giovedì 3 luglio 2008

Eh no, porca vacca!!

Ma insomma! Uno non può farsi neanche un bel programma per passare "serenamente, pacatamente" una serata guardando "LE COMICHE IN TV", che ecco qui, i soliti ignoti ti rovinano tutto!

IERI
OGGI
Non so a chi sia venuta in mente questa genialata: la ferale notizia l'ha data Enrico Mentana, affermando che proprio Lui, l'Unto, ha affermato che "il gossip ammorba la politica" (che signore! che stile! micacazzi!) e che "i temi proposti dal programma (intercettazioni e giustizia) avrebbero fatto passare in secondo piano le tante cose fatte dal governo".

Be', dato che sono sempre la solita porca maligna, dico che le cose sono andate così: Lui avrebbe fatto (tanto per cambiare...) carte false per andare a Matrix e declamare il suo proclama.
Lui, che col gossip si è arricchito, e che ne è stato anche grande ed orgoglioso protagonista, se ne esce oggi con la menata de
ll'ammorbamento... Qualcuno (il Senatùr? Buggs Bunny Alfano? Letta? Fini? per me pari son) gli ha sussurrato all'orecchio che avrebbe rischiato grosso: già da ieri Beppe Grillo ha mobilitato la rete per un'operazione di intasamento delle linee telefoniche di Matrix, con Vaffa finale.
E poi, vogliamo parlare de "i temi proposti dal programma...". Dal programma? Cioè Mentana, suo dipendente, gli avrebbe detto: "Caro Silviotto, allora io ti domando questo e quello; poi ti interrompo, ti contraddico e tu, forse, potrai smentire". Mentana? Ma dài! L'Unto ha deciso di fare una Cicero pro domo sua a Matrix, dettando a Mentana le domande da fargli; impartendo disposizioni
ai cameramen per le inquadrature ("Mi raccomando! Non il primo piano sull'asfalto della chioma!); al regista perché tenesse d'occhio il profilo migliore; allo scenografo per la sedia di 25 centimetri più alta...
Al che
, i soliti ignoti di cui sopra, gli avranno "ricordato" che 'sta storia dei suoi procedimenti penali ha parecchio rotto le palle; perché poi va a finire che anche l'adunata oceanica degli elettori PdL comincia a sentire puzza di bruciato e a domandarsi se (hai visto mai?) l'unto è tornato solo per sistemarsi le sue beghe, impipandosene alla grande del pueblo cojone...

Però, che fregatura, che delusione! Avevo già il tavolinetto imbandito con pop-corn, salatini, lupini (fusaje, in romanesco) e bruscolini (semi di zucca salati, credo...).
Meno male che Uòlter ha promesso di deliziarci - sempre a Matrix - mercoledì prossimo, 9 luglio, il giorno successivo all'adunata di Piazza Navona (ma non doveva parlare a settembre? non era già entrato in letargo estivo?). Boh...
Stasera sarò costretta ad annoiarmi con questi qui...



E VAI!!!

mercoledì 2 luglio 2008

Vendetta, tremenda vendetta!

Mi trovo spesso, in questo periodo a utilizzare, per il titolo dei post, frasi tratte da arie di opere liriche: quella di oggi è dal "Rigoletto", di Giuseppe Verdi; ma un'altra - più calzante - proprio non esisteva. Pochi i riscontri alla notizia, data sottovoce, stampata forse in corpo 6, come le clausole capestro delle polizze assicurative. Ma eccola qui.


