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mercoledì 5 febbraio 2014

Tafazzisti all'arrembaggio

Lunedì scorso la Commissione Lavoro della Camera ha bocciato il ddl presentato da Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) relativo al taglio delle cosiddette pensoni d'oro.
Per onestà intellettuale bisogna rilevare che il testo della Meloni (migliorabile già in sede di Commissione) era un po' "pasticciato".

Formato da un unico articolo, prevedeva il ricalcolo delle pensioni da 5.000 euro in su: sino a 5.000 euro la pensione non si tocca. Sopra i 5.000 euro - e solo per la somma eccedente - la prendi se hai versato i contributi, altrimenti no. Per esempio, su una pensione da 7.000 euro, hai versato i contributi che ti fanno aggiungere altri 2.000 euro alla soglia dei 5.000? Sì? Allora la becchi tutta. No? Cazzi tuoi: non ne hai diritto.

Qui c'è il primo errore della Meloni: il non aver inserito nel testo la parolina magica "netti" (5 mila euro netti). Ma è pur vero che nella proposta si parlava di pensioni pari a "10 volte la pensione minima", che pure una capra come me sa che sono pari a 495 euro netti: ergo, si parlava di 4.950 euro netti! Ma non era specificato. OK.

Altra omissione (più che di errore) nel testo della Meloni è il non aver indicato l'esclusione dal conteggio delle altre eventuali pensioni: pensioni integrative, complementari o altri vitalizi. OK anche per questa eccezione. Ma - e qui la faccenda è davvero scandalosa - lei aveva dato piena disponibilità ad entrambe le modifiche! Qui anche il video da "Il Fatto Quotidiano".

Invece no: la Commissione ha posto ai voti un emendamento soppressivo del Nuovo Centro Destra che è passato alla grande. Con i voti di NCD, ovviamente, FI, PD e SEL (!!). Ha votato contro - oltre alla Meloni - indovina chi? Lega e Movimento 5 Stelle! Che ora è pronto a ripresentare un altro testo in cui, nei 5.000 euro, rientrerà tutto, altre pensioni comprese!

Si intesteranno dunque un'altra battaglia (equa e sacrosanta, con i correttivi accettati dalla Meloni) alla faccia dei tafazzisti uniti. Una proposta è seria e ragionevole? Sì. Viene dall'oppozione? E no! Non si può!
E allora ho deciso di coniare un altro acronimo, tipo NIMBY, NWMV: Not With My Vote!
Andate a cagare...

venerdì 31 gennaio 2014

CRIMINAL MINDS


«Il Soggetto Ignoto (S. I.) è un uomo tra i 55 e i 65 anni. Culturalmente nella media, è invece molto esperto in nuove tecnologie: si muove con disinvoltura sul web ed usa con abilità le risorse messe a disposizione dalla rete. È un paranoico narcisista, una persona con disturbi della personalità, incapace di relazionarsi con i propri simili "dal vivo", ma riesce invece a manipolarli "a distanza": è alla ricerca di grandi riconoscimenti e vuole diventare popolare, ma allo stesso tempo non è bravo nel rapporto diretto con gli altri.

È un egocentrico che non ammette errori (che attribuisce sempre ad altri) e che vuole dimostrare la propria superiorità ad un mondo che - a suo giudizio - l'ha sottovalutato. Sempre alla ricerca di consenso, trova le sue vittime soprattutto tra giovani tra i 25 e i 35 anni, anche loro come l'S.I. alla ricerca di plauso e visibilità e che in lui vedono la proiezione in divenire di se stessi.

Le vittime si trasformano così in discepoli: il Soggetto Ignoto è il prototipo del Maschio Alpha. Gli appartenenti al gruppo esibiscono nei suoi confronti compiacenza e atteggiamenti di sottomissione e rispetto poiché è sempre il Maschio Alpha a decidere sul destino di tutti. Mostra sicurezza, imperturbabilità e carisma, salvo a ritornare bruscamente sulle proprie decisioni con rapidi dietro-front che, passivamente, il branco accetta e spesso subisce, senza spirito critico. 

Sicuramente è un manipolatore, ma spesso - proprio perché la sua paranoia nasconde un profondo senso di inadeguatezza - è a sua volta manipolato da un altro Maschio Alpha (il vero capobranco), più subdolo ma più furbo che, da dietro le quinte, lo manovra e lo condiziona».

