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sabato 7 novembre 2009

Quizàs, quizàs, quizàs...

Nei giorni scorsi, Fiorella Mannoia, la rossa (e non solo di capelli), ha indirizzato al Presidente della Camera Fini una lettera aperta, dalla quale stralcio alcuni interessanti passaggi:

"Onorevole Fini ... non le nascondo, per onestà , che non mi sono mai trovata d'accordo con lei, anzi spesso le sue opinioni mi irritavano, le nostre posizioni, evidentemente e naturalmente distanti, mi impedivano di trovare qualche argomento condivisibile. Ma da un po' di tempo a questa parte alcune sue dichiarazioni mi sorprendono, mi pare di trovare in lei quel buon senso di cui abbiamo così tanto bisogno... Lei è un uomo intelligente, uno dei pochi politici puri di quel panorama... Onorevole Fini, io non lo so, ma la prego, se lei è davvero in buona fede, ci aiuti a venirne fuori. Si liberi della sua attuale coalizione, vada avanti, formi un partito conservatore di gente onesta, e ce n'è tanta che non si riconosce in questa destra... Magari ci scontreremo ancora sui temi che ci vedranno in contrapposizione... in un clima appassionato sì, ma civile. Dia il suo contributo a restituire dignità a questo paese che non si merita di essere rappresentato in questo modo, e da sinistra, (facendo anche noi il nostro dovere di pulizia laddove ce ne sarà bisogno), le daremo il benvenuto".
Il testo integrale lo trovate qui.

Sul suo Magazine online, in un articolo a firma Federico Brusadelli, la Fondazione FareFuturo (che si riconosce nel Presidente della Camera), le ha replicato uno sciocco (riassumo...) "... ma se è tanto d'accordo con noi, anziché invitare Fini a sbarcare a sinistra, perché non viene lei a destra?". Credo che Brusadelli non abbia letto la lettera, o - se l'ha letta - non ne ha capito un'acca, tant'è che la Mannoia - pazientemente - ha ri-spiegato il senso (che a me pareva già chiarissimo: che so' 'ntelliggente!!!) della missiva, qui.

Quelle della cantante mi
sembrano considerazioni intelligenti, dettate - credo - dal semplice buon senso e dal desiderio, da più parti condiviso, di ristabilire
un confronto di idee civile e democratico, che mi sento di sottoscrivere integralmente: da transfuga (o "Quaglia", obtorto collo...), sarei davvero contenta si ricostituisse un polo liberal-socialista e laico nell'agone politico, visto che tutti i partiti rappresentati in parlamento portano l'imprimatur di oltretevere. Assurdamente - e tristemente - gli unici veri laicisti sono rimasti fuori, anche per colpa loro...

Fiorella Mannoia annovera, tra le sue molte interpretazioni, anche quella di una splendida canzone di Osvaldo Farrés, "Quizàs, quizàs, quizàs" (Chissà, chissà, chissà), ma non ho trovato un suo video su YouTube. Motivo per cui ripropongo l'interpretazione indimenticabile - che amo di più - di Nat King Cole, illustrata, tradotta (?) e arricchita (?) da immagini di BC, in vena di cazzeggiare.
Quanto al resto... chissà, chissà, chissà: per conto mio, incrocio le dita.


lunedì 4 maggio 2009

Dies irae

Sembra che dalle narici gli escano sbuffi di fumo... "È la terza volta che mi fa scherzi così in campagna elettorale!!" **azzo Pe'! E provare a ricucire un rapporto quasi trentennale? "Non credo, non so se lo vo­glio io questa volta. Veronica dovrà chiedermi scusa pubbli­camente. E non so se basterà. È davvero troppo!!!" Ari***azzo Pe'! Questo lo sfogo del sultano.

Insomma, la frittata è fatta: a furia di prestare troppa attenzione alle pulzelle che gli ronzano attorno, s'è giocato la mugliera. Forse - oltre al divorzio - ha guadagnato anche una
deviazione d'allineamento degli assi visivi. E te credo! Con la manìa di sbirciare continuamente di qua e di là!! Ma, come dicevano i saggi latini "sunt saepe nomina segmina fati" (i nomi sono spesso segni del destino), è normale: l'etimo del suo cognome sarebbe riconducibile al vocabolo del dialetto milanese "berlüsch", che sta per strabico...

E dato che siamo in vena di cazzeggio, dal blog di
Wil una esilarante chicca da non perdere!