Roma, di diversissimi orientamenti politici, in molti - se avessero votato a Napoli - avrebbero dato il voto a De Magistris. E non perché è un "forcaiolo e demagogo", come afferma Lettieri (invece mr B. non fa demagogia quando assicura che a Napoli non verranno abbattute le case abusive??? ma va' da' via il cul!!!). Ma perché quella splendida città è sommersa dai rifiuti e sulla munnezza la camorra ci fa i soldi. Perché - insieme alla Sicilia - la Campania è la regione che non utilizza i fondi europei, o li spende a membro di segugio, arrampicandosi poi sugli specchi per giustificarsi, come per il concerto di Elton John a Napoli per il quale furono impegnati 600 mila euro di fondi UE. E la sfilza delle corruzioni e delle malversazioni è infinita.

L'obiezione è: ma allora vuoi un Sindaco sceriffo! Embe'?? Se la gran parte dei miei guai hanno quale comune denominatore comportamenti criminali, certo che lo voglio! E se il mio Sindaco ha anche l'acume che gli viene dal suo retroterra culturale e professionale per capire - tra le carte - dove sta l'inghippo e porvi rimedio, ancora meglio! Non si tratta di giustizialismo, ma di legalitarismo puro e semplice. Raimondo Pasquino, Terzo Polo, all'indomani dei risultati elettorali, ha reso l'onore delle armi a De Magistris: "Per Lettieri 3/30esimi come quando si dà una bocciatura. A De Magistris un 28 tranquillo. Uno che prende undici punti in più dei voti dei partiti che l'hanno appoggiato, uno che prende il 16% come lista quando di partenza ne aveva 10 può prendere meno di 28? È uno che ha portato una tesi di laurea".

Questo riconoscimento mi fa sperare che - così come auspica per Milano Massimo Cacciari - i terzopolisti non facciano orecchie da mercante né gli schizzinosi. Senza motivo, peraltro. Che dunque appoggino De Magistris, senza "se" e senza "ma". E che lo stesso faccia la sinistra (tutta). Magari così a Napoli potrà festeggiarsi un Consiglio comunale "a metro", fatto - come diceva Gigino 'o zuzzuso - con quel che di buono è rimasto. Per tornare all'ognun per sé e alle pizze tonde c'è tempo.
Ma dopo. Soltanto dopo.

Post dedicato a Gap: lui sa il perché...

martedì 29 aprile 2008

Quelli che la politica...

...la capiscono.


"Ciao 'Na'... è bbona 'sta lattuga? è fresca?"
"Sora Lucia come state? sì sì... è fresca fresca..."
"Che c'avete, Nando, state male?"
"No, nun me pare... però... manco stò tanto bbene..."
"Diteme... si vve posso aiutà..."
"No, grazzie... è per le elezzioni, sapete..."
"Daje! Ecchene n'antro! Puro mi' marito, c'ha 'na faccia!
E che volete fa'? 'Na vorta se vince, e n'antra vorta se perde..."

"Er probblema, sora Lucia, è che io avressi vinto...
Ho votato Alemanno..."

"Ma che me state a ddi'? Voi... Alemanno?
Ma si avete sempre votato a sinistra! E 'mò, tutt'an botto...?"

"... però alla Provincia ho votato Zingaretti, sapete?"
"... sì, sì, pure noi... er fratello del commissario Montalbano...
lo sapevate? C'ha 'na bella faccia...
Soride... me sà che deve esse' 'na persona onesta..."

"...ecco, sora Lucia... è proprio questo er probblema! La faccia!
Quell'artro, Rutelli, vojo di'...c'ha 'na faccia che... mbe'...
nun me piace pe' gnente! nun gliel'ho fatta a daje er voto..."

"E che faccia c'ha Rutelli?
A me me pare che c'ha 'na faccetta caruccia...
Sempre sbarbato, quei capellucci tutti ordinati,
puro se c'è vento...
Me sà che se mette la lacca, voi che dite?"