Cazzo! Ma volevo fare un post sulla nuova stagione di Criminal Minds (la 9^, che va in onda martedì 4 febbraio) e non parlare di politica!! Politica? Mah...

venerdì 10 maggio 2013

Pura Razza Italica by M5S

Pur di acchiappare qualche consenso - per reintegrare quelli che va perdendo ogni giorno - Grillo è disposto anche a fare da stampella alla Lega. Ed ecco che lancia dal suo blog l'urlo di dolore dei sostenitori della Pura Razza Italica, scagliandosi contro lo "ius soli": alla lettera, "diritto di suolo", e cioè il diritto alla cittadinanza che si acquisisce per il solo fatto di essere nati nel territorio di uno Stato, prescindendo dalla cittadinanza dei genitori. Secondo lui in Italia esisterebbe già perché basta risiedere nello stivale sino a 18 anni e - zàcchete! - puoi richiedere la cittadinanza: ma fino alla maggiore età, sei uno zero. Poi si lancia nel solito becero populismo con "ci vuole un referendum!": ma non sa che da noi i referendum sono abrogativi e non propositivi? Ma a lui piace questo fingere di dare il potere al suo popolo: tanto poi, fa come cazzo gli pare. 

A parte le perle di saggezza del guru, mi sono divertita (?) a leggere i commenti: credevo di essere sul blog di Borghezio! Ne riporto uno soltanto (Torrelli Emidio, 13:54): "Lo ius soli e' solo la prima mossa, ricordatevi che i bambini di genitori stranieri diventeranno maggiorenni e potranno votare tenete presente che noi italiani siamo a nascita quasi a zero mentre i mediorientali e nordafricani hanno due o tre figli, tra vent'anni le nostre donne dovranno girare con il viso coperto".

E allora, diamo un po' di numeri. È online uno studio - è un po' datato, visto che risale al 2008 - da cui si evince che ogni anno la percentuale dei nati da entrambi i genitori non italiani aumenta di circa l'1%: a braccio, si potrebbe dire che oggi superano il 15% del totale dei nati con sangue di Pura Razza Italica. Potremmo espellerli tutti, 'sti ragazzini... ma dovremmo anche buttar fuori a pedate un buon numero di insegnanti che risulterebbero superflui, visto che la popolazione discente è calata. Magari non proprio il 15% del corpo docente... facciamo il 10%? Bene: ecco come creare 100 mila disoccupati con uno schioccare di dita, visto che sono quasi 1 milione!

Ancora: gli immigrati contribuiscono al nostro P.I.L. per oltre il 12%. Facciamo in modo che si rompano i coglioni di restare in un paese che considera i loro figli dei senza patria sino a 18 anni, e vediamo cosa succede: tra vent'anni le nostre donne non lo porteranno il velo davanti al viso, perché non potranno permetterselo!

Spero tanto che Grillo continui con queste sue esternazioni del menga perché (provate a leggerli tutti i commenti al suo post...) molti iniziano a capire di che pasta sia fatto lui e il suo cazzo di movimento (Paolo M., 12:38): "È triste leggere questi commenti. C'è una traccia chiara di fascismo in essi, in quelli che cercano argomenti grotteschi per respingere l'idea dello ius solis, che davvero non fa prevedere in futuro un mondo migliore...". Sottoscrivo Paolo.

domenica 21 aprile 2013

L'abaco e l'inciucio

Prescindendo dalle personali preferenze sul nome del Presidente della Repubblica, provo a fare solo un po' di conti. I numeri che servono sono nell'immagine a lato (non sono capace di far aprire l'immagine in una nuova finestra! Se magari qualcuno mi aiuta...). Essendo questa la composizione del Parlamento, in caso di elezione di Stefano Rodotà al Quirinale - lo stesso Rodotà contro cui Grillo aveva lanciato una fatwa al grido "Maledetti, non vi pensionerò!" - l'unico governo possibile sarebbe stato quello composto dal Centro Sinistra più M5S, che avrebbe ottenuto la maggioranza sia alla Camera che al Senato.

Però, tanto per dirne una, come si sarebbe comportato il CS - che si professa convinto europeista, tanto da aver candidato (e bruciato) il papà dell'euro, Prodi - sulle politiche europeiste, con un partner che ha lanciato dal suo blog un referendum sull'euro? Vogliamo parlare della posizione grillina sul TAV? O dell'eliminazione dei sindacati? O delle politiche neo-autarchiche con l'applicazione di dazi? E ti credo che dà il benvenuto ai militanti di Casa Pound

Supponiamo che il governo CS+M5S si fosse formato. Il CS avrebbe accettato la convivenza di chi lo aveva sbeffeggiato, deriso e ricattato sino a ieri? E come si potrebbe definire un governo così formato se non inciucio? Qualcuno sa spiegarmi la differenza tra questo inciucio e quello che si prospetta con il centro destra? O non si sarebbe trattato piuttosto - in un caso come nell'altro - di cercare un compromesso nel'etimologico significato di "obbligarsi insieme" a fare qualcosa, così come fa da sempre la politica, anche qui nel senso più alto del termine, e cioè il governo della polis?

