martedì 14 luglio 2009

14 luglio 2009 - SCIOPERO

Questo blog aderisce all'appello di Diritto alla Rete contro il DDL Alfano che ci vuole imbavagliati.

SSSSS....

domenica 12 luglio 2009

Sesso, droga & rock'n'roll

Lo scorso aprile all'aeroporto di Agno, una funzionaria della Lega Nord (spesso indicata come "segretaria del gruppo parlamentare") è stata fermata: aveva 8 chili di cocaina nel proprio bagaglio. La notizia più corposa l'ho trovata qui. Molti bloggers - all'epoca - hanno lamentato la circostanza che un fatto tanto eclatante non fosse assurto agli onori della cronaca, com'era giusto fosse. Concordo in pieno: se sbatti in prima pagina un trafficante di droga che nella vita fa il pizzettaro, tanto più lo devi fare se il trafficante è uno di quelli che - "in nome del partito" (qualunque esso sia) - invocano senso civico, moralità, lotta alla criminalità comune e a quella organizzata. E trovatemi uno schieramento che non ne parli, se ne siete capaci!

Oggi invece molti bloggers (per non parlare dei vari Bindi, Franceschini, Serracchiani, Bersani... ma di quelli mi frega di meno) si occupano della dichiarazione di Ignazio Marino,
new entry nella corsa alla guida del PD, il quale - appreso che lo stupratore seriale di Roma sarebbe (il condizionale è d'obbligo) un coordinatore del partito - torna a parlare di "questione morale". Leggo il post de Il Russo e di Silvano ed entrambi censurano fortissimamente l'uscita del senatore: "mamma mia che cazzata che ha sparato dopo l'arresto dello stupratore seriale" (Il Russo); "Ieri il Senatore Ignazio... ha fatto la sua di sciocchezza... mettendo in relazione le gesta dello stupratore seriale romano con la questione morale nella politica. Già perchè lo sventurato psicopatico si da il caso fosse pure il coordinatore di un circolo PD di quartiere..." (Silvano).

Mi spiace, ragazzi, ma non sono d'accordo. In primis perché Marino non si è limitato a porre il generico problema della "questione morale" così, tanto per parlare. Ma ha parlato in virtù del fatto che Luca Bianchini (il presunto autore degli stupri) già 13 anni orsono, si era macchiato di analoghi crimini di violenza sessuale (circostanza per altro confermata dallo stesso indagato), ergo aveva la fedina penale sporca. E questo - al Senatore Marino - non piace, perché è uno di quelli (almeno, così appare a me...), che ancora crede nella politica dalle mani pulite, tant'è che giustamente rammenta agli scordarelli di oggi:
"Da presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale del Senato ho preteso già un anno fa che tutti i possibili consulenti che offrivano la loro collaborazione presentassero il certificato del casellario giudiziario ed ho imposto un controllo ferreo per evitare il rischio di inserire nella squadra nomi che non fossero assolutamente specchiati. Oggi nel formare la squadra per le primarie applico le stesse rigide regole: il Pd che vogliamo deve essere rigoroso e attento anche agli aspetti morali delle persone" (ANSA).

Insomma, Marino vuole che chi fa politica attiva (o entra in contatto con la politica) sia una persona perbene, quanto meno sino a quel momento. Ma ci siamo dimenticati di quante volte abbiamo urlato contro i "pregiudicati" che vanno in Parlamento, mentre per fare il bidello devi presentare il certificato penale immacolato? E poi: grazie al cazzo che "cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario", come ha chiosato Bersani! Ma ve lo immaginate Mr. B. prendere spunto da questa vicenda per dare ragione al Senatore e affermare che sì, sarebbe opportuno che tutti coloro che intendono occuparsi di politica venissero passati ai raggi "X", giacché chi è chiamato ad occuparsi della res publica (ad ogni livello, partendo dalla base sino ai vertici delle istituzioni) deve essere al di sopra di ogni sospetto? Per quante stronzate possa aver detto sino ad ora il Berlusca, mi ci gioco la come-si-chiama che questa, proprio, non gliela sentiremo mai uscire di bocca!

giovedì 9 luglio 2009

The untouchables

Del primo intoccabile della mia vita ebbi contezza al suo funerale: era lo zio di un amichetto di giochi in villeggiatura. Avrò avuto 10 anni e il defunto era uno zotico perennemente incazzato, col mondo, con i paesani, con il nipotino - mio coetaneo - e con noi bambini tutti. L'ultima volta che l'avevamo incontrato eravamo su un campo di mele a raccogliere da terra quelle cadute dai rami - bacate, rinseccolite e schifose - perché dovevamo giocare alla guerra e fare un agguato all'esercito nemico (altri bambini) colpendoli a melate.

