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venerdì 30 agosto 2013

Paese che vai...

Negli USA.
È un dispositivo che usa scariche elettriche per immobilizzare l'avversario facendogli contrarre i muscoli e trova largo impiego soprattutto tra le forze di polizia. Si chiama TASER e l'acronimo sta per Thomas A. Swift's Electronic Rifle, dove Thomas Swift è il nome di un personaggio dei fumetti e si presenta così:


In Italia.
È un dispositivo - non ancora perfezionato, ma fruibile dal 2014 - che farà la gioia degli italioti che hanno salutato con entusiasmo l'abolizione dell'IMU e che agirà facendo contrarre i muscoli della zona perianale dei contribuenti. Assommerà le imposte dovute da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre servizi urbani (Tari) e da chi occupa fabbricati (Tasi, ma a me sembra tanto un clone dell'IMU).
Si chiama TASER: l'acronimo sta per TAssa sui SERvizi e si presenta così:

Fonti: USA e Italia

mercoledì 31 agosto 2011

Bastian Tafazzi e la barca

È vero: non sono furbissima, ma preferisco essere un po' cojona - come si dice a Roma - piuttosto che disonesta ed egoista. Per questo dico che ci dovete tassare!
La mia beneamata metà ha, insieme a due amici, una barchetta da pesca di 6 metri che hanno pagato 4.500 euro (1.500 e cranio). Ogni mese pagano il rimessaggio (120 euro, 40 a testa) e ogni anno l'assicurazione sul motore (90 euro, 30 per ciascuno). Se ci sono spese di manutenzione, le dividono tra di loro. Idem il carburante.

Il Vater (rectius Valter, con la "V", ma Vater è più figo!) non ha vizi, tranne qualche tirata di pipa e un toscanello al caffè ogni tanto, ma ama pescare e cucinare il pesce (quando lo becca) per gli amici, dato che a noi non piace. E allora, perché privarlo del suo hobby? Ma, d'altra parte, perché non fargli pagare un quid per qualcosa che non è certamente un bene primario? Ebbene, tranne che per le voci suelencate, non paga un cazzo.


Una volta esisteva una "tassa di stazionamento", abolita nel 1999 (finanziaria del 2000). Per i natanti (che sono le barche da diporto sino a 10 metri, e qui c'è il valore di alcune di esse) si pagava annualmente la stratosferica somma di £ire 400 a centimetro: un 6 metri pagava dunque 240.000 lire. Diciamo, ad oggi, 120 euriki? Tanto quanto un mese di rimessaggio. Nel 2003 è stata abolita anche quella sulle imbarcazioni, che sono le barche da diporto da 10 metri sino a 24 (dallo stesso sito riporto qualche valutazione delle "barchette" tra i 14 e i 16 metri): dopo si passa alla categoria delle navi...

Leggo
qui un articolo (già vecchio di due anni) in cui si pensava di porre mano alla faccenda: ma nisba, ancora non si paga una sega. Dato che stiamo raschiando il fondo del barile, non sarebbe il caso di imporre una gabella (magari progressiva, perché una barca da 5.000 euro non può pagare lo stesso di una da 350.000!!!) sull'hobby dei pescatori della domenica? Checché se ne dica, nessuno rinuncerà all'uscita in mare.

giovedì 15 gennaio 2009

♫ Europa, Europa über alles ♫

“Salutiamo con grande piacere l'importante risultato ottenuto…”. Con queste parole il Ministro … ha annunciato la pubblicazione odierna sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea… (del provvedimento, ndr). "In particolare, per la conclusione del processo, sarà necessario attendere il tempo concesso agli altri Paesi europei per presentare eventuali eccezioni: 6 mesi dalla data della pubblicazione entro cui potrebbero pervenire dichiarazioni di opposizione alla Commissione europea… Siamo fiduciosi che il percorso intrapreso si concluderà felicemente… Il riconoscimento sarà valido in tutti i Paesi europei". Di quale "importante risultato" sto cianciando? Quale provvedimento, di portata epocale, che sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta Ufficiale della UE, vi è scappato?

N
iente paura: ho imbrogliato. È una notizia vecchia (febbraio 2008), che annunciava con la grancassa la registrazione del marchio DOC della vera, anzi, verace Pizza Napoletana!

Questo, semplicemente per dire che - ormai - dobbiamo stare alle direttive europee, ci piaccia o meno. E se facciamo i furbetti, la UE ci bacchetta: non ultimo, si veda il caso del prestito ponte per Alitalia. Ma anche per dire che - se adottiamo un provvedimento in linea con le direttive europee, peraltro già adottato in altri paesi europei, senza che nessuno abbia gridato allo scandalo, non mi pare il caso si debba saltare alla gola di chi lo propone, perché "me sta sui cojoni".

M
i riferisco alla cosiddetta tassa sul permesso di soggiorno (non argomento sui 10 mila euro richiesti per aprire una partita IVA, perché debbo ancora ragionarci sopra).