"Ma che ne sò? Pò esse'... è per questo, capite... tutto fighetto...
Co' li vestiti griggi,
che pare sempre ch'è stato a 'na communione...
E che pe' sbajo poi se trova a fa' 'n comizzio..."

"Mbe'... c'avete raggione... certo che Vertroni,
'n'antro mejo ce lo poteva puro dà...
'A Na'... ve devo di' 'na cosa... puro noi... ecco..."

"Sora Luci', nun me lo dite!
Puro voi e vostro marito, er sor Oreste...
Puro voi... Alemanno?"

"Sì Nando, puro noi!
E pensate che Oreste, quanno che semo ritornati,
c'aveva er groppo 'n gola, c'aveva...
ma manco lui je l'ha fatta a vota' Rutelli...
Dice pure... ma sapete quant'è maligno quer fijo de 'na mignotta
(sarvando mi' socera, eh? ch'era tanto bbrava...),
dice pure che... 'nsomma... je puzza... come "omo"...."

"Ecco, lo vedete? Per me è l'istesso! Ma dico io!
N'antro, possibbile che nun ce stava?
Stò 'ncazzato nero, sora Luci'... uno co' 'na faccia mejo...
Uno come se vedeno tutti li ggiorni pe' strada...
No come quelli de la pubblicità de li profumi!
Uno de noi, 'nsomma, cazzarola!"

"E che volete fa', sor Nando?
Se vede che Vertroni je l'aveva promesso...
Che nun je poteva di' de no...
e noi, poracci, se la semo presa 'n quer posto...
Va bbe', speramo che n'antra vorta ce pensano mejo..."

"Davero, speramo che ce pensano...
che dicevate della lattuga? è bbona, sapete?
E anzi, sora Luci', m'avete rimesso ar monno,
co' 'sta chiacchierata...
E allora, pijatevela aggratisse, la lattuga! Oggi offre Nando!"

E chi volesse leggere un'altra opinione prestigiosa, purtroppo non in vernacolo, la può trovare qui.


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sabato 12 aprile 2008

Grande Marco Travaglio 2!

Il "2" è perché ho rubato il titolo al post del mio amico Max di qualche giorno fa.
Oggi, i tre moschettieri, difensori dei nostri diritti, Corrias, Gomez e Travaglio su Voglioscendere, fanno le proprie dichiarazioni di voto. E sì, Marco Travaglio, che si è formato professionalmente alla scuola de "Il Giornale" con Indro Montanelli; che lo ha seguito alla "Voce" dopo le interferenze del nano sulla testata; che ha scritto "Montanelli e il Cavaliere", stupendo elogio al proprio mèntore e tra i primi saggi sulle malefatte dell'omo de Arcore; che è il più preparato reporter giudiziario del mondo giornalistico italiano, be', anche Marco Travaglio vota Di Pietro, come me!
Che sabato stupendo!

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venerdì 11 aprile 2008

I confess...

Tra i miei blog preferiti, rilevo che molti, coraggiosamente, hanno fatto dichiarazioni di voto esplicite: Max, Marina, e oggi Maria Cristina con uno struggente ricordo del suo papà. Sono entrata da poco in questa comunità, e mi ci trovo bene: mi sento circondata da "amici" silenziosi, e mi spiacerebbe ritrovarmi "sedotta e abbandonata". Forse questo mio lungo post liberatorio me li farà perdere, ma nonostante tutto, voglio pubblicarlo egualmente, magari per condividere esperienze simili con chi si trova, oggi, nella mia stessa situazione.