Il vecchiaccio ci beccò: il nipote rimediò una scarica di botte che ancora se la ricorderà e noi altri - che intanto ce l'eravamo data coraggiosamente a gambe levate - fummo raggiunti da una gragnuola di mele che quell'energumeno aveva iniziato a lanciarci. Qualche tempo dopo tirò le cuoia. Al funerale io me ne uscii con un: "Sicuramente andrà all'inferno, cattivo com'era!". E mia nonna: "Ssssttt! Dei morti non si parla mai male!" "Perché?" domandai. "Perché sono morti." Gli anni sono passati e la schiera degli intoccabili (anche solo a parole) si è allungata: la vicina zitella con le ubbìe da mancanza di scopate; il parente spocchioso so-tutto-io che spara cazzate, ma guai a contraddirlo...


Si è allungata anche la lista degli "intoccabili per carica ricoperta". È iniziata in 4^ elementare quando, in classe, c'era il figlio di una maestra di un'altra sezione: mi ricordo i "dettati".
Di solito l'insegnante dettava dalla cattedra. E invece no: la nostra lo faceva in mezzo ai banchi e,
guarda caso!, proprio di fianco al posto in cui stava seduto lo stronzo figlio della sua collega. E io la vedevo, la porca maestra che - col dito adunco - faceva segno dove l'imbecille aveva sbagliato e gli bisbigliava la grafìa corretta: suggeriva, cazzo! Quella volta che mi ribellai, dicendo soltanto: "Ma non vale! Mica si può suggerire!", mi beccai una nota sul diario che faceva vagamente cenno al mio essere "indisciplinata". Quando la sottoposi alla firma dei miei, trasecolarono. Ne spiegai il motivo, ma - certamente obtorto collo - sia il papà che la mamma sentenziarono che "la maestra sa quello che fa".

L'ultimo nome che ho sull'elenco degli "intoccabili per carica ricoperta" è quello del Presidente Napolitano. Con tutto il ripetto, non è il mio tipo, politicamente parlando. Insomma, mica sarà infallibile, no? Per cui qualche cantonata (dal mio punto di vista) potrebbe anche averla presa. Ad esempio, non mi è piaciuto il monito ai "PM troppo protagonisti", all'indomani delle elezioni europee, in cui una delle facce nuove era Luigi De Magistris. Né - più recentemente - ho particolarmente gradito l'appello di "una tregua alle polemiche" (erano i giorni caldi di Villa Certosa e Palazzo Grazioli, delle escort e delle veline) almeno fino alla fine del G8. Che significa? Che dobbiamo far finta di essere la bella famigliola italian style con mammà che lava i panni, cuce e canta, papà che lavora e torna a casa sbaciucchiando tutti e i pargoli che hanno fatto i compiti, messo a posto i giocattoli e si sono lavati pure il collo e le orecchie e poi - una volta che gli "ospiti" hanno girato l'angolo - torniamo a mammà che fuma come una turca mentre si guarda il Grande Fratello e scalda la cena al microonde, papà che bestemmia come un satanasso e la prole che rutta e scorreggia in ascensore?

Ma quella che davvero non mi è andata giù è stata la convocazione di Angelino Alfano al Quirinale perché il Governo rivedesse il testo del decreto sulle intercettazioni. Cazzo! Ma perché non glielo hai fatto presentare così come lo avevano elaborato e poi li fregavi non firmandolo? Mi ritrovo a urlare - come tanti anni fa - "Ma non vale! Mica si può suggerire!". Già aveva fatto qualcosa del genere sul decreto Eluana, con la famosa lettera di avvertimento. E ora, porca l'oca, di nuovo: faglielo presentare, il cazzo di disegno di legge, e poi glielo bocci e lo rimandi in Parlamento! Tanto più che giusto un anno fa, Napolitano stesso ha bacchettato il CSM che aveva espresso un proprio parere sul decreto blocca processi, affermando a chiare lettere che il Parlamento "è sovrano e farà ciò che vorrà". E se qualcuno osa levare una voce di dissenso, apriti cielo! Bene che vada, si dirà che è "intollerabile" coinvolgere il Presidente nella polemica politica: ma a me sembra che sia stato il Presidente ad esporsi per evitare lo scontro politico. Schierandosi inevitabilmente dalla parte del Governo. Caro Presidente, dovevi farglieli fare i compiti a 'sti fetentoni, e correggerglieli dopo, quando eri a casa. Belle righe blu e rosse. Perché suggerire - o correggerglieli in classe - non vale.
E mo', mettetemi una nota sul diario...


domenica 5 luglio 2009

Elogio della sculacciata.
Ma anche delle sberle.

È un po' che mi rode parecchio il chiccherone: motivo per cui ogni cosa - che di solito semplicemente mi irrita - in questi giorni viene elevata ad "n" e mi fa proprio incazzare.

