Credo di aver imparato il significato della parola "scandalo" nel 1963, 4 anni dopo l'uscita del film "Scandalo al sole": sino ad allora - per me - uno "scandalo" (in quanto solitamente "al sole") era un nuovo tipo di zoccolo da mare, una ciabattina elegante. Un "sandalo" con la "c" in mezzo, a significare magari qualche moda innovativa. Ma nel '63 intuii che era una "roba da grandi", perché ne parlava "Orecchioni", il primo lettore dei telegiornali della TV, al secolo Riccardo Paladini, per cui la questione era seria, ma in qualche modo anche "divertente" (così mi pareva...), visto che la mamma e il papà ascoltavano la notizia con uno strano di sorrisetto sulle labbra: il 1963 fu l'anno dello scandalo Profumo.

Dall'altra parte dell'oceano - a distanza di 35 anni - scoppiò, nel 1998 il Sexgate, lo scandalo che vide Bill Clinton alle prese con... be'... veramente... vide la Lewinsky (26 anni) alle prese con una parte di Bill... Il Presidente americano non si dimise, ma anche lui, dopo aver pervicacemente negato la relazione davanti al Congresso, fu costretto a chiedere scusa per la menzogna, per aver intralciato la giustizia e per aver cornificato la moglie. Vi dico la verità: se nel '63 ero troppo piccola per avere idee sullo "scandalo Profumo ", nel 1998 le mie idee erano più che chiare. Clinton mi piaceva, Hillary mi era antipatica e ritenevo gli americani - per quanto riguarda il sesso e il peccato - inguaribili bacchettoni. E così "tifavo" per lui: ma se era un bel fighetto e una stagista voleva fare carriera con servizietti sotto la scrivania, che ci poteva fare Bill?
Ora, non so se la Gran Bretagna di quasi 50 anni fa e l'America di 10 anni fa dedicassero a questi "scandali da letto" tutto lo spazio che noi oggi riserviamo alla nota vicenda: né so se l'opposizione in quei paesi cavalcasse unicamente la tigre del puritanesimo sessuale, come mi sembra stia accadendo da noi, che ce ne freghiamo di altri "scandali". Di Pietro ha da poco annunciato che promuoverà domani una mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi per il caso Mills per "incompatibilità morale del premier". Il resto della cosiddetta opposizione (PD e UDC) non l'appoggerà, perché - dice - sarebbe "un boomerang". Invece, sul problema Noemi, "ci stanno pensando" (ibidem).
È vero, fanno bene: effettivamente è più scandalosa una presunta relazione con una ragazzina che non una acclarata (con sentenza) corruzione di un testimone.
In Italia. A volte dimentico di essere qua.