ERO UN ELETTORE DI DESTRA

Ecco, l'ho detto! Nel mitico '68 avevo 18 anni (fate voi i conti, adesso...) e frequentavo il 3° anno al Liceo Scientifico Plinio Seniore a Roma. Il nostro preside (vecchio alpino nostalgico) ebbe l'infausta idea di costringere una studentessa del 5° anno a lavarsi il viso perché, a suo dire, era troppo truccata. Apriti cielo! Cosa di meglio, in quel periodo di contestazione, che una bella occupazione dell'istituto? E così abbiamo fatto, dormendo nei sacchi a pelo in palestra e sentendoci veri "combattenti per la libertà". Tutto andava per il meglio fino a che non si presentò un ex del Plinio (eskimo d'ordinanza, sciarpa rossa e barba incolta) a farci un discorso su Marx, i metalmeccanici, Lenin, Trotsky, il Capitale e chi più ne ha più ne metta... Non ne abbiamo capito un'acca: ci siamo solo resi conto, a pelle, che quel tizio stava cercando di manipolarci. Non eravamo cretini, attenzione: solo assolutamente impreparati. Ignoranti, nel senso etimologico del termine. Ci siamo guardati in faccia smarriti e, tanto più che al preside era venuto un infarto, siamo andati a trovarlo in ospedale e abbiamo sgomberato la palestra.

Gli anni successivi sono stati una sorta di ricerca d'identità. Vuoi per reazione all'intrusione di quel tipo nella "nostra" causa; vuoi per "istanze" in cui non mi riconoscevo (il 18 politico all'esame universitario ad esempio, del tutto indigeribile per una sgobbona come me), mi sono trovata dall'altra parte. All'epoca, quasi tutti i giovani si collocavano "fuori dell'arco costituzionale": a sinistra i militanti del PCI e a destra i missini di Almirante. Io fui attivista, regolarmente iscritta con tessera di partito, tra questi, ma non per molto. Vedevano gli ebrei come il fumo negli occhi, e io avevo un fidanzatino, Ariel, ebreo. Gli americani erano porci-e-bastardi e io sono sicura di essere stata, in una mia vita precedente, un'emigrante, tanto mi commuovo al solo vedere la Statua della Libertà. Smisi di credere al doppio petto di Almirante quando, invitata ad una riunione politica, mi trovai in un ristorante di Fregene, sul litorale romano, ad ascoltare i vaneggiamenti di un altissimo esponente della Marina Militare (che si presentava nelle liste del MSI-Destra Nazionale). Mi sembrava un incontro segreto di carbonari, e quando alla fine della perorazione del candidato, la ristretta platea (forse una ventina di persone) si è alzata in piedi a gridare "Eia Eia Alalà", il braccio teso nel saluto romano, ho preso la macchina e sono tornata a casa. Il giorno dopo, in sezione, ho restituito la tessera strappata.

Il "vuoto" di ideali (che ideali non erano, mi dice il senno del poi...), venne riempito per fortuna da un grande, di cui sento ancora la mancanza: Indro Montanelli. Lui e il suo Giornale mi hanno in qualche modo aiutato a "formarmi", ma non sono mai riuscita a trovare, negli schieramenti politici, quello che mi stesse addosso come un guanto. Ho votato il partito liberale (troppo liberista, a quei tempi, e poco liberale); ho votato radicale (non mi sono mai fatta una canna, mi stano bene i DICO, ma non l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali); ho sperato che il Partito Liberale, quello Repubblicano e il Social Democratico si fondessero in un'unica coalizione liberal, il che non è avvenuto per i soliti sporchi giochi di potere. Poi è finita la Prima Repubblica. Ed è arrivato Berlusconi. Il suo ingresso in politica ha coinciso con la fine del Giornale di Montanelli: l'ho seguito su "La Voce" per l'anno che quel quotidiano visse e sulla "Stanza di Montanelli" del Corriere della Sera, una rubrica di corrispondenza con i lettori, sino alla morte del giornalista, nel 2001. E politicamente? Ho creduto nella "svolta" di Fini e in Alleanza Nazionale. Ma anche lì... non andava: troppo laicista io, troppo da Melting Pot per accettare il trinomio "Dio, Patria, Onore" che, seppure con connotazioni diverse, continuava a propinare. Ho votato a favore del divorzio e dell'aborto, sono per l'integrazione (quella vera, non quella demagogica dell'"acchiappiamoli tutti") delle razze e dei popoli. Perciò, anche se non con molta convinzione, ho votato Alleanza Nazionale.

