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lunedì 25 maggio 2009

Corsi e ricorsi storici
Di Profumo, di Donne e di Scandali

Credo di aver imparato il significato della parola "scandalo" nel 1963, 4 anni dopo l'uscita del film "Scandalo al sole": sino ad allora - per me - uno "scandalo" (in quanto solitamente "al sole") era un nuovo tipo di zoccolo da mare, una ciabattina elegante. Un "sandalo" con la "c" in mezzo, a significare magari qualche moda innovativa. Ma nel '63 intuii che era una "roba da grandi", perché ne parlava "Orecchioni", il primo lettore dei telegiornali della TV, al secolo Riccardo Paladini, per cui la questione era seria, ma in qualche modo anche "divertente" (così mi pareva...), visto che la mamma e il papà ascoltavano la notizia con uno strano di sorrisetto sulle labbra: il 1963 fu l'anno dello scandalo Profumo.

Lui, Ministro della Guerra del governo conservatore britannico del tempo, felicemente sposato con una bella attrice, intrattenne - per qualche settimana - una relazione amorosa con una squillo d'alto bordo, Christine Keeler. Dopo la rottura con l'uomo politico, che comunque - come si apprese più tardi non fu l'unico a godere delle grazie dell'allora 19enne fanciulla - un ex fidanzato di Christine esplose sette colpi alla volta dell'abitazione della ragazza: l'MI5 - il Servizio Segreto inglese - iniziò ad interessarsi della questione e la relazione con Profumo venne a galla. E insieme a quella venne alla luce anche una storia tra la call-girl e un funzionario dell'ambasciata sovietica a Londra. Apriti cielo! Pure lo spionaggio ci si metteva! Scoperti gli altarini, alla Camera dei Comuni (marzo '63) una parlamentare domandò in aula a Profumo se avesse mai intrattenuto una relazione con la ragazza, e lui negò. Ma il fatto era ormai di pubblico dominio e - il 5 giugno successivo - Profumo si dimise per aver mentito in Parlamento. (Qui e qui altri approfondimenti).

Dall'altra parte dell'oceano - a distanza di 35 anni - scoppiò, nel 1998 il Sexgate, lo scandalo che vide Bill Clinton alle prese con... be'... veramente... vide la Lewinsky (26 anni) alle prese con una parte di Bill... Il Presidente americano non si dimise, ma anche lui, dopo aver pervicacemente negato la relazione davanti al Congresso, fu costretto a chiedere scusa per la menzogna, per aver intralciato la giustizia e per aver cornificato la moglie. Vi dico la verità: se nel '63 ero troppo piccola per avere idee sullo "scandalo Profumo ", nel 1998 le mie idee erano più che chiare. Clinton mi piaceva, Hillary mi era antipatica e ritenevo gli americani - per quanto riguarda il sesso e il peccato - inguaribili bacchettoni. E così "tifavo" per lui: ma se era un bel fighetto e una stagista voleva fare carriera con servizietti sotto la scrivania, che ci poteva fare Bill?

Ora, non so se la Gran Bretagna di quasi 50 anni fa e l'America di 10 anni fa dedicassero a questi "scandali da letto" tutto lo spazio che noi oggi riserviamo alla nota vicenda: né so se l'opposizione in quei paesi cavalcasse unicamente la tigre del puritanesimo sessuale, come mi sembra stia accadendo da noi, che ce ne freghiamo di altri "scandali". Di Pietro ha da poco annunciato che promuoverà domani una mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi per il caso Mills per "incompatibilità morale del premier". Il resto della cosiddetta opposizione (PD e UDC) non l'appoggerà, perché - dice - sarebbe "un boomerang". Invece, sul problema Noemi, "ci stanno pensando" (ibidem).
È vero, fanno bene: effettivamente è più scandalosa una presunta relazione con una ragazzina che non una acclarata (con sentenza) corruzione di un testimone.
In Italia.
A volte dimentico di essere qua.

domenica 15 febbraio 2009

Cluedo 2009
Il Professore (Oreste), nello Studio,
col Tubo (catodico)

Addì 31 gennaio scorso, le prime pagine dei giornali aprivano tutte all'incirca così.

Il Professor Oreste Dominioni, Presidente delle Camere Penali (che, nonostante l'altisonante definizione è una semplice "Associazione", come "associazione" è la bocciofila di quartiere) aveva denunciato Di Pietro, reo - a suo dire - di vilipendio nei confronti del Capo dello Stato: reato che avrebbe commesso durante la manifestazione a Piazza Farnese. Con il supporto dei media - carta stampata e TV (indovinate soprattutto quali?) - la sua iniziativa ha tenuto banco per diversi giorni, con sommo gaudio del Governo.

