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giovedì 21 gennaio 2010

Pubblicità: famo ai mezzi?

Siccome in questo periodo sono un po' distratta (arrugginita?), mica l'avevo capito quello spot! Quello della macchina con quella specie di scimmione cianotico para-umano col setto nasale rotto che sembra sia appena venuto fuori da un barattolo di talco Felce Azzurra: non vedevo il nesso tra l'automobile e l'alieno.

Poi ho capito (furrrrbaaaa!!!), stante il martellamento mediatico sull'uscita del film Avatar, che era una specie di
joint venture tra la casa automobilistica Mazda e la produzione cinematografica. Il claim (io sino a ieri lo chiamavo slogan: ma ho visto gli addetti ai lavori lo chiamano così, copio e ci faccio un figurone...), recitato da una voce che quella del padreterno che parla dal cespuglio in fiamme a Mosè gli fa una sega, è: "Due mondi affascinanti che non conoscono confini". 'Azzo Pe'!! Mi ci sono voluti quindi solo 14 passaggi in TV della pubblicità della Alfa Romeo Mi To con tanto di balletto, per afferrare al volo che si tratta della stessa pippa e si promuove anche il film "Nine": due spot al prezzo di uno.

A Roma si dice "fare ai mezzi", cioè dividere equamente le spese. Però il binomio auto-film mi sembra un po' tirato per la giacca: secondo me dovrebbe esserci un
trait d'union più immediato...
Ad esempio, lo spot di quella ragazza che... je rode la come-si-chiama e si fa le lavande con Tantum Rosa, potrebbe essere abbinata a quella della "Patasnella", perché sicuramente una patata irritata e che dà prurito si gonfierà pure: ma con le abluzioni... E si può mantenere pure lo slogan delle patate surgelate: "Se le provi, ti innnamori!"
Il ragazzino doppiato da una cretina, quello che vuole andare a cagare da Paolo (spot Glade), l'accoppierei - a caso - con una delle tante pubblicità delle donne pisciasotto (dai trent'anni in su? Ma dài...) che debbono mettersi pannolini e pannoloni per non bagnarsi le mutande. Niente claim, ma solo l'indirizzo di Paolo. Oppure ... oppure... gli accoppierei la prossima ventura pubblicità dell'8 per mille alla CEI. Lo slogan? Ovvio:

"Ma va a cagare!".

domenica 29 giugno 2008

Tempo di 8‰
La mia Nottingham Tax...

Tocca a tutti subìre questa ennesima imposizione di Stato: la devoluzione dell'8. Altro che Robin Hood Tax! È la tassa del maledetto sceriffo! Ma quest'anno, forse, riuscirò a gestirla cum grano salis. Ricapitoliamo la situazione.
Sia che si scelga di devolvere il proprio 8‰ alla chiesa cattolica, sia che non si scelga, una parte di questa non scelta va comunque a finire nelle casse d'oltre Tevere, e non voglio che nemmeno un centesimo di euro di mie tasse vada al Vaticano.
Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, qui c'è un esaustivo
post di Metilparaben.

Direte: dàllo allo Stato. No, perché comunque, lo Stato, una parte gliela devolverà lo stesso. Ci sono - è vero - molte Associazioni, ONLUS, Istituti di Ricerca cui potrei destinare l'obolo, come ho fatto negli anni scorsi. Ma sapete che c'è? Sono diventata diffidente: non sono più sicura che vengano impiegati esattamente per gli scopi dichiarati. Non sono più certa che abbiano le mani pulite.
Ma giusto ieri, mi è venuta in soccorso la dichiarazione di un rappresentante di un "gruppo" (e non vi dico chi è sino alla fine!), in cui parla del nuovo decreto sulle intercettazioni.
Direte ancora, che c'entra? Eccome se c'entra!


"Nelle pieghe del disegno di legge governativo in materia di intercettazione telefoniche approvato all'unanimità nel Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, vi è una norma che suona decisamente eccentrica rispetto all'impianto generale del provvedimento: all'articolo 12, comma 2 lettera C, infatti, si prevede che un magistrato che indaga su reati imputati a un religioso cattolico, debba informare il vescovo competente; qualora l'indagine riguardi un vescovo, il magistrato deve informare la Segreteria di Stato vaticana...
(omissis) ... Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha voluto sottolineare che questa norma non favorisce la Chiesa cattolica e potrà comunque essere applicata anche alle altre confessioni religiose che dispongano di un'intesa con lo Stato ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione e persino a quelle che potranno ottenerla in futuro...". Continua il rappresentante affermando che al suo gruppo "non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda...(omissis) ...Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse....
E ancora, roba dell'altro mondo!
"Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche".

L'alieno che parla è Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, e l'intero articolo lo trovate qui: mai sentito un esponente di una "chiesa" usare un linguaggio tanto piacevolmente "laico"! Non ho la più pallida idea del credo confessionale dei Valdesi, se non per quello che ho leggiucchiato qua e . Ma non mi interessa: sono favorevoli all'eutanasia, e (ma sono extra terrestri??) hanno stabilito che la somma ottenuta dall'8
non fosse utilizzata per fini di culto, non servisse cioè al mantenimento dei pastori e delle attività cultuali della chiesa, ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale e che una quota corrispondente al 30% dell'importo totale fosse riservata a progetti nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con organismi internazionali religiosi e laici.
Per quanto poco possa essere, il mio 8
‰ lo darò a loro.

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