N
on essendo addentro alle secrete cose della giustizia, provo a capirci qualcosa. Pare che questo procedimento si sia incardinato anche sul ricorso dell'ex Ministro di Giustizia, Luigi Scotti, alla fine dello scorso governo Prodi, quando assunse la carica, sino ad allora tenuta ad interim da Prodi stesso, dopo le dimissioni di Mastella. Cosa è successo? Ricordiamo tutti come De Magistris venne accusato di aver tenuto, con i media, atteggiamenti "troppo disinvolti" e come, lo scorso 18 gennaio, sia stato "condannato" dal CSM al trasferimento, ma lo stesso CSM lo aveva "assolto" dalle accuse di aver prestato poca cautela nel prevenire la diffusione di notizie sui procedimenti in corso. Contro questa sentenza di "parziale assoluzione", De Magistris ha interposto appello avanti la Corte di Cassazione, mentre il Ministro della Giustizia ne ha impugnato le "parziali condanne".
Ora, il Procuratore Generale Antonio Martone (l'odiato Hamilton Burger, l'accusa nei filmetti di Perry Mason) ha chiesto che il magistrato non solo venga trasferito, ma anche che non ricopra più la carica di Pubblico Ministero.

A
gli occhi di noi profani le questioni si fanno sempre più contorte: neanche un mese fa (il 4 giugno) esultavamo sull'archiviazione, disposta dalla Procura di Salerno, sul procedimento che vedeva De Magistris accusato, tra l'altro, di "rivelazione di segreto d'ufficio". Adesso, altri magistrati debbono decidere se i suoi rapporti con i media siano stati troppo disinvolti. Che significa? Che ha informato l'opinione pubblica delle pressioni cui era sottoposto? Che ha dato notizia che il
"contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare" appariva "connotato da un’allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura"? Citazione dalla sentenza di Salerno.

D
e Magistris ci ha informato quando sembra viga la legge del silenzio, ovviamente non per tutti: questa sera,
non so se a reti unificate... il leader minimo dirà la sua a Matrix. Anzi, ci spiegherà (perché noi siamo cretini...) la Verità e dispenserà il Verbo. Spero solo che, a sbugiardare e fregare di nuovo quell'odioso di Hamilton Burger ci sia un Perry Mason al top della forma: non lo spero solo per De Magistris, ma per tutti noi.

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domenica 29 giugno 2008

Tempo di 8‰
La mia Nottingham Tax...

Tocca a tutti subìre questa ennesima imposizione di Stato: la devoluzione dell'8. Altro che Robin Hood Tax! È la tassa del maledetto sceriffo! Ma quest'anno, forse, riuscirò a gestirla cum grano salis. Ricapitoliamo la situazione.
Sia che si scelga di devolvere il proprio 8‰ alla chiesa cattolica, sia che non si scelga, una parte di questa non scelta va comunque a finire nelle casse d'oltre Tevere, e non voglio che nemmeno un centesimo di euro di mie tasse vada al Vaticano.
Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, qui c'è un esaustivo
post di Metilparaben.

Direte: dàllo allo Stato. No, perché comunque, lo Stato, una parte gliela devolverà lo stesso. Ci sono - è vero - molte Associazioni, ONLUS, Istituti di Ricerca cui potrei destinare l'obolo, come ho fatto negli anni scorsi. Ma sapete che c'è? Sono diventata diffidente: non sono più sicura che vengano impiegati esattamente per gli scopi dichiarati. Non sono più certa che abbiano le mani pulite.
Ma giusto ieri, mi è venuta in soccorso la dichiarazione di un rappresentante di un "gruppo" (e non vi dico chi è sino alla fine!), in cui parla del nuovo decreto sulle intercettazioni.
Direte ancora, che c'entra? Eccome se c'entra!


"Nelle pieghe del disegno di legge governativo in materia di intercettazione telefoniche approvato all'unanimità nel Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, vi è una norma che suona decisamente eccentrica rispetto all'impianto generale del provvedimento: all'articolo 12, comma 2 lettera C, infatti, si prevede che un magistrato che indaga su reati imputati a un religioso cattolico, debba informare il vescovo competente; qualora l'indagine riguardi un vescovo, il magistrato deve informare la Segreteria di Stato vaticana...
(omissis) ... Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha voluto sottolineare che questa norma non favorisce la Chiesa cattolica e potrà comunque essere applicata anche alle altre confessioni religiose che dispongano di un'intesa con lo Stato ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione e persino a quelle che potranno ottenerla in futuro...". Continua il rappresentante affermando che al suo gruppo "non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda...(omissis) ...Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse....
E ancora, roba dell'altro mondo!
"Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche".