L
'altro ieri - 13 febbraio - la Procura della Repubblica ha richiesto l'archiviazione del procedimento. Ovviamente, alla notizia non è stata data la stessa visibilità della prima, molto più ghiotta: lo ha fatto Di Pietro, ieri, sul suo blog e, nel mio piccolissimo lo faccio io oggi, pur non avendo mai nutrito alcun dubbio sul reale significato della frase incriminata. Insomma, il Prof ci ha provato, ma gli ha detto pedalino. Ergo, come in ogni partita a Cluedo che si rispetti, torna al punto di partenza e sta fermo un giro. Che auspico molto lungo. Magari, tanto per non annoiarsi troppo, potrebbe ripassarsi qualche articolo del Codice Penale, magari quello sulla calunnia, perché spero tanto che Di Pietro non gliela faccia passare liscia...

I
o invece, mi metto a giocare al "mio Cluedo" (ora sto giocando come Horatio Kane: come Grissom ho già stravinto!) acquistato qui a meno di 20 euro; per gli amanti del gioco che non trovano partners per giocarlo a tavolino, è una vera ficata!

giovedì 5 febbraio 2009

Frasi: dìmole strane...

Insomma, Di Pietro ha detto testualmente: "Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell'attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni '30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto". Ma è stata riportata e tradotta così (qui l'articolo):

Allora, se vogliamo giocare, giochiamo.

AVVISI SULLA BACHECA DELLA PARROCCHIA
  • Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!
  • Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
  • Il gruppo di "Recupero della fiducia in se stessi" si riunisce Giovedì sera alle 19. Per cortesia usate le porte sul retro.
  • Care Signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! È un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti!
  • Tema della catechesi di oggi: 'Gesù cammina sulle acque'. Catechesi di domani: 'In cerca di Gesù'.
  • Il costo per la partecipazione al convegno su 'Preghiera e Digiuno' è comprensivo dei pasti.
  • Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
  • Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto.

DALLA STAMPA NOSTRANA E NON SOLO
  • Vendonsi letti per bambini di ferro con palle di ottone.
  • Cinese trovato cadavere. È giallo.
  • Luigi fa l'amore con sua moglie tre volte alla settimana. Anche Mario.

... e se c'è qualche altro "giornalista" tra noi che ne conosce ancora, è il benvenuto.

giovedì 29 gennaio 2009

Nessun dorma...


S
e non avessi sentito e letto di tutte le polemiche che il discorso di Di Pietro, ieri a Piazza Farnese, ha suscitato, giuro che non mi sarei accorta di nulla. Lo stavo seguendo su C6.tv, praticamente insieme al mio amico Franco: e il discorso del Tonino nazionale l'ho ascoltato tutto e - ripeto - non ho trovato nessuna frase offensiva pronunciata nei confronti del Presidente della Repubblica. Ci sono state inesattezze, nel discorso di Di Pietro, certo: ad esempio quando afferma che Napolitano è poco "arbitro o terzo". A me sembra che sia "terzissimo"! Nel senso che parla, se ne esce periodicamente con esternazioni che guadagnano titoloni sui gornali, ma non dice una sega: guardate un po' che razza di collage che ho fatto con i suoi ipse dixit. Pilato non avrebbe potuto fare di meglio: il lodo Alfano era "scelta obbligata" (me ne lavo le mani...); sulla riforma Gelmini "non posso intervenire" (mi rilavo le mani...). Oppure dice cose di un'ovvietà disarmante. "Niente strappi con la UE" (poteva dire per caso "fanculo la UE"?); oppure "Magistrati, non cedete al protagonismo!": ma ve lo immaginate a sollecitarli ad andare all'Isola dei Famosi? E ancora, dice cose che suonano bene, frasone altisonanti che di sugo ne hanno quanto il riso all'inglese: nisba. Nada de nada. Quella sulle intercettazioni e quella sulla vigilanza RAI, sono convinta che le abbia dette mentre era in posa come "Il pensatore" di Rodin: magari non su un ceppo, ma ... fate un po' come vi pare
...

Insomma, tornando a Piazza Farnese, oggi mi sono rivista l'intervento di Di Pietro (dovrebbe aprirsi in un'altra finestra) e ho riascoltato il passaggio incriminato, confrontandolo con il testo: provate ad ascoltarlo (parte subito l'audio) e a leggere contemporaneamente qui sotto.
"Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona? Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quanto abbiamo fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone non ci convince? Ci possiamo permettere, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio".

