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mercoledì 13 marzo 2013

Il factotum

QUI PER UN PO' DI... "ARIA" FRESCA
Dritta di Gap.

martedì 12 marzo 2013

venerdì 3 aprile 2009

La "serpe" in seno

Qualche giorno addietro, l'amico Le Favà ha pubblicato un bel post sul congresso costitutivo del PdL, volgare kermesse che era molto più da "Domenica in" che da appuntamento politico.
Ho condiviso molti punti della sua attenta disamina dell'evento, ma non sono riuscita a commentare compiutamente perché stavo ancora "metabolizzando" il tutto. E perché avevo un'ideuzza - non so quanto peregrina - sulla quale dovevo ancora chiarirmi. Non so se ci sono riuscita, ma ve la giro così come si è formata ora nella mia mente: credo che Berlusconi si sia fregato con le sue mani.


Nonostante la sua megalomane affermazione ("...tutti si sono riconosciuti in me..."), dettata dall'ormai - presumo - accertato delirio d'onnipotenza, credo non abbia valutato appieno il possibile "effetto boomerang" dell'accorpamento di AN. Non in quanto AN, ovviamente, ma perché leader di quel partito è indubbiamente - nonostante le cariche dicano altro - Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati e altissima voce dissonante all'interno della compagine governativa.


3 febbraio 2009 - Il governo vara il vergognoso decreto "anti-Eluana".
Fini afferma: "Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, nè religiose nè scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov'è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla". E sullo stesso doloroso argomento ha severamente bacchettato Gasparri per l'attacco a Napolitano che cercava di smorzare i toni: "Gasparri è un irresponsabile che dovrebbe imparare a tacere perchè il rispetto per la massima autorità dello Stato dovrebbe animare chiunque, in particolar modo il Presidente del Gruppo di maggioranza numericamente più consistente".

12 marzo 2009 - Sul cosiddetto "Decreto sicurezza" e sulla norma, ivi contenuta, che prevede la possibilità, per i medici, di segnalare alle competenti autorità di PS,
afferma: "Dobbiamo stare attenti a non dare vita a provvedimenti che nei confronti degli stranieri ledano i diritti fondamentali della persona umana... La civiltà di un Paese si misura con il rispetto che si ha della dignità della persona che viene prima di qualsiasi altra connotazione: prima è uomo, poi è altro.... Ragioniamo prima di dare vita a norme che ledono il diritto della persona, norme che sono immorali e ingiuste". E ancora si schiera con la Mussolini e i 101 deputati pidiellini contrari a porre la fiducia sul decreto. Che infatti verrà discusso in Parlamento.

26 marzo 2009 - Sulla sortita del Presidente del Consiglio relativa ai "deputati che fanno solo numero", altra tirata d'orecchie: "La democrazia parlamentare ha procedure e regole precise che devono essere rispettate da tutti, in primis dal capo del governo. Si possono certo cambiare ma non irridere... Non è vero che i deputati sono qui a fare numero, non è vero che votano con due dita emendamenti che non conoscono... bisogna stare attenti a non alimentare un qualunquismo e senso di sfiducia nelle istituzioni di cui credo che nessuno oggi in Italia ravvisi la necessità".

28 marzo 2009 - Sul testamento biologico (o decreto "fine vita"),
domanda ai congressisti del Pdl: "Siamo proprio sicuri che il ddl sul testamento biologico approvato al Senato sia davvero ispirato alla laicità? Perché una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico. La laicità è separazione delle due sfere, dello Stato e della Chiesa".

2 aprile 2009 - Sul problema dell'immigrazione, auspica il "dialogo, la disponibilità al confronto ed alla reciproca conoscenza tra persone di diversa cultura etnica e religiosa. Abbattere il muro dell'odio e del razzismo è, infatti, una sfida innanzitutto culturale che richiede un lungimirante impegno nella diffusione di una mentalità aperta e pluralista e nella progressiva ed intima adesione al nucleo di valori di libertà e di tutela dei diritti della persona che, al di là di ogni appartenenza etnica ed identità religiosa, deve guidare il cammino dell'umanità verso un futuro di pacifica convivenza e collaborazione tra popoli e nazioni".

2 aprile 2009 - Commentando la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionali alcuni articoli della Legge 40 sulla feconsazione assistita, dichiara che essa "rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti paesi europei... Fermo restando che occorrerà leggere le motivazioni della Corte, mi sembra fin d'ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre Istituzioni".

