Del primo intoccabile della mia vita ebbi contezza al suo funerale: era lo zio di un amichetto di giochi in villeggiatura. Avrò avuto 10 anni e il defunto era uno zotico perennemente incazzato, col mondo, con i paesani, con il nipotino - mio coetaneo - e con noi bambini tutti. L'ultima volta che l'avevamo incontrato eravamo su un campo di mele a raccogliere da terra quelle cadute dai rami - bacate, rinseccolite e schifose - perché dovevamo giocare alla guerra e fare un agguato all'esercito nemico (altri bambini) colpendoli a melate.Il vecchiaccio ci beccò: il nipote rimediò una scarica di botte che ancora se la ricorderà e noi altri - che intanto ce l'eravamo data coraggiosamente a gambe levate - fummo raggiunti da una gragnuola di mele che quell'energumeno aveva iniziato a lanciarci. Qualche tempo dopo tirò le cuoia. Al funerale io me ne uscii con un: "Sicuramente andrà all'inferno, cattivo com'era!". E mia nonna: "Ssssttt! Dei morti non si parla mai male!" "Perché?" domandai. "Perché sono morti." Gli anni sono passati e la schiera degli intoccabili (anche solo a parole) si è allungata: la vicina zitella con le ubbìe da mancanza di scopate; il parente spocchioso so-tutto-io che spara cazzate, ma guai a contraddirlo...
Si è allungata anche la lista degli "intoccabili per carica ricoperta". È iniziata in 4^ elementare quando, in classe, c'era il figlio di una maestra di un'altra sezione: mi ricordo i "dettati".
Di solito l'insegnante dettava dalla cattedra. E invece no: la nostra lo faceva in mezzo ai banchi e, guarda caso!, proprio di fianco al posto in cui stava seduto lo stronzo figlio della sua collega. E io la vedevo, la porca maestra che - col dito adunco - faceva segno dove l'imbecille aveva sbagliato e gli bisbigliava la grafìa corretta: suggeriva, cazzo! Quella volta che mi ribellai, dicendo soltanto: "Ma non vale! Mica si può suggerire!", mi beccai una nota sul diario che faceva vagamente cenno al mio essere "indisciplinata". Quando la sottoposi alla firma dei miei, trasecolarono. Ne spiegai il motivo, ma - certamente obtorto collo - sia il papà che la mamma sentenziarono che "la maestra sa quello che fa".
L'ultimo nome che ho sull'elenco degli "intoccabili per carica ricoperta" è quello del Presidente Napolitano. Con tutto il ripetto, non è il mio tipo, politicamente parlando. Insomma, mica sarà infallibile, no? Per cui qualche cantonata (dal mio punto di vista) potrebbe anche averla presa. Ad esempio, non mi è piaciuto il monito ai "PM troppo protagonisti", all'indomani delle elezioni europee, in cui una delle facce nuove era Luigi De Magistris. Né - più recentemente - ho particolarmente gradito l'appello di "una tregua alle polemiche" (erano i giorni caldi di Villa Certosa e Palazzo Grazioli, delle escort e delle veline) almeno fino alla fine del G8. Che significa? Che dobbiamo far finta di essere la bella famigliola italian style con mammà che lava i panni, cuce e canta, papà che lavora e torna a casa sbaciucchiando tutti e i pargoli che hanno fatto i compiti, messo a posto i giocattoli e si sono lavati pure il collo e le orecchie e poi - una volta che gli "ospiti" hanno girato l'angolo - torniamo a mammà che fuma come una turca mentre si guarda il Grande Fratello e scalda la cena al microonde, papà che bestemmia come un satanasso e la prole che rutta e scorreggia in ascensore?
Ma quella che davvero non mi è andata giù è stata la convocazione di Angelino Alfano al Quirinale perché il Governo rivedesse il testo del decreto sulle intercettazioni. Cazzo! Ma perché non glielo hai fatto presentare così come lo avevano elaborato e poi li fregavi non firmandolo? Mi ritrovo a urlare - come tanti anni fa - "Ma non vale! Mica si può suggerire!". Già aveva fatto qualcosa del genere sul decreto Eluana, con la famosa lettera di avvertimento. E ora, porca l'oca, di nuovo: faglielo presentare, il cazzo di disegno di legge, e poi glielo bocci e lo rimandi in Parlamento! Tanto più che giusto un anno fa, Napolitano stesso ha bacchettato il CSM che aveva espresso un proprio parere sul decreto blocca processi, affermando a chiare lettere che il Parlamento "è sovrano e farà ciò che vorrà". E se qualcuno osa levare una voce di dissenso, apriti cielo! Bene che vada, si dirà che è "intollerabile" coinvolgere il Presidente nella polemica politica: ma a me sembra che sia stato il Presidente ad esporsi per evitare lo scontro politico. Schierandosi inevitabilmente dalla parte del Governo. Caro Presidente, dovevi farglieli fare i compiti a 'sti fetentoni, e correggerglieli dopo, quando eri a casa. Belle righe blu e rosse. Perché suggerire - o correggerglieli in classe - non vale.
E mo', mettetemi una nota sul diario...






