Oltre 80 anni fa Luigi Dell'Amura, detto Gigino 'o' zuzzuso, operò una sorta di sgarro alla consolidata tradizione napoletana della pizza (quella che pretende quegli ingredienti, quelle farine e quella forma rotonda) inventando la "pizza al metro": la forma allungata e con parti dedicate a gusti diversi. Le origini della nascita sono controverse. C'è chi vuole che - trasformando il proprio forno di Vico Equense in una pizzeria - volesse semplicemente riuscire ad accontentare una intera tavolata di avventori senza dover assistere poi al classico "mi fai assaggiare un pezzetto della tua?". Altri sostiene invece che - e questa versione è molto più suggestiva - dovendo Gigino panificare nottetempo ed avendo la necessità di sfamare 7 figli e il personale del forno, preparasse per tutti un'unica pizza, guarnendola con quello che di buono c'era.Chissà che scandalo all'epoca! Ora, qualunque pizzeria che voglia darsi un po' di arie - sul proprio menu - deve inserire la "pizza alla pala" che, ovviamente, non raggiunge le dimensioni di quella di Gigino, ma ne è comunque una degna discendente. I napoletani sono fantastici: estrosi, creativi e geniali. Quale città - nel mondo intero - può vantare una tradizione canora dialettale che stia alla pari con quella napoletana, che ha esportato il proprio animo - in musica - in tutto il mondo? E forse sono il popolo più anticonformista del variegato microcosmo delle nostre regionalità: non hanno paura - checchè se ne dica - di andare controcorrente. Gigino 'o zuzzuso docet.
Lo hanno dimostrato anche in queste ultime consultazioni elettorali. La sinistra ha fatto scempio per anni dell'amministrazione cittadina con il duo Bassolino/Jervolino e per questo mr. B. era certo di vincere al primo turno, visto che Gianni Lettieri, il suo uomo - imprenditore sponsorizzato anche da Nicola Cosentino - si presentava con il supporto 11 liste e oltre 100 candidati gregari ("impresentabili", li definisce Terra) e invece dovrà galoppare ancora per due settimane, visto il deludente risultato (38,52%). Il PD, dopo il casino delle primarie e dei cinesi ha presentato un ultra anonimo prefetto, Morcone, che ha racimolato uno scamuffo 19,15% e Raimondo Pasquino (Terzo Polo) un decoroso 9,74%. Clamoroso - nel senso che ha suscitato clamore - è il risultato di De Magistris e del suo 27,52%, superiore al voto delle liste che supportavano.
Ora, io non sono un analista politico, ma non capisco la "meraviglia": parlando tra amici, qui a Roma, di diversissimi orientamenti politici, in molti - se avessero votato a Napoli - avrebbero dato il voto a De Magistris. E non perché è un "forcaiolo e demagogo", come afferma Lettieri (invece mr B. non fa demagogia quando assicura che a Napoli non verranno abbattute le case abusive??? ma va' da' via il cul!!!). Ma perché quella splendida città è sommersa dai rifiuti e sulla munnezza la camorra ci fa i soldi. Perché - insieme alla Sicilia - la Campania è la regione che non utilizza i fondi europei, o li spende a membro di segugio, arrampicandosi poi sugli specchi per giustificarsi, come per il concerto di Elton John a Napoli per il quale furono impegnati 600 mila euro di fondi UE. E la sfilza delle corruzioni e delle malversazioni è infinita.
L'obiezione è: ma allora vuoi un Sindaco sceriffo! Embe'?? Se la gran parte dei miei guai hanno quale comune denominatore comportamenti criminali, certo che lo voglio! E se il mio Sindaco ha anche l'acume che gli viene dal suo retroterra culturale e professionale per capire - tra le carte - dove sta l'inghippo e porvi rimedio, ancora meglio! Non si tratta di giustizialismo, ma di legalitarismo puro e semplice. Raimondo Pasquino, Terzo Polo, all'indomani dei risultati elettorali, ha reso l'onore delle armi a De Magistris: "Per Lettieri 3/30esimi come quando si dà una bocciatura. A De Magistris un 28 tranquillo. Uno che prende undici punti in più dei voti dei partiti che l'hanno appoggiato, uno che prende il 16% come lista quando di partenza ne aveva 10 può prendere meno di 28? È uno che ha portato una tesi di laurea".
Questo riconoscimento mi fa sperare che - così come auspica per Milano Massimo Cacciari - i terzopolisti non facciano orecchie da mercante né gli schizzinosi. Senza motivo, peraltro. Che dunque appoggino De Magistris, senza "se" e senza "ma". E che lo stesso faccia la sinistra (tutta). Magari così a Napoli potrà festeggiarsi un Consiglio comunale "a metro", fatto - come diceva Gigino 'o zuzzuso - con quel che di buono è rimasto. Per tornare all'ognun per sé e alle pizze tonde c'è tempo.
Ma dopo. Soltanto dopo.
Post dedicato a Gap: lui sa il perché...