Arriviamo così ai giorni nostri. Da quello che ho letto e imparato (grazie anche a voi, amici blogger), da quello che ha fatto, dal suo intendere la politica ad usum delphini, quale impresa altra per scopi meramente personali, non voterò più la coalizione della cosiddetta destra. Se fosse vivo, forse Montanelli mi suggerirebbe di "turarmi i naso" e votare il PD di Veltroni, nonostante i Bassolino, le Binetti, i D'Alema e via discorrendo. Ma non ce la faccio. Darò il voto al partito che, comunque, lo fiancheggia in questa competizione elettorale, all'Italia dei Valori. Non mi frega niente se Di Pietro si esprime in un italiano più che approssimativo: mi è sufficiente che non mi prenda per il c*** pure lui, e che mantenga quello che ha promesso (cito a caso): fuori camorristi, collusi, truffatori e affaristi dalle aule parlamentari; drastica riduzione delle spese e degli sperperi dell'apparato pubblico; eliminazione degli enti inutili (ragazzi, sono 40 anni che ne sento parlare!); approvazione della legge sul conflitto di interessi; Rete 4 sul satellite e Italia 7 sulla sua frequenza. Se iniziasse a intervenire solo sui casi denunciati e documentati nelle prime 84 pagine da "La Casta" di Stella e Rizzo, sarei soddisfatta. Per le altre 200 pagine, lo aspetto al varco alla prossima legislatura.

E
cco, ora che sono rea-confessa, attendo la sentenza. A chi non mi vorrà più, lascio comunque un pensierino d'addio (non vi sto commuovendo neanche un po'?): a Fabio, a Finazio e ad Andrea (gli altri lo hanno già avuto) rifilo una blog reaction che non si rifiuta mai!

giovedì 10 aprile 2008

Chi non vota fesso è!
Per 140 milioni di motivi...

In una tiepida primavera d'aprile di 15 anni fa, quasi 37 milioni di italiani si sono recati al proprio seggio elettorale per apporre una crocetta su un "SI" o un "NO" su una scheda. Oltre 31 milioni di loro (il 90,3% del totale) disse "sì, la legge sul finanziamento pubblico dei partiti vogliamo abrogarla": era il 18 aprile 1993. Uscita dalla porta, la norma è rientrata dalla finestra con la legge n° 157 del 3 giugno 1999, ma cambia titolo. Non si parla più di finanziamento ai partiti (pare brutto...), ma di rimborso elettorale. Leggo e cito dall'Oli-Devoto: il rimborso è la "restituzione di denaro sborsato", e la restituzione è il "trasferimento di un oggetto alla persona o al luogo da cui proviene". Ma guarda che fortuna questi partiti, o coalizioni, che dir si voglia! Spostano (investono in campagna elettorale) 80 milioni di euro e se ne vedono restituire 425! Un bell'investimento che frutta oltre 500% d'interesse! Non male...

P
er giustificare il titolo del post, approfondisco: i 425 milioni provengono dalla stima degli aventi diritto al voto, che nel 2006 erano circa 49 milioni di persone, tassati per 1 euro a cranio. Farebbe, direte voi, 490 milio di euro! Ma per fortuna ci sono i giovani sotto i 25 anni che non votano al Senato, ed abbassano la soglia. Ulteriormente abbassata da un recente taglio del 10% delle spese, e torniamo ai 425 milioni di partenza.

S
e fosse vera la stima dei probabili astenuti alle prossime consultazioni, che ancora viaggia tra il 25-30% del corpo elettorale, anche chi NON andrà a votare pagherà il pegno alla casta, regalandole oltre 100 milioni nella migliore delle ipotesi, e 140 nella peggiore! E il tutto, come si dice in uno dei miei giochi preferiti, senza passare dal "VIA": forse anche questo potrebbe essere un argomento per smuovere gli indecisi.

