È iniziato ieri - avanti la VI Sezione Penale del Tribunale di Roma - il processo a Don Ruggero Conti, ex parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima, accusato di abusi sessuali su almeno 7 minorenni tra il 1998 e il 2008: alcuni bimbi avevano meno di 14 anni. Si dirà che (purtroppo) questa non è una notizia inusuale e chissà quanti processi - in questi giorni - si stanno tenendo per lo stesso orrendo crimine. È vero.Ma in questo procedimento c'è (ma in realtà, non c'è), un "protagonista" illustre: il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Ha suscitato scalpore e (giustificato) consenso la notizia, a gennaio scorso, della determinazione del Primo Cittadino di costituirsi parte civile nel processo dello "stupro di Capodanno" ai danni di una giovane donna. Ci si attendeva che assumesse, anche in questo, la stessa posizione. Invece no, nonostante - in apertura di udienza - Alemanno abbia dichiarato che il Comune si è costituito parte civile. Ma un documento, allegato al fascicolo processuale, lo smentisce.
In esso si fa riferimento alla "costituzione di parte civile", cui il Comune non ha aderito, del Sig. Mario Staderini, un "quisque de populo", un cittadino qualunque che fa sentire la voce di Mamma Roma che si leva alta contro la bestia che ha abusato dei propri figli. Che Mario Staderini faccia parte della Direzione Radicale è assolutamente ininfluente, ma la dice lunga sull'alto senso civico di questo partito, che ancora non capisco cosa ci stia a fare insieme al PD... Ma torniamo a bomba.La lettera porta la firma autenticata del Sindaco, è datata 4 giugno, è stata depositata in cancelleria l'11 giugno e in essa si fa riferimento ad una "Determinazione Dirigenziale" del XVII Dipartimento del 27 maggio scorso (n° 118) che avrebbe già deliberato sul punto ed alla quale il Sindaco intende adeguarsi.
Be', lo cercata, 'sta determinazione, tanto per vedere chi firmava: da pag. 181 a pag. 184 dovrebbero esserci tutte le determinazioni del XVII Dipartimento, ma si fermano al 31 dicembre 2008. Morale: o ho cercato male, o il sito non è aggiornato, o non c'è. E comunque, stando a questi dati, la lettera di Alemanno (4 giugno) sarebbe successiva alla DD (27 maggio), in un certo senso superandola (e avallandola) con il placet scritto di proprio pugno. Ora Alemanno fa la voce grossa e annuncia un'indagine interna, con le solite teste che cadranno (prima vittima Rita Campilli, l'estensore della determinazione).
Come per dire "m'hanno fregato!".
Certo è che la circostanza che Don Conti sia stato il garante di Alemanno per le politiche della famiglia e delle periferie in campagna elettorale, come afferma Repubblica, avrebbe dovuto indurre il Sindaco a stare con 100 occhi ben spalancati sulla vicenda, ed in prima persona, senza delegare a burocrati la gestione degli atti dovuti - anche se non graditi - come la costituzione di parte civile.
Allo stato dei fatti, però, ho solo un dejà vu: qualche potente che si lava le mani in una bacinella d'acqua che immagino già sudicia.
Allo stato dei fatti, però, ho solo un dejà vu: qualche potente che si lava le mani in una bacinella d'acqua che immagino già sudicia.




