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venerdì 12 dicembre 2008

Arriva la "Robin-Bastian-Hood Tax":
statev'accuorte, non finisce qui!

Quand'ero ragazzina, mi sono creata un paese tutto mio: si chiamava... be'... diciamo che oggi il suo nome sarebbe "Governatorato di Bastianopoli".
Ero un dittatore, assommando in me tutte le cariche: Ministro degli Esteri (viaggiavo un casino!); Ministro degli Interni (mio fratello voleva giocare con me, ma l'ho messo subito in gattabuia e non so più dove ho buttato la chiave). Ma, da brava meticcia con sangue anche genovese nelle vene, quello che mi piaceva di più era il Ministero delle Palanche (dei soldi). In realtà ero ricchissima, per cui non avevo bisogno di tassare nessuno, ma ne spendevo - in opere socialmente utili - moltissimi: cinema, luna park, parchi gioco, giardini...

Visto come stanno andando le cose oggi, periodo in cui anche la mia ultra-spendacciona metà comincia a fare economia (il che è gravissimo!), ho deciso di rispolverare l'antica mia attitudine a maneggiar soldi, e farò tutto quello che non ho fatto allora: inizio a tassare a destra e a manca, e voglio proprio vedere cosa riesco a racimolare...

Prima di tutto parliamo di del limbo fiscale in cui naviga allegramente il mondo della pesca da diporto. "La situazione della nautica da diporto non è oggetto di indagini statistiche certe... Lo studio EURISPES/UCINA (1993) dichiarava la presenza di tre milioni di diportisti in Italia...": così inizia uno studio del Comune di Piombino (le sottolineature sono mie). Chi fa nautica e pesca da diporto, lo fa per hobby, per divertimento: dunque, da questo mare magnum sono esclusi coloro che pescano per professione con imbarcazioni destinate alla professione. Perché, dunque, i pescatori della domenica non cacciano un euro per il loro svago? Che magari un po' il mare lo inquina; che magari un po' toglie fauna ittica a chi con la pesca ci campa.

U
na volta si pagava la Tassa di Stazionamento, ma è stata abolita con la Legge 172 dell'8 luglio 2003. Perché? Eravamo troppo ricchi, o pensavamo di fare un piacere a della povera gente? Per quale cazzo di motivo mi fai pagare la tassa di possesso (il bollo) di una vecchia e scalcagnata Panda con cui vado al lavoro, e non la tassa di possesso della barca?
Bene, allora cominciamo a tassare da qui e per step: e iniziamo dalle imbarcazioni da diporto, che sono quelle di lunghezza superiore ai 7,5 metri se a motore o 10 metri se a vela, tenendo fuori - per ora - i natanti da diporto, di lunghezza inferiore.
Nel 2005 (3 anni fa!) risultavano iscritte nei Registri Nautici oltre 70.000 imbarcazioni tra i 10 e i 24 metri, che costano - come minimo - svariate decine di migliaia di euro: se da costoro mi facessi dare una stronzata, diciamo 120 euro l'anno, avrei un gruzzolo di ben 8.400.000 euro! Che fai, li butti? No, vero?

E parliamo anche della pesca da diporto
. Quando l'estate andiamo in vacanza in Croazia paghiamo il "permesso di pesca": per un mese sono 700 kune, circa 100 euro. Da uno studio della EFSA Italia, effettuato tra il maggio 2003 e il maggio 2004, sono stati rilevati 385.000 pescatori sportivi, cioè che non fanno i pescatori di mestiere, per le sole acque salate. Voglio essere buona e a loro chiedo 100 euro/anno per divertirsi e risparmiare sulla spesa (le spigole non di allevamento al mercato costano tra i 30/40 euro al chilo) ed ecco che m'imberto altri 38.500.000 di euriki!!
Anche perché non capisco il motivo per cui la pesca nelle acque interne sia soggetta ad una licenza regionale a pagamento, e quella in mare no.
Insomma, con questa monovrina ho intascato quasi 47 milioni di euro, non facendo male a nessuno. Che ci faccio? Li spalmo sulla tanto denigrata Social Card - che verrà assegnata a 1 milione e 300 mila italiani indigenti - che si ritroveranno altri 36 ulteriori euro a cranio: magari per permetter loro di fare il pranzo di Natale con il panettone, le noci e la cioccolata. E non finisce qui...