Ora non so se queste prese di posizione di aperta rottura con il boss siano solo parole (il che non credo e - soprattutto - non spero): ma è certo che l'uomo di Arcore rischia grosso. Fini potrebbe rivelarsi quel granello di sabbia che farà inceppare il meccanismo, portando magari alla nascita di un Pdl (magari con un altro nome, eh?) davvero da terzo millennio, che
"... deve modernizzarsi; bisogna smetterla con le etichette del secolo scorso, che è il millennio scorso. Ci sono sfide culturali che dobbiamo affrontare tutti insieme: l’integrazione, il laicismo, l’emigrazione, i diritti dei cittadini, l’autorità dello Stato" (Intervista a El Pais, 9 marzo 2009).
E il fatto che anche dal centro sinistra gli siano giunti consenso e plauso, fa ben sperare.

Vorrei solo (ma questa è una preghiera personale) che non indossasse più cravatte rosa!
Sono orrende!!

venerdì 11 aprile 2008

I confess...

Tra i miei blog preferiti, rilevo che molti, coraggiosamente, hanno fatto dichiarazioni di voto esplicite: Max, Marina, e oggi Maria Cristina con uno struggente ricordo del suo papà. Sono entrata da poco in questa comunità, e mi ci trovo bene: mi sento circondata da "amici" silenziosi, e mi spiacerebbe ritrovarmi "sedotta e abbandonata". Forse questo mio lungo post liberatorio me li farà perdere, ma nonostante tutto, voglio pubblicarlo egualmente, magari per condividere esperienze simili con chi si trova, oggi, nella mia stessa situazione.

ERO UN ELETTORE DI DESTRA

Ecco, l'ho detto! Nel mitico '68 avevo 18 anni (fate voi i conti, adesso...) e frequentavo il 3° anno al Liceo Scientifico Plinio Seniore a Roma. Il nostro preside (vecchio alpino nostalgico) ebbe l'infausta idea di costringere una studentessa del 5° anno a lavarsi il viso perché, a suo dire, era troppo truccata. Apriti cielo! Cosa di meglio, in quel periodo di contestazione, che una bella occupazione dell'istituto? E così abbiamo fatto, dormendo nei sacchi a pelo in palestra e sentendoci veri "combattenti per la libertà". Tutto andava per il meglio fino a che non si presentò un ex del Plinio (eskimo d'ordinanza, sciarpa rossa e barba incolta) a farci un discorso su Marx, i metalmeccanici, Lenin, Trotsky, il Capitale e chi più ne ha più ne metta... Non ne abbiamo capito un'acca: ci siamo solo resi conto, a pelle, che quel tizio stava cercando di manipolarci. Non eravamo cretini, attenzione: solo assolutamente impreparati. Ignoranti, nel senso etimologico del termine. Ci siamo guardati in faccia smarriti e, tanto più che al preside era venuto un infarto, siamo andati a trovarlo in ospedale e abbiamo sgomberato la palestra.

Gli anni successivi sono stati una sorta di ricerca d'identità. Vuoi per reazione all'intrusione di quel tipo nella "nostra" causa; vuoi per "istanze" in cui non mi riconoscevo (il 18 politico all'esame universitario ad esempio, del tutto indigeribile per una sgobbona come me), mi sono trovata dall'altra parte. All'epoca, quasi tutti i giovani si collocavano "fuori dell'arco costituzionale": a sinistra i militanti del PCI e a destra i missini di Almirante. Io fui attivista, regolarmente iscritta con tessera di partito, tra questi, ma non per molto. Vedevano gli ebrei come il fumo negli occhi, e io avevo un fidanzatino, Ariel, ebreo. Gli americani erano porci-e-bastardi e io sono sicura di essere stata, in una mia vita precedente, un'emigrante, tanto mi commuovo al solo vedere la Statua della Libertà. Smisi di credere al doppio petto di Almirante quando, invitata ad una riunione politica, mi trovai in un ristorante di Fregene, sul litorale romano, ad ascoltare i vaneggiamenti di un altissimo esponente della Marina Militare (che si presentava nelle liste del MSI-Destra Nazionale). Mi sembrava un incontro segreto di carbonari, e quando alla fine della perorazione del candidato, la ristretta platea (forse una ventina di persone) si è alzata in piedi a gridare "Eia Eia Alalà", il braccio teso nel saluto romano, ho preso la macchina e sono tornata a casa. Il giorno dopo, in sezione, ho restituito la tessera strappata.