Incazzatura # 1
Sono al mare e sto facendo il bagno, un po' lontano dalla riva: una signora di una certa età si sta apprestando anche lei a trovare ristoro. Entra piano e si bagna, facendo coppa con la mano, lo stomaco e il petto. L'acqua non è fredda (ma neanche calda...) e lei indugia, procedendo piano con il rito delle abluzioni per abituarsi alla temperatura. Dalla riva, un ragazzino di una decina di anni, scatta correndo alla volta dell'acqua a 50 centimetri di distanza dalla signora e la schizza, facendola sobbalzare. La madre - che lo ha seguito con gli occhi - gli grida: "...Andre'...", e basta. Andre' riesce dall'acqua, si allontana di un paio di metri, riprende la rincorsa e 'stavolta si tuffa a 25 centimetri dalla povera donna. "...Andre'..." (sempre e solo questo) lo redarguisce svogliatamente mammina cara. Manco p' o' cazzo! Andre' riesce dall'acqua, prende la rincorsa e fa la "bomba" a un micron dalla signora: la quale lentamente si gira ed esce, rinunciando a fare il bagno. Andre', il cucciolo d'uomo (alla Mowgli, ma allevato da lupi analfabeti) è un po' seccato perché il divertimento è finito. Mammina cara - intanto - scuote mestamente la testa e torna ad immergersi nella lettura dell'ultimo romanzo di Liala. Al cucciolo d'uomo - a anche a mammina cara - riservo una educativa sculacciata virtuale gratis.

Incazzatura # 2
La sera, al tg del La7, c'è un servizio sulla tragedia di Viareggio. Il cameraman, sul luogo, inquadra un gruppo di "turisti del disastro": italiche famigliole in bicicletta (papino, mammina cara e cuccioli d'uomo e/o di donna). Intervistano anche una viareggina: conferma che sono giorni che c'è questo viavai. "I grandi fanno anche le riprese col telefonino! Ma non è giusto che i bambini vedano queste cose terribili...". Santa donna, educatrice senza laurea, ma con uno strabiliante buonsenso! Non sa che è in nome della perpetuazione della specie questo pellegrinaggio voyeristico: sennò corriamo il rischio che si estingua la razza dei coglioni che - su strade e autostrade - rallentano l'andatura e si quasi si fermano per guardare un incidente! Ai genitori - turisti dei disastri - offro sberle a mano aperta, tipo "Amici miei".

Incazzatura # 3
A costo di suscitare risentimento e magari riprovazione, dico comunque la mia. Con tutto il massimo rispetto ed il dolore per la tragedia di Viareggio, non capisco proprio la faccenda dei funerali Stato. Leggo su Wiki quando e per chi potrebbero celebrarsi queste esequie e - nella fattispecie - questo non è il caso. In realtà non ho capito neanche i funerali di Stato a L'Aquila: altro sarebbe stato parlare di cerimonie funebri "a carico dello Stato". Trovo una vecchia notizia, qui: 8 morti in un incidente stradale sull'A4. E niente funerali di Stato. Cos'è che fa scattare dunque il privilegio? Il numero delle vittime? E qual è il "tetto" da raggiungere? Ho l'impressione che - nel vuoto pneumatico che ci circonda - si cerchino con il lanternino motivi di aggregazione, momenti da libro Cuore e forzati abbracci da "volemose bbene". Ma rimangono, a mio avviso, tristi passerelle per i politici di turno, qualunque sia la loro appartenenza politica; ancor più volgari ed infami perché sfruttano un dolore ed un cordoglio vero e intenso solo per mettersi in mostra e poter dire "Io c'ero!".
Per loro le sberle non sono sufficienti: calci in culo ci vogliono!

giovedì 2 luglio 2009

Surprise & Avanspettacolo

Non so che combino. È vero che spesso smanetto, aggiorno e manco so cosa: ma mi è apparsa questa nuova toolbar di Google.


Ho cerchiato un nuvo pulsante che mi porta a stazioni radio e - tra queste - ce n'è una di "Oldies 50s, 60s,70s e 80s"! Per cui, nelle more dell'acquisto del mio juke box, mi sollazzo online e mi leggo le segnalazioni del Reader. E trovo una interessante segnalazione: si tratta dell'intervista all'Assessore alla Cultura di Torre del Greco (PdL), una gentile signora. Ne ricavo uno stralcio.

Intervistatore: Non si è mai sentita, diciamo così, tradita nel momento in cui Berlusconi ha dato l’impressione di mettere per un attimo in secondo piano gli interessi di tutti per favorire i suoi?
Assessore: Mah, questo è un parere. Per me non lo ha mai fatto. Anche per quanto riguarda i suoi processi sappiamo che poi sono finiti tutti con l’assoluzione.
Intervistatore: Be', non è proprio così. Alcuni hanno avuto esito un po’ diverso.
Assessore: Non conosco la sua storia penale* (sic! ndr).