Intanto non viene ricordato che esiste già una "tassa", di circa 70 euro, che fa capo alla Bossi-Fini (2002) per il rilascio e/o rinnovo del permesso di soggiorno; né viene ricordato che il Governo Prodi, che aveva deciso di rivedere la norma (con un disegno di legge-delega a firma Ferrero e Amato), mai trasformarmato in Legge dello Stato per la fine della legislatura. Se la questione fosse stata tanto scandalosa, avrebbero potuto promulgare, magari solo per quei 70 euro, un decreto legge. Ma torniamo a bomba. Cioè all'Europa, che ci dice quel che possiamo, ma - soprattutto - quello che non possiamo fare.

H
o da poco imparato una lezione, impartitami da uno dei miei migliori nemici-amici, il quale afferma che è necessario prestar fede a una dichiarazione "...fino a prova contraria vera e valida...". Bene. Maroni - e ancora Mantovano, Cota, Bossi... - hanno affermato che, in moltissimi paesi europei, questa tassa esiste già. Io non ho letto, né trovato in rete, smentite al riguardo: ergo, debbo ...fino a prova contraria ritenerla vera e valida. "In Olanda c'è una tassa di 800 euro, e una tassa c'é anche in Gran Bretagna (600 euro, ndr), in Germania e in altri Paesi" (tra l'altro, qui). Non ho mai sentito nessuno che abbia alzato la voce, tantomeno la CEI, ma le esternazioni d'oltre Tevere sono per me come la palla magica: m'arimbarzano... E ancora. Quando vado in Croazia (Paese extra UE) l'estate, pago la tassa di soggiorno, circa 1 euro al giorno, che sono altro dall'affitto della stanza: si tratta di una somma che la mia ospite deve versare al proprio Comune. Se ci rimanessi 1 anno, pagherei 360 euro. Ma in quel periodo io utilizzo le loro strade, la loro acqua potabile, i loro cassonetti per la spazzatura; in breve, i loro servizi per i quali, i residenti, pagano. Perché non io?

I
nsomma, se noi italiani e cittadini d'Europa, non ci siamo scandalizzati per gli 800 euro chiesti dall'Olanda per i permessi di soggiorno in quel paese e se la stessa UE ha fatto "pippa", significa che si tratta di un provvedimento adottabile.
Si potrebbe chiedere il conforto, al proposito, dei pensionati al minimo INPS, che comunque pagano allo Stato i servizi dei quali fruiscono con le ritenute sulla pensione: chissà che non venga fuori un sondaggio dai risultati inaspettati, ma solo per chi vuol fare come le tre scimmiette, come quello recentemente pubblicato in Gran Bretagna.


venerdì 12 dicembre 2008

Arriva la "Robin-Bastian-Hood Tax":
statev'accuorte, non finisce qui!

Quand'ero ragazzina, mi sono creata un paese tutto mio: si chiamava... be'... diciamo che oggi il suo nome sarebbe "Governatorato di Bastianopoli".
Ero un dittatore, assommando in me tutte le cariche: Ministro degli Esteri (viaggiavo un casino!); Ministro degli Interni (mio fratello voleva giocare con me, ma l'ho messo subito in gattabuia e non so più dove ho buttato la chiave). Ma, da brava meticcia con sangue anche genovese nelle vene, quello che mi piaceva di più era il Ministero delle Palanche (dei soldi). In realtà ero ricchissima, per cui non avevo bisogno di tassare nessuno, ma ne spendevo - in opere socialmente utili - moltissimi: cinema, luna park, parchi gioco, giardini...

Visto come stanno andando le cose oggi, periodo in cui anche la mia ultra-spendacciona metà comincia a fare economia (il che è gravissimo!), ho deciso di rispolverare l'antica mia attitudine a maneggiar soldi, e farò tutto quello che non ho fatto allora: inizio a tassare a destra e a manca, e voglio proprio vedere cosa riesco a racimolare...

Prima di tutto parliamo di del limbo fiscale in cui naviga allegramente il mondo della pesca da diporto. "La situazione della nautica da diporto non è oggetto di indagini statistiche certe... Lo studio EURISPES/UCINA (1993) dichiarava la presenza di tre milioni di diportisti in Italia...": così inizia uno studio del Comune di Piombino (le sottolineature sono mie). Chi fa nautica e pesca da diporto, lo fa per hobby, per divertimento: dunque, da questo mare magnum sono esclusi coloro che pescano per professione con imbarcazioni destinate alla professione. Perché, dunque, i pescatori della domenica non cacciano un euro per il loro svago? Che magari un po' il mare lo inquina; che magari un po' toglie fauna ittica a chi con la pesca ci campa.

