
Io ho la mano alzata. Sono l'unica? Non importa, parlerò solo per me.
Insomma, sino a qualche settimana fa - quando il discorso sul referendum è stato affrontato con più serietà - io ero straconvinta di aver firmato perché si tornasse alla vecchia legge elettorale e - in seconda battuta - perché finisse lo scandalo dei "capolista" identitici in tutte le circoscrizioni (quest'ultimo - che è il 3° quesito referendario - l'avevo capito). Ma ora ho le idee chiare e vi dico perché non andrò a votare per il referendum.
Il secondo link che mi propone Google se digito "referendum abrogativo legge elettorale" è questo: ditemi voi se vi risulta chiaro, palese e inequivocabile che - laddove si parla di "ritorno al sistema maggioritario" - il riferimento sia alla lista (traduciamolo con "Partito" che viene meglio) e non alla coalizione. Cazzo! Pure il Sole 24 Ore deve tradurre! Attualmente il premio di maggioranza è "attribuito alla 'singola lista' o alla 'coalizione di liste' che ottiene il maggior numero di voti". Se votiamo "sì" ai primi due quesiti (rispettivamente validi per Camera e Senato) abroghiamo solo i riferimenti alle parole "collegamento, collegamenti, collegate/i"! Leggere per credere!
Cioè diciamo che non ci frega niente che il premio di maggioranza sia dato alla COALIZIONE che ha preso più voti (cioè alle liste "collegate"), ma che vogliamo che sia dato al PARTITO che ha preso più voti! Col cazzo! Vado a votare per dare la maggioranza assoluta (55%) al nano??? Paraculaggine dei promotori del referendum o 'gnoranzità mia? La seconda che ho detto?
Va bene, me la cucco tutta.
Ma veniamo al tanto sbandierato desiderio di bipartitismo dell'elettorato italiano. Una balla. Una fregnaccia grande come una casa. A modo mio, provo a darne dimostrazione. Questi sono i risultati ufficiali delle ultime europee. I due schieramenti PdL e PD hanno raggiunto, insieme, poco più del 60% dei consensi (61,39). Questo significa che quasi il 40% dei votanti si riconosce in altre formazioni politiche, e non parlo di quelle con lo zero-virgola-per-cento, ma - ad esempio - della Lega (10,2), dell'IdV (8%), dell'UDC (6,51), di quei deficienti della sinistra radicale che - se non si fossero spaccati alla vigilia - avrebbero ottenuto il 6,50%, e della Lista Bonino-Pannella (imbavagliata dai media) con il 2,42%. E tutto ciò senza tener conto che ha votato il 65% degli iscritti nelle liste elettorali. Che - se dovessimo considerare anche questo dato - il placet ai due partitoni l'avrebbe dato solo il 40% degli italiani. E poi il bipartitismo non è nel nostro DNA politico (per fortuna): se passasse il referendum saremmo in presenza di una "democrazia sfigurata" come ha ventilato - in un bell'articolo su MicroMega - Pancho Pardi.
Per chiudere, un commento al titolo del post. Ho più volte fatto clap-clap al Gianfranco Fini di questi ultimi mesi, ma l'uscita di ieri sul suo appoggio al referendum - giuro - non l'ho capita. Non ho capito il suo desiderio di morire nell'abbraccio letale del Cav. proprio quando si sperava addirittura in un nuovo scisma. Spero che non sia uno spirito da Bastian Cuntrari (aho! basto e avanzo io, eh?), che se il nano ci ripensa e dice "no", lui dice "sì", e viceversa... Mi ricorda il cinese che - per far dispetto alla moglie - si taglia i coglioni. Motivo per cui, non andiamo a votare per il referendum, non facciamo quorum, asteniamoci!
In fondo, ci sono altri modi di impiegare la domenica, traffico e ressa permettendo...