La frase dello scandalo, dovrebbe essere quella in chiusura che ho sottolineato: be', a me sembra che il soggetto dell'intera frase, il chi-fa-cosa, sia la piazza o il popolo, come volete, ma non certo Napolitano! Aggiungo solo due chiarimenti (tra parentesi) che non stravolgono assolutamente l'affermazione di Di Pietro, ma che indicano, a mio avviso, il senso in cui - per chi ascolta in buona fede - dovrebbe essere recepita: "il rispetto (cioè "rispettarLa", ndr), Signor Presidente, è una cosa, il silenzio è un'altra cosa: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio: (perché non siamo mafiosi, ndr).
Tutto qui. Duro lo striscione, "Napolitano dorme. L'Italia insorge"? Ma facitece 'o piacere!! Il fatto è che, quando parla Di Pietro, il Pdl appizza le recchie per prenderlo in castagna anche fuor di luogo, come in questo caso: sennò, che cosa pubblicherebbe "Il Giornale", il giorno dopo? E ora lo fa anche il PD, perché Veltroni inizia a stringere di brutto le chiappette sante, visto che ad ogni sondaggio la sua rappresentatività risulta sempre più minata da defezioni a favore dell'Idv. Pronta a contestarlo quando se lo merita, sorry, ma oggi Tonino ha ragione da buttare dalla finestra.

Pavarotti - Nessun dorma

mercoledì 7 gennaio 2009

S'ode a destra
uno squillo di tromba...

Non ho seguito troppo attentamente le notizie di questi ultimi giorni: vuoi per stanchezza, vuoi per pigrizia, o perché - più semplicemente - avevo bisogno di un po' di "silenzio stampa" per astrarmi dal quotidiano. Certamente, carrellate rapide saltellando qua e là, le ho fatte.
Ed è stano come alcune coincidenze, alcuni titoli scollegati, mi siano rimasti impressi, tanto da indurmi a scrivere questo post, perché ho l'impressione... rectius... la sensazione che si stia preparando qualche mutamento nello scenario politico nazionale.


Credo sia iniziato tutto subito dopo la brutta storia di Cristiano Di Pietro: perché - da qualunque angolazione la si guardi - è brutta.
Bene che vada, supponendo che il rampollo di Tonino ne esca pulito (giudiziariamente parlando, il che ritengo probabile), resta il fatto che si è comportato con una leggerezza e una dabbenaggine abissale. Il che mal si addice alla scaltrezza che un politico deve avere: e uso la parola scaltrezza nell'accezione positiva del termine. Un politico deve essere furbo, smaliziato e costantemente all'erta, perché l'avversario è sempre pronto a colpirlo: frontalmente o nell'ombra. Tra le notizie a commento della vicenda mi ha colpito quella che riportava la dichiarazione di Bossi: "La prima cosa che mi è venuta in mente è la grande sofferenza che deve aver provato quell’uomo lì". All'inizio ci ho ridacchiato sopra, pensando ai guai del pluri-bocciato delfino (anzi, della trota, come l'ha definito lui stesso) del Senatùr. Poi ho pensato alla simpatia (συμπάσχω, patire insieme, condividere una sofferenza) che un padre prova per un altro padre nelle sue stesse condizioni. Ma Bossi ha aggiunto anche che "Di Pietro si muove bene, un piccolo partito solo facendosi vedere cresce in forza e in voti... sa quel che è necessario dire e sa quali tasti toccare per farsi capire". E la cosa è finità lì.

M
a poi è ripartita la storia infinita dell'ex Alitalia, poi (ex)CAI e ora di nuovo Alitalia, per la quale Berlusconi (lui, non il Governo...) vorrebbe come partner AirFrance. Perché, poi, credo lo sappia solo lui. Non sono un'economista, né un'esperta di hub, di strategie di mercato, o di quello che necessita per capire le scelte che riguardano la controversa partnership. Ma provate a chiedere al vostro agente di viaggi: non quello che (non) vi ha mandato alle Mauritius, ma quello che magari vi fa l'abbonamento da pendolare sul treno. Anche lui vi dirà che sposare AirFrance è come andare in campeggio con un cannibale: alla fine della fiera, rimarrà la tenda ed un mucchietto di ossa. Immaginate un turista americano che decida di fare un giro in Europa, Italia compresa. AirFrance proporrà un pacchetto penalizzante per il turismo dello stivale, perché è identico al loro: luoghi d'arte, cultura, sole, mare e ottima cucina. Cosa che - con il partner tedesco - non accadrebbe. Comunque... Riparte la faccenda Alitalia e la Lega insorge, perché preferisce Lufthansa; e perché Lufthansa darebbe il giusto peso all'aeroporto di Malpensa - nodo essenziale per il Nord-Europa - e perché lo ha promesso al proprio elettorato, minacciando anche il ricorso alla class action (a febbraio 2008, allora nei confronti di Alitalia) se ci fossero stati tagli ai voli sullo scalo milanese. E certamente oggi, non credo ammorbidirebbe la propria linea dura.