L'Assessore è Virna Bello, detta Braciulona (qui un suo video su YouTube) e il post su di lei è su Piovono Rane, il blog di Alessandro Giglioli.

*Dimenticavo la spiegazione per il titolo del post.
Ve le ricordate quelle battute sugli appuntati che debbono superare i quiz per essere promossi maresciallo? Be', una delle domande ai quiz era: "Cos'è una colonia penale?" e l'appuntato risponde: "Un profumo del cazzo". Appunto.

martedì 30 giugno 2009

The fabulous 60'

Non credo alle coincidenze e dico a me stessa: "Era scritto!"
Tutto è iniziato qualche giorno fa, con un post di giovedì scorso pubblicato da Alessandro, che si sta svenando con acquisti su eBay: l'ultimo lo trovate qui. Ma aveva già fatto prigioniero un altro mito degli anni '60, la radio a cubo Brionvega: chi non l'ha posseduta, o invidiata a chi l'aveva?

Ed ecco il destino cinico e baro: sabato (due giorni dopo il post di Ale), mio marito mi porta fuori a cena e "a sentire qualcosa di bello". Andiamo dunque a Fregene ad ascoltare,
Marco Liotti & Fifty Fifty: un nostalgico revival delle più belle canzoni americane (ma non solo) anni '60! Il video qui sotto non rende loro onore perché è una ripresa live casareccia, però...


Stiamo per cambiare casa: la mia metà vuole il suo spazio per il bricolage. OK. Ma io adesso voglio uno spazio nel salone per metterci questo!!

giovedì 25 giugno 2009

Io so' io, e voi nun siete 'n cazzo!

Qualche giorno fa un caro amico blogger ha rispolverato, per un intenso post, un testo di filosofia e mi ha fatto ripassare Plotino, con le sue anime belle e anime brutte. Sognatore, idealista e disilluso (e come potrebbe essere altrimenti?), il mio amico ha cantato le lodi delle anime belle. Leggi: del popolo della sinistra. Ho commentato, con affettuoso risentimento, non essendo io di sinistra, ma del pari ritenendomi un'anima bella, e cioè capace "di elevarsi al di sopra del mondo sensibile...", citando questa frase di Gaetano Di Chiara: "La sinistra ritiene di essere depositaria del giusto, del razionale e del vero e vede nel voto una professione di fede, secondo una visione eminentemente etica della politica" (La Stampa).

È
oltretutto un intellettuale onesto, il mio amico, e mi ha risposto così: "...lo sei che sei un'anima bella. Concordo anche con la frase di Di Chiara, è stato un errore che ci siamo portati dietro per anni, qualcuno ancora se lo porta anche con orgoglio".
Censura dunque anche lui, il blogger filosofo, quegli atteggiamenti sussiegosi, presuntuosi, supponenti e spocchiosi di certa sinistra. Della serie "...io so' io e voi nun siete un cazzo!" E ha ragione quando afferma che questa forma mentis "qualcuno ancora se la porta anche con orgoglio". Uno di questi è Michele Emiliano (PD), Sindaco di Bari: peccato, mi piaceva...

Stamattina ho seguito Omnibus, su La7, in cui Emiliano era ospite e - tra gli altri - anche il leghista Salvini, con un'accecante maglietta verde. Rivendicava, Emiliano, la modernità di Bari, l'oculatezza delle politiche di spesa, con il "carico fiscale" in assoluto il più basso sul contribuente di una città metropolitana. E affermava che la città - in teoria - è pronta anche al federalismo fiscale, "pronta a competere con il resto del Paese, con quell'altra Italia, così distante, così diversa... anche antropologicamente, vedo oggi. Anche sotto l'aspetto della retorica, del linguaggio...".


Se il leghista Salvini (non mi ricordate la sua sparata dei tram per gli immigrati, me la ricordo...) avesse usato quell'avverbio e quell'aggettivo - "ANTROPOLOGICAMENTE DIVERSI" - per definire i terùn, a quest'ora Google News mi darebbe una pagina piena di link ad articoli sul "linguaggio razzista inaccettabile... indecorosa provocazione... vergognoso atteggiamento da apartheid...".
Invece la frase l'ha pronunciata un terùn (ma di sinistra) rivolgendosi ad un lumbàrd, e il risultato della mia ricerca è stato quello che vedete sotto. A pensarla in un certo modo, su una certa sinistra antipatica, salottiera e con la puzza sotto il naso, c'è rimasto solo il mio amico: e a lui e alla sua "anima bella" (ma davvero!) dedico questo post. Gap caro, sei unico!