La cartina di tornasole della credibilità del così detto "terzo polo" sarà testata, a mio modesto avviso, alle elezioni comunali di Milano. Se davvero si intende dare una decisiva sterzata in controtendenza a questa stagione politica volgare e squallida, all'utilizzo della res publica per inconfessabili (ma spesso confessate) utilità personali e alla vergogna e al ludibrio cui - a livello internazionale - noi italiani siamo esposti, è il caso che i terzopolisti liberali moderati si regolino di conseguenza. È ovvio che al primo turno voteranno Manfredi Palmeri, non foss'altro che per contarsi, sapere e far sapere quale sia il loro peso politico. Ed è altrettanto ovvio che Palmeri non la sfangherà. Ma al ballottaggio quale indicazione di voto daranno ai propri elettori?Spero sia certo che non intenda supportare quello Stanlio senza bombetta che è la sciura sindachessa, petroliera, icona della Milano così detta "bene". Tanto più dopo la vigliacca sortita in chiusura del faccia a faccia su Sky con Giuliano Pisapia, anche lui rampollo di una famiglia borghese cattolica, intruppatosi - come moltissimi di noi - nello scontro frontale generazionale di oltre 30 anni fa: "il fattaccio" cui la Moratti si riferiva (e al quale Pisapia è risultato in Appello totalmente estraneo) è datato 19 settembre 1977! Ma non è stato certo meno estremista del Ministro Maroni che - tra il 1971 e il 1979 - era un militante di Democrazia Proletaria; o di Gianni Alemanno, dall'altra parte della barricata, arruolato tra le fila più estreme (quelle rautiane) del MSI.
Certamente Giuliano Pisapia non è proprio il top per un elettore moderato che non voglia votare la Moratti, ma è quello che passa il convento. E dunque, se dovessi votare a Milano, farei ancora mia la storica frase di Indro Montanelli che proprio a cavallo di quegli stessi anni (era il 1976), dalle colonne de "Il Giornale Nuovo", al fine di evitare lo storico sorpasso della DC di Zaccagnini da parte del PCI di Berlinguer, lui - liberale, agnostico, anticlericale all'ennesima potenza - indirizzò ai propri lettori il monito "Turatevi il naso e votate DC". Detta oggi, turatevi il naso, le orecchie e la bocca e votate Pisapia, cazzo!
Così dovrebbero fare i terzopolisti per risultare credibili: non farsi troppe pippe mentali della serie "mai con i comunisti e con la sinistra", turasi il naso e votare Pisapia. Perché alla fine è il "male minore": quale "male", poi, qualcuno ce lo spiegherà...
Se i nostri padri costituenti furono in grado di superare le barriere ideologiche del tempo (che erano ben più forti e sofferte dei nostri "distinguo" ultra-soft) per farci uscire dal buio del fascismo e della guerra, non vedo perché noi non si possa almeno provare a fare altrettanto. Non è l'ora di puzza sotto il naso: tanto più che, con la molletta che lo chiude, gli odori non si sentono.