Il "vuoto" di ideali (che ideali non erano, mi dice il senno del poi...), venne riempito per fortuna da un grande, di cui sento ancora la mancanza: Indro Montanelli. Lui e il suo Giornale mi hanno in qualche modo aiutato a "formarmi", ma non sono mai riuscita a trovare, negli schieramenti politici, quello che mi stesse addosso come un guanto. Ho votato il partito liberale (troppo liberista, a quei tempi, e poco liberale); ho votato radicale (non mi sono mai fatta una canna, mi stano bene i DICO, ma non l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali); ho sperato che il Partito Liberale, quello Repubblicano e il Social Democratico si fondessero in un'unica coalizione liberal, il che non è avvenuto per i soliti sporchi giochi di potere. Poi è finita la Prima Repubblica. Ed è arrivato Berlusconi. Il suo ingresso in politica ha coinciso con la fine del Giornale di Montanelli: l'ho seguito su "La Voce" per l'anno che quel quotidiano visse e sulla "Stanza di Montanelli" del Corriere della Sera, una rubrica di corrispondenza con i lettori, sino alla morte del giornalista, nel 2001. E politicamente? Ho creduto nella "svolta" di Fini e in Alleanza Nazionale. Ma anche lì... non andava: troppo laicista io, troppo da Melting Pot per accettare il trinomio "Dio, Patria, Onore" che, seppure con connotazioni diverse, continuava a propinare. Ho votato a favore del divorzio e dell'aborto, sono per l'integrazione (quella vera, non quella demagogica dell'"acchiappiamoli tutti") delle razze e dei popoli. Perciò, anche se non con molta convinzione, ho votato Alleanza Nazionale.

Arriviamo così ai giorni nostri. Da quello che ho letto e imparato (grazie anche a voi, amici blogger), da quello che ha fatto, dal suo intendere la politica ad usum delphini, quale impresa altra per scopi meramente personali, non voterò più la coalizione della cosiddetta destra. Se fosse vivo, forse Montanelli mi suggerirebbe di "turarmi i naso" e votare il PD di Veltroni, nonostante i Bassolino, le Binetti, i D'Alema e via discorrendo. Ma non ce la faccio. Darò il voto al partito che, comunque, lo fiancheggia in questa competizione elettorale, all'Italia dei Valori. Non mi frega niente se Di Pietro si esprime in un italiano più che approssimativo: mi è sufficiente che non mi prenda per il c*** pure lui, e che mantenga quello che ha promesso (cito a caso): fuori camorristi, collusi, truffatori e affaristi dalle aule parlamentari; drastica riduzione delle spese e degli sperperi dell'apparato pubblico; eliminazione degli enti inutili (ragazzi, sono 40 anni che ne sento parlare!); approvazione della legge sul conflitto di interessi; Rete 4 sul satellite e Italia 7 sulla sua frequenza. Se iniziasse a intervenire solo sui casi denunciati e documentati nelle prime 84 pagine da "La Casta" di Stella e Rizzo, sarei soddisfatta. Per le altre 200 pagine, lo aspetto al varco alla prossima legislatura.

E
cco, ora che sono rea-confessa, attendo la sentenza. A chi non mi vorrà più, lascio comunque un pensierino d'addio (non vi sto commuovendo neanche un po'?): a Fabio, a Finazio e ad Andrea (gli altri lo hanno già avuto) rifilo una blog reaction che non si rifiuta mai!

sabato 1 marzo 2008

Elezioni? Non è detto...

Rientro ora da un giro turistico tra i blog e trovo significativi elementi comuni.
Fabio poco fa ha postato una considerazione sull'incoerenza di Fini, firmatario del referendum sulla legge elettorale, che non si vergogna neanche un po' di essersi adeguato al diktat del Berlusca (figurati!) che coopta entrambi quali capolista in tutte le circoscrizioni elettorali. Con la logica conseguenza che, nel momento in cui sceglieranno la propria circoscrizione rinunciando alle altre, automaticamente consentiranno ai primi non eletti di subentrare.
Vado poi da Grillo, e scopro che tre avvocati hanno presentato un ricorso al T.A.R. perché sollevi questione di costituzionalità della legge elettorale. La cosa interessante è che il legali ritengono che il porcellum vìoli anche l'art. 3 del Protocollo 1 della Convenzione Europea, che sancisce il diritto a libere elezioni.
Ma quello che mi ha più sorpreso è che la notizia è vecchia! Cercando il testo del ricorso, vedo che qui la notizia è data già il 15 febbraio: ma sulle nostre libere reti non è passata. E poi, se Beppe Grillo - ch'è così attento - ne ha parlato solo ieri, vuol dire che la velina è stata ben custodita in cassaforte. E ancora (notizia nella notizia), è riportata sul sito di un partito, il Partito della Libertà, che credevo essere il PdL del Berlusca: si tratta invece di una delle schegge in cui si è frantumato il vecchio Partito Liberale, di storica memoria. E il "Popolo delle Libertà" - o come cavolo si chiama - del Silvio ha pure cercato di scipparne il dominio!
Comunque, all'erta: se qualcuno ne sa di più ci informi.
Noi intanto, incrociamo le dita...