Q
uasi in contemporanea Di Pietro - in un suo post del 4 gennaio scorso - parla di "Malpensa truffata" e auspica che
"la Lega – sulla cui onestà intellettuale nell'avere a cuore l'economia del Nord non dubitiamo – sappia trovare la forza per opporsi" all'inciucio Berlusconi-CAI e si augura ancora "che la Lega questa volta
voti con coraggio gli emendamenti che tendono a liberalizzare il mercato su Malpensa aprendo a tutte le compagnie aeree". In tal modo non garantendo più a AirFrance il monopolio sulle tratte nostrane (soprattutto la Roma-Milano, che è un 6 al SuperEnalotto) rimettendo così in gioco Lufthansa.
Insomma, la mia sensazione è che le due formazioni politiche stiano parlando la stessa lingua, e che si muovano parecchio in sintonia. D'altro canto, anche il loro modo di proporsi è simile: riescono a riempire piazze trasversali, in forza non solo di princìpi, ma di cose da fare; sono entrambi presenti sul territorio e vicini alla gente, e ai problemi della gente, molto di più di quanto non lo siano Pdl e PD. E perché - entrambi - parlano un linguaggio facile, alla mano, spesso rozzo, ma sicuramente più apprezzato dal common people che non le elucubrazioni in sindacal-politichese di molti altri leaders.

Magari ho scritto cavolate, ma la sensazione di possibili convergenze parallele di morotea memoria, resta forte.

S'ode a destra uno squillo di tromba;
a sinistra risponde uno squillo:
d'ambo i lati il calpesto rimbomba
da cavalli e da fanti il terren.
(A. Manzoni, "Il Conte di Carmagnola")

giovedì 23 ottobre 2008

Figurine Panini:
a volte ritornano...

Ne ho fatte due, quand'ero ragazzina, di raccolte di figurine: una era La Bella Addormentata nel Bosco, lasciata a metà. L'altra, sulla Vita di Garibaldi, che ho completata: e - dopo tanto cercare sul web - ho trovato finalmente l'album, che era proprio questo a fianco! L'ho iniziata a scuola a Milano: il rito dello scambio, lassù, avveniva a mezzo di asettici "sì... no... no... sì...".
L'ho finita l'anno successivo a Roma e con l'involontaria teatralità di questa splendida gente, le parole magiche erano "cèlo... cèlo... mamànca... mamànca"
, che stavano per "ce l'ho... mi manca...". Naturalmente, ho subito adottato questa terminologia esoterica che mi faceva sentire, tra l'altro, meno polentona.

A dirla tutta, n
on pensavo proprio di constatare che la magia del baratto di figurine avrebbe scavalcato il millennio: lo ritenevo un retaggio - tra i tanti che mi porto dietro - dei bei tempi che furono. E invece no. Abbiamo assistito, nei giorni scorsi, a quella vergogna dell'"io ti dò il giudice costituzionale se tu mi dai la vigilanza RAI". E siccome la figurina del giudice era macchiata e stropicciata, lo scambio non s'è fatto. Ora, quelli che fanno la raccolta delle figurine dei giudici, hanno messo nel riquadro vuoto una pecetta fatta in casa. Quegli altri, rimangono con in mano una figurina che non ha più alcun valore nell'economia del baratto: vedremo come andrà a finire. Ma le sorprese non finiscono qui.

Qualche giorno fa - il 9 ottobre scorso - ho seguito Otto e mezzo su La7 in cui era ospite, tra gli altri, Jean Leonard Touadi. Ad un certo punto, il "sottopancia", lo indica come Deputato del PD: e no, cavolo! È un deputato dell'Italia dei Valori! L'ho votato e lo saprò bene... E invece, col cazzo! Cerco in rete e trovo questa bella notizia che mi era completamente sfuggita: Jean Leonard Touadi lascia l'Idv (subito dopo la manifestazione dell'8 luglio) perché "... una rottura totale con Veltroni non è sostenibile" ed entra nel PD. Che culo! Dunque: ho votato l'Idv non come "il male minore", ma come lo schieramento "meno lontano" dal mio sentire, e dopo 3 solo mesi uno dei rappresentanti cui ho dato la mia fottuta delega, fa il transfuga e passa dalla parte di chi io NON ho votato! Non contenta, continuo a cercare in rete: ma perché non la smetto? Mi faccio solo del male!!! E trovo, purtroppo, un'altra perla...

