Visualizzazione post con etichetta delazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta delazione. Mostra tutti i post

venerdì 6 febbraio 2009

Carta straccia

Non è un post in cui parlo del mio blog, ma non sapevo che altro titolo dare (clicca sull'immagine per ingrandire).


Aggiornamento delle 14:17

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto anti Eluana: è qui.

giovedì 8 maggio 2008

Agente 00 settete, agli ordini!

Qualche giorno fa, ancora con le idee poco chiare sul punto, rispondevo ad un bel post di Okappa relativo alla messa on line delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani. Laura, giustamente, sostiene che, chi non ha nulla da nascondere, non dovrebbe risentirsi della visibilità data ai propri introiti. Vero. Ma osservavo anche che il fastidio degli onesti poteva derivare anche da una sorta di pudore - comprensibile e umanamente condivisibile - di chi, pur non fruendo di redditi elevati, intende proporsi, apparire, sembrare più abbiente di quanto non sia in realtà: magari, affermavo, mangiando pane e cipolla per tutto il mese. E di questa opinione, su tale aspetto della vicenda, sono ancora oggi.

Per quanto riguarda, invece, il problema nel suo complesso, ammetto non ci sia nulla di scandaloso. Sicuramente non è bello e non è elegante. È come guardare da un buco della serratura, una sollecitazione al voyerismo fiscale. Tutto qui? No. Mi viene in soccorso una sentenza del TAR della Lombardia del 1981, riportata oggi da Punto Informatico, che testualmente recita:
"L'art. 69 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, che prevede il deposito degli elenchi dei contribuenti al fine di consentirne a chiunque la consultazione, non preclude altre forme di pubblicità idonee a perseguire lo scopo di pubblica utilità di una corretta informazione dei cittadini, conformemente ad una delle finalità della riforma del settore, che si prefiggeva, tra l'altro, una maggiore trasparenza del rapporto tributario attraverso controlli svolti anche mediante più ampie forme partecipative".

È l'ultimo capoverso il nocciolo della questione: dunque, uno dei fini della riforma è quello di svolgere controlli anche mediante "più ampie forme partecipative". Che tradotto in soldoni, ed abbandonato l'orrido linguaggio socio-sindacale (per il quale, se almeno una volta non usi la parola "partecipazione", sei sterco di cavallo) significa che l'Agenzia delle Entrate del tuo Comune si aspetta, ed auspica, che noi tutti ci si trasformi in finanzieri volontari, pronti a segnalare anomalìe nel tenore di vita del vicino antipatico. Come? Né il DPR né la sentenza lo spiegano.
Ma la risposta è ovvia: con la delazione.
Dunque