L'alieno che parla è Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, e l'intero articolo lo trovate qui: mai sentito un esponente di una "chiesa" usare un linguaggio tanto piacevolmente "laico"! Non ho la più pallida idea del credo confessionale dei Valdesi, se non per quello che ho leggiucchiato qua e . Ma non mi interessa: sono favorevoli all'eutanasia, e (ma sono extra terrestri??) hanno stabilito che la somma ottenuta dall'8
non fosse utilizzata per fini di culto, non servisse cioè al mantenimento dei pastori e delle attività cultuali della chiesa, ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale e che una quota corrispondente al 30% dell'importo totale fosse riservata a progetti nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con organismi internazionali religiosi e laici.
Per quanto poco possa essere, il mio 8
‰ lo darò a loro.

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venerdì 27 giugno 2008

Ultima ora
My darling Clementine...

... ASSOLTA!
... e come già un'altra volta, leviamo i calici: con il caldo che fa, oggi opterei per un Prosecco di Cartizze Superiore. Che ne dite?
Ci metto anche il sottofondo musicale e lo dedico a lei: buon fine settimana a tutti!


mercoledì 25 giugno 2008

Sliding doors

STORIA # 1
Loro avevano ragione e lui torto: che altro c'era da dire? La Legge è la Legge e lui l'aveva infranta. Era stato inutile spiegare il suo sogno italiano. Era stato inutile raccontare le lunghe notti sul barcone, il mare spumeggiante, ruggente e nero come l'inchiostro, che si confondeva con il cielo: nero anche quello. Inutile raccontare le ultime centinaia di metri, fatte a nuoto, una volta che i nuovi negrieri li avevano scaraventati fuori bordo. E l'arrivo sulla costa di quella terra sconosciuta: una nuova ma antica paura dell'ignoto. Inutile far intendere il terrore di quei primi giorni, sempre a guardarsi le spalle: braccato, come un animale. Ma loro avevano ragione e lui torto: aveva infranto la Legge. E le notti passate a vegliare, a turno, in qualche campo, al riparo di quegli strani ulivi del Sud che hanno braccia tese e nodose al posto dei rami. Inutile raccontare il suo sogno italiano: alla fine, lo avevano trovato, caricato su una camionetta e portato al posto di polizia. E avevano scoperto che aveva fornito false generalità, e non si fa. Loro avevano ragione e lui torto. Gli occhi gli si riempirono di lacrime: quasi quasi rimpiangeva il suo arido deserto, la fame, la guerra.
Si guardò intorno: i muri scrostati della camera di sicurezza, le inferriate alla finestra, la porta d'acciaio con lo spioncino...
No, non era stato questo il suo sogno italiano, ma ora avrebbe dovuto sognarlo per molto tempo.
E tutto l'orrore di un tempo sarebbe tornato...

STORIA # 2
Loro avevano ragione e lui torto: che altro c'era da dire? La Legge è la Legge e lui l'aveva infranta.
Era stato inutile spiegare il suo sogno italiano
. Era stato inutile raccontare il suo viaggio a Bruxelles quel 14 febbraio 2008: il giorno di San Valentino! Il volo in prima classe, e poi l'arrivo al Consolato, le ultime centinaia di metri, per firmare quegli inutili scartafacci che lo dividevano dalla sua meta. E poi, l'arrivo in quel Palazzo al centro della Città Eterna, con i commessi che s'inchinano: "Buongiorno, Senatore!". Inutile far intendere la gioia di quei primi giorni del suo sogno italiano, seduto su uno scranno prestigioso; e poi il comodo rientro a casa, nella stessa città, circondato da un'aura ulteriore di prestigio e di decoro. Ma loro avevano ragione e lui torto: aveva infranto la Legge. Inutile raccontare a quelle capre del suo sogno italiano: inutile raccontare del fiato sul collo di quell'altro, cui aveva sfilato la poltrona da sotto il sedere.
Alla fine, lo avevano scoperto: avevano scoperto che, per ottenere quell'angolo di paradiso, aveva fornito false generalità, e non si fa. Si guardò intorno: le belle stampe del suo ufficio da avvocato erano ancora al loro posto, e dalla finestra ancora vedeva il cupolone. No, non era stato questo il suo sogno italiano: MA CHISSENEFREGA! Non avevano neanche concesso l'autorizzazione a procedere per gli arresti domiciliari e, con tutte le leggi e leggine che i suoi amici erano pronti a varare, ti pare che gli avrebbero torto un capello?
E tutta la pacchia di un tempo sarebbe tornata...