U
na volta si pagava la Tassa di Stazionamento, ma è stata abolita con la Legge 172 dell'8 luglio 2003. Perché? Eravamo troppo ricchi, o pensavamo di fare un piacere a della povera gente? Per quale cazzo di motivo mi fai pagare la tassa di possesso (il bollo) di una vecchia e scalcagnata Panda con cui vado al lavoro, e non la tassa di possesso della barca?
Bene, allora cominciamo a tassare da qui e per step: e iniziamo dalle imbarcazioni da diporto, che sono quelle di lunghezza superiore ai 7,5 metri se a motore o 10 metri se a vela, tenendo fuori - per ora - i natanti da diporto, di lunghezza inferiore.
Nel 2005 (3 anni fa!) risultavano iscritte nei Registri Nautici oltre 70.000 imbarcazioni tra i 10 e i 24 metri, che costano - come minimo - svariate decine di migliaia di euro: se da costoro mi facessi dare una stronzata, diciamo 120 euro l'anno, avrei un gruzzolo di ben 8.400.000 euro! Che fai, li butti? No, vero?

E parliamo anche della pesca da diporto
. Quando l'estate andiamo in vacanza in Croazia paghiamo il "permesso di pesca": per un mese sono 700 kune, circa 100 euro. Da uno studio della EFSA Italia, effettuato tra il maggio 2003 e il maggio 2004, sono stati rilevati 385.000 pescatori sportivi, cioè che non fanno i pescatori di mestiere, per le sole acque salate. Voglio essere buona e a loro chiedo 100 euro/anno per divertirsi e risparmiare sulla spesa (le spigole non di allevamento al mercato costano tra i 30/40 euro al chilo) ed ecco che m'imberto altri 38.500.000 di euriki!!
Anche perché non capisco il motivo per cui la pesca nelle acque interne sia soggetta ad una licenza regionale a pagamento, e quella in mare no.
Insomma, con questa monovrina ho intascato quasi 47 milioni di euro, non facendo male a nessuno. Che ci faccio? Li spalmo sulla tanto denigrata Social Card - che verrà assegnata a 1 milione e 300 mila italiani indigenti - che si ritroveranno altri 36 ulteriori euro a cranio: magari per permetter loro di fare il pranzo di Natale con il panettone, le noci e la cioccolata. E non finisce qui...

domenica 29 giugno 2008

Tempo di 8‰
La mia Nottingham Tax...

Tocca a tutti subìre questa ennesima imposizione di Stato: la devoluzione dell'8‰. Altro che Robin Hood Tax! È la tassa del maledetto sceriffo! Ma quest'anno, forse, riuscirò a gestirla cum grano salis. Ricapitoliamo la situazione.
Sia che si scelga di devolvere il proprio 8‰ alla chiesa cattolica, sia che non si scelga, una parte di questa non scelta va comunque a finire nelle casse d'oltre Tevere, e non voglio che nemmeno un centesimo di euro di mie tasse vada al Vaticano.
Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, qui c'è un esaustivo
post di Metilparaben.

Direte: dàllo allo Stato. No, perché comunque, lo Stato, una parte gliela devolverà lo stesso. Ci sono - è vero - molte Associazioni, ONLUS, Istituti di Ricerca cui potrei destinare l'obolo, come ho fatto negli anni scorsi. Ma sapete che c'è? Sono diventata diffidente: non sono più sicura che vengano impiegati esattamente per gli scopi dichiarati. Non sono più certa che abbiano le mani pulite.
Ma giusto ieri, mi è venuta in soccorso la dichiarazione di un rappresentante di un "gruppo" (e non vi dico chi è sino alla fine!), in cui parla del nuovo decreto sulle intercettazioni.
Direte ancora, che c'entra? Eccome se c'entra!


"Nelle pieghe del disegno di legge governativo in materia di intercettazione telefoniche approvato all'unanimità nel Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, vi è una norma che suona decisamente eccentrica rispetto all'impianto generale del provvedimento: all'articolo 12, comma 2 lettera C, infatti, si prevede che un magistrato che indaga su reati imputati a un religioso cattolico, debba informare il vescovo competente; qualora l'indagine riguardi un vescovo, il magistrato deve informare la Segreteria di Stato vaticana...
(omissis) ... Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha voluto sottolineare che questa norma non favorisce la Chiesa cattolica e potrà comunque essere applicata anche alle altre confessioni religiose che dispongano di un'intesa con lo Stato ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione e persino a quelle che potranno ottenerla in futuro...". Continua il rappresentante affermando che al suo gruppo "non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda...(omissis) ...Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse....
E ancora, roba dell'altro mondo!
"Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche".

L'alieno che parla è Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, e l'intero articolo lo trovate qui: mai sentito un esponente di una "chiesa" usare un linguaggio tanto piacevolmente "laico"! Non ho la più pallida idea del credo confessionale dei Valdesi, se non per quello che ho leggiucchiato qua e là. Ma non mi interessa: sono favorevoli all'eutanasia, e (ma sono extra terrestri??) hanno stabilito che la somma ottenuta dall'8
‰ non fosse utilizzata per fini di culto, non servisse cioè al mantenimento dei pastori e delle attività cultuali della chiesa, ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale e che una quota corrispondente al 30% dell'importo totale fosse riservata a progetti nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con organismi internazionali religiosi e laici.
Per quanto poco possa essere, il mio 8
‰ lo darò a loro.

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