Personalmente, un Presidente filo-grillino - quale necessariamente Rodotà avrebbe dovuto essere - non l'avrei voluto: per questo non posso che ringraziare ancora una volta il mio Presidente, che spero tenga duro sinché qualcosa di spendibile al Quirinale non si affacci nuovamente. Ma, ad oggi, non vedo che il buio.

mercoledì 17 aprile 2013

Quelli che il joystick...

Alle semifinali delle quirinarie del 15 aprile - le seconde, perché delle prime non si ha notizia per colpa di quei fottuti hackeracci - erano stati scelti,  riportati in ordine alfabetico, così manco sappiamo quanti voti ciascuno di loro ha preso singolarmente (alla faccia della trasparenza):
  1. Bonino Emma, in politica dal 1976;
  2. Caselli Gian Carlo, magistrato, ma "contiguo" alla politica per taluni incarichi affidatigli;
  3. Fo Dario, Premio Nobel, indubitabilmente genio, ma politicamente schieratissimo (per esempio, Soccorso Rosso Militante);
  4. Gabanelli Milena Jole, giornalista di guerra e d'inchiesta;
  5. Imposimato Ferdinando, magistrato, avvocato e già parlamentare;
  6. Prodi Romano, politico italiano dal 1963;
  7. Rodotà Stefano, giurista, ha militato nel Partito Radicale, nel PCI, nella Sinistra Indipendente e nel Partito Democratico della Sinistra;
  8. Strada Luigi detto Gino, chirurgo, fondatore della OnG Emergency, che nella puntata del 13 aprile di "Che tempo che fa" da Fabio Fabio si è elegantemente chiamato fuori dalla mischia;
  9. Zagrebelsky Gustavo, giurista, già Presidente della Corte Costituzionale; e qui i criteri per le nomine.
Durante la finalissima del voto on line (dalle 11 alle 21 del 15 aprile stesso) e a "seggi informatici" ancora aperti, il guru Casaleggio - intervenendo ad un convegno a Torino - dice la sua: "Il presidente della Repubblica deve essere super partes, possibilmente non politico e che rappresenti tutti gli italiani".

Me li vedo, i cinquestelluti alle prese con il PC - magari in gruppo - e l'elenco dei candidadibili! "Cazzo! Il maestro ha detto che non deve essere un politico... e tu stai votando per quello là! E non guardare, stronzo!!!" Magari a fare conchiglietta con la mano, come si faceva con il compagno di banco copione.

Incredibile dictu! Ha vinto la Gabanelli, che - se vogliamo - è la meno politicamente schierata tra i magnifici nove. Ma chissà come mai... Ora che il "libero voto da libero pensiero" è stato espresso, suggerisco ai guru di controllare le batterie dei joystick con i quali hanno guidato i loro pacmen&women: dopo tanta attività saranno scariche.

domenica 17 marzo 2013

Gli ammutinati ★★★★★

Grillo come il perfido Bligh
Qualche giorno fa ho riattivato il Reader per il blog di Grillo. E ho fatto bene. Non tanto per quel che posta il boss, ma per i commenti. Quel che è successo ieri con l'elezione di Piero Grasso a Presidente del Senato con il voto determinante di un gruppo di senatori del M5S, ha scatenato l'ira funesta di Grillo che ha pubblicato qui il suo anatema e la non troppo velata richiesta di dimissioni da parte dei "traditori".

Ho iniziato a leggere i commenti e moltissimi (anche tra i più votati) plaudivano all'iniziativa dei ribelli (in basso ne ho messi un paio). Credo di dovere delle scuse ai "grillini": non sono tutti della stessa pasta. E, parafrasando, "se li conosci, non li eviti". Molti sicuramente saranno teste di rapa, come quello che ci ha svelato che gli americani da un pezzo infilano microchips sotto la pelle delle persone, ma molti di loro sono persone che veramente ci credono, sono in buona fede e cercano di cambiare un sistema che a nessuno (noi compresi, ritengo) piace più da un pezzo.

Alcuni senatori del M5S dunque, hanno votato secondo "coscienza", che è - etimologicamente - "quell'interiore conoscimento che ciascuno ha del bene e del male liberamente operato e il giudizio che ha de' suoi sentimenti e azioni, secondo la relazione che hanno coi principi della morale" (qui). Come molti tra i commentatori, anch'io auspico che quello che è successo ieri, accada di nuovo.
E agli ammutinati dico: "Grazie, di cuore.".