martedì 24 giugno 2008

La Magnifica Ossessione

Era il titolo di un film del 1954, un melodrammone made in USA, in cui si fondevano il vizio, la colpa, il pentimento e la catarsi finale: ma è perfetto anche in questo contesto.
Due giorni fa il Senatùr - lamentando lo "strappo" con l'opposizione - ha affermato a tutto tondo che "Berlusconi è ossessionato dalla giustizia".
Lo stesso dichiara Famiglia Cristiana, aggiungendo che, all'odio verso i pm, fa da contralta
re un amore viscerale per i suoi avvocati. Al momento, la sua ossessione è tutta incentrata sul processo Mills, l'arma in mano ai magistrati per "ghigliottinarlo".

D
aniele Capezzone, fedelissimo reggi-moccolo del cav., ne spiega il motivo: nella magistratura, dai più infimi gradini (si fa per dire...) della scala gerarchica, sino ai vertici del CSM, si annìdano tra le fila dei giudici infidi antiberlusconiani, con puteolenti scheletri nell'armadio.
Nella realtà, Berlusconi è un santo.
Un innocente vessato e perseguitato; frustrato nei suoi più c
he legittimi desiderata, ad esempio l'ascesa al Quirinale, altra carica per la quale è in cantiere il progetto di legge salva-culo: così, dopo un quinquennio di immunità per il premier, magari un ulteriore settennato di sospensione... Vergognamoci! L'ha giurato sui suoi figli, di essere innocente! E questa "non è la frase di un ladro di galline incarcerato dalla Guardia Civile" (El Pais). Checché ne dica quella sovversiva stampa estera!


Domani questa intervista compie 8 anni: l'ha rilasciata Fedele Confalonieri a Repubblica il 25 giugno 2000. "Abbiamo voglia di fare la pace", esordiva il fedele Fedele. Altro che, oggi, Uòlter, quel piantagrane d'un comunista, litigioso, rissoso, sempre in polemica! Per non parlare di Di Pietro: a quello non gliene va mai bene una! Ma quali interessi personali, dài: è solo amor patrio...
Ripassiamoci il panegirico:
a parte il riferimento al lodo Mondadori (che a Confalonieri è proprio scappato), il Silvio è un puro.
Un buono. Un santo. Amen.

Nihil novi...

domenica 22 giugno 2008

Un po' per celia
e un po' per non morir...

"E io, senza dar risposta, me ne starò nascosta, un po' per celia e un po' per non morir...". Immaginava uno scherzo, un gioco da fare quando Pinkerton (bastard inside) fosse tornato, la povera Madama Butterfly. Così io, in questi giorni in cui c'è poco da ridere, e in trepida attesa di altre performanches del nostro governo (bastard inside), provo a strapparvi qualche mezzo sorriso, anche cannibalizzando blog altrui.

#1 - Per la serie: Emilio & Silvio for ever...

(dal blog di Bleek)


#2 - ... sognare non costa nulla!



#3 - Uòlter pensa... ritiene... paventa...
che ora... forse... il dialogo "sia compromesso"!
(dal blog di Fabio)




#4 - ...e il cav. pacatamente, serenamente, replica...



#5 - Quelli che la storia 1

(Il nano su Alcide Cervi, 1875-1970)



#6 - Quelli che la storia 2

(Luca Luciani, direttore generale di Telecom
per soli 844.000 euro/anno)




... e per chiudere...
#7 - Pout pourri da standing ovation
(da Antonio Vergara)


Buon residuo domenicale!