Dal blog d
i Antonio Di Pietro, in data 13 luglio: "... Jean-Leonard Touadi è una persona che non conoscevo, e quando avevamo fatto l'accordo con il Partito Democratico Veltroni mi ha detto che non riusciva a candidarlo nelle file del suo partito. Chissà perché, ma comunque non riusciva. Mi disse di fargli un favore, candidarlo per farlo eleggere nelle mie e poi però resterà del Partito Democratico...". Qui.
Ora, sarà stata colpa mia, una mia
disattenzione, ma mai - prima delle elezioni - ho sentito dire che uno dei candidati dell'Idv, se eletto, poi sarebbe confluito in un altro partito!! E dato che questa versione dei fatti non è mai stata smentita, debbo ritenere sia la verità. Bene, un altro scambio di figurine... Però a me, adesso, una figurina mamànca. Lo terrò a mente per la prossima volta che mi chiameranno a votare.
Mi sa che ci vado con figurine disegnate da me: hai visto mai che fondo un partito??

martedì 15 aprile 2008

Giustizialismo vs garantismo
come i cavoli a merenda

Non so se càpita anche a voi, ma a volte mi sveglio da una sorta di "trance" lessicale e comincio a interrogarmi sul significato di parole che, durante il mio stato soporifero, mi suonavano normali, ma non più al destarsi delle mie cellule grigie. Allora approfondisco.
In questi giorni più frequentemente, ma in realtà da molto più tempo (da Tangentopoli in avanti), si discetta molto dell'attitudine "giustizialista" dell'Italia dei Valori. Ma cosa sta ad indicare quest'aggettivo usato quasi sempre con una connotazione dispregiativa? Il mio Devoto-Oli non lo cita nemmeno.
Scopro però che
Giustizialismo è l'italianizzazione dello spagnolo Justicialismo, il movimento dei descamisados del dittatore argentino Juan Domingo Peròn, ed è sinonimo di reazionario e conservatore. Non va: non mi sembra che Di Pietro abbia vocazioni dittatoriali. La Treccani on-line mi spiega la "moderna" e mediatica accezione del termine: ma il riferimento alla giustizia "rapida e sommaria" non mi sembra sia calzante.

M
i gioco allora la carta dei "contrari": giustizialismo viene oggi contrapposto a garantismo. E di questo ultimo termine trovo due chiare spiegazioni (1 e 2) ed entrambe fanno chiaro riferimento ai possibili arbìtri, alle prevaricazioni da parte dello Stato. Significa allora che il giustizialista applica una giustizia arbitraria? Certo che no!
E allora il termine è inappropriato. Ritorno a giustizialismo e trovo su Wiki (non sempre attendibile, ma stavolta sì) che il contrario di garantismo è giudizialismo, l'applicazione della Legge entro i propri limiti, ovvero non abusandone, ma neppure, a furia di garantire e di garantirsi, soprattutto, legare le mani a chi la legge dovrebbe applicare. Cito Francesco Saverio Borrelli:
"
Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave".

S
egnalo qui il link per un bel blog, Uguale per tutti, sul quale scrivono le più autorevoli ed indipendenti firme del mondo giudiziario: i temi trattati non sono tecnici, ma riguardano fatti di giustizia, quelli dei quali leggiamo, magari senza capirne troppo, sui giornali. Loro li spiegano, li sviscerano e li fanno intendere anche ai non addetti ai lavori. E leggete questo post relativo allo stalliere Mangano, visto da chi sta in trincea dall'altra parte.

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sabato 12 aprile 2008

Grande Marco Travaglio 2!

Il "2" è perché ho rubato il titolo al post del mio amico Max di qualche giorno fa.
Oggi, i tre moschettieri, difensori dei nostri diritti, Corrias, Gomez e Travaglio su Voglioscendere, fanno le proprie dichiarazioni di voto. E sì, Marco Travaglio, che si è formato professionalmente alla scuola de "Il Giornale" con Indro Montanelli; che lo ha seguito alla "Voce" dopo le interferenze del nano sulla testata; che ha scritto "Montanelli e il Cavaliere", stupendo elogio al proprio mèntore e tra i primi saggi sulle malefatte dell'omo de Arcore; che è il più preparato reporter giudiziario del mondo giornalistico italiano, be', anche Marco Travaglio vota Di Pietro, come me!
Che sabato stupendo!

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