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martedì 18 marzo 2008

Elezioni: capitolo chiuso

Vi ho già informato sulla possibilità, tutt'altro che peregrina, che le prossime elezioni potessero essere dichiarate illegittime, per cui non saremmo andati a votare. Tre Avvocati elettori hanno proposto ricorso al TAR perché le dichiarasse tali. Ricorso respinto. Hanno proposto appello al Consiglio di Stato: respinto. Sono rammaricata, delusa, e disgustata.
Rammaricata
Tre galantuomini, tre professionisti, hanno profuso le proprie energie ed hanno impegnato il proprio tempo per combattere una battaglia di legalità a nome di tutti noi. La loro iniziativa che, dal mio personale punto di vista, avrebbe dovuto ottenere la prima pagina sui quotidiani - tanta era la valenza politica e civile dell'iniziativa - ed essere seguita passo passo dai media, è stata oggetto di discussione solo all'inizio, quando faceva notizia, e che notizia! Seguiamo tutte le sere le udienze del processo di Erba: con tutto il rispetto per le vittime, cavolo! ma è un affare privato! L'esito del procedimento non cambierà la nostra vita, come avrebbe potuto far questo! Dopo la prima segnalazione, che annunciava la presentazione del ricorso, le cose sono cambiate...
Delusa
Blog e siti che straparlano della legge porcellum, ce ne sono a bizzeffe, in rete. Ma si "parlano addosso": non dialogano, monologano. E un blog, o un sito, che ogni giorno cambia la home, è più interessante, più visitato... Vuoi mettere? Sai che palle dedicare più di un post allo stesso argomento? Ho girato le informazioni in mio possesso a vari bloggers "impegnati": pregandoli di non linkarmi, li ho sollecitati perché dessero - dalle loro pagine - rilevanza alla notizia, perché, oltretutto, era una notizia assolutamente in linea con le loro posizioni politiche. Tranne poche eccezioni tra i bloggers che ho contattato (Max, Marina e Fabio), Megachip, che aveva aperto una discussione sul tema (in fase di ricorso al TAR, ma dopo, più niente), e altri "copia/incolla", nessun riscontro.
Disgustata
Guardate un po' qua: Beppe Grillo, che da più di una volta ha lanciato l'appello per il "non voto" - data la prima notizia - ha trascurato il susseguirsi degli eventi. Ed ancora: ecco una dotta dissertazione apparsa su Articolo 21, che sposa le stesse tesi degli estensori del ricorso al TAR. E via discorrendo di questo passo. Ma come? avete in mano un'arma micidiale per ottenere il vostro scopo, e non vi mobilitate? Sono un'ingenua! Non ho pensato che Grillo, Beppe Giulietti (una delle firme più prestigiose di Articolo 21) e tutti i fiancheggiatori della falange del non-voto, ormai avevano altro cui pensare: vuoi per interposta persona, vuoi personalmente, bisogna ora pensare alla campagna elettorale! Che sia con il porcellum, o con altro, l'importante è arrivare alla meta: al Comune, al Senato o alla Camera dei deputati.
Cari Avvocati
Aldo Bozzi, Giuseppe Bozzi e Giuseppe Porqueddu: sono in piedi davanti alla tastiera. Voi sì, che meritate una standing ovation...

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martedì 11 marzo 2008

Pout pourri elettorale

In attesa della decisione del Consiglio di Sato - l'udienza è oggi - sull'appello proposto avverso la sentenza del TAR che respinge il ricorso di 3 avvocati - elettori (ritengono che le prossime elezioni siano illegittime, perché indette con il porcellum, incostituzionale) ho spulciato un po' sul web.
Trovo che Il Sole 24 Ore ha pubblicato un elenco dei candidati, regione per regione, per le prossime politiche: leggo i nominativi del Lazio, dove dovrei votare (il condizionale è d'obbligo), e sono sempre i soliti noti. Su questa pagina, invece, ho pescato l'elenco dei partiti politici presenti alle prossime consultazioni elettorali. Uno ha attirato la mia curiosità: quello del Sacro Romano Impero Liberale Cattolico della Signora Mirella Cece, anzi no.. scusate... del Rag. Dott. Mirella Cece.
Vero è che i miei ricordi sulla storia delle dottrine politiche sono un po' fumosi, ma non mi risulta facile coniugare liberale con cattolico. Senza scomodare Camillo Benso di Cavour, e il suo "Libera Chiesa in libero Stato" o Immanuel Kant: "Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo", principio fondante del liberalismo è la laicità, perché chiede allo Stato di non interferire nelle scelte morali dell'individuo. Ma che tra i requisiti per l'iscrizione al partito di cui sopra, si richiedano "tendenze ideologiche liberali e cattoliche", mi sembra un po' contraddittorio.
Ma tant'è: a saperlo prima, avrei fondato il mio Partito Fascio-Marxista-Liberal-Clericale, con la mia bella (???) faccina in primo piano sul simbolo. Mi avreste votato?

domenica 2 marzo 2008

Elezioni-non-è-detto # 2

Grande notizia!

Ieri ho riferito del ricorso al TAR del Lazio di tre Avvocati (Avv. Aldo Bozzi del Foro di Milano, Avv. Giuseppe Bozzi del Foro di Roma e Avv. Giuseppe Porqueddu del Foro di Brescia) perché dichiarasse incostituzionale la Legge porcellum con la quale le prossime elezioni sono state indette, notizia che ho trovato sul blog di Grillo. C'erano poche righe e ho cercato sul web altre info: niente. Armata di coraggio, ho trovato l'indirizzo e-mail dell'Avv. Aldo Bozzi e gli ho chiesto aiuto. Be', non ci crederete: mi ha risposto (grande!) inviandomi non solo la copia integrale del ricorso, ma anche copia della sentenza, purtroppo di rigetto, emessa lo scorso 27 febbraio. Intanto, ringrazio Max che mi ha offerto ospitalità sul suo sito e informo che, come preannunciatomi dall'Avv. Aldo Bozzi in una successiva mail, l'appello dovrebbe essere discusso domani, 4 marzo, avanti la IV Sezione del Consiglio di Stato. Chi capitasse, anche per caso, su questo blog, è pregato di far girare la notizia: non succede spesso di trovare galantuomini come i tre Legali, che si facciano portatori di un'istanza di democrazia e di trasparenza a nome di noi tutti.
Stay tuned!

sabato 1 marzo 2008

Elezioni? Non è detto...

Rientro ora da un giro turistico tra i blog e trovo significativi elementi comuni.
Fabio poco fa ha postato una considerazione sull'incoerenza di Fini, firmatario del referendum sulla legge elettorale, che non si vergogna neanche un po' di essersi adeguato al diktat del Berlusca (figurati!) che coopta entrambi quali capolista in tutte le circoscrizioni elettorali. Con la logica conseguenza che, nel momento in cui sceglieranno la propria circoscrizione rinunciando alle altre, automaticamente consentiranno ai primi non eletti di subentrare.
Vado poi da Grillo, e scopro che tre avvocati hanno presentato un ricorso al T.A.R. perché sollevi questione di costituzionalità della legge elettorale. La cosa interessante è che il legali ritengono che il porcellum vìoli anche l'art. 3 del Protocollo 1 della Convenzione Europea, che sancisce il diritto a libere elezioni.
Ma quello che mi ha più sorpreso è che la notizia è vecchia! Cercando il testo del ricorso, vedo che qui la notizia è data già il 15 febbraio: ma sulle nostre libere reti non è passata. E poi, se Beppe Grillo - ch'è così attento - ne ha parlato solo ieri, vuol dire che la velina è stata ben custodita in cassaforte. E ancora (notizia nella notizia), è riportata sul sito di un partito, il Partito della Libertà, che credevo essere il PdL del Berlusca: si tratta invece di una delle schegge in cui si è frantumato il vecchio Partito Liberale, di storica memoria. E il "Popolo delle Libertà" - o come cavolo si chiama - del Silvio ha pure cercato di scipparne il dominio!
Comunque, all'erta: se qualcuno ne sa di più ci informi.
Noi intanto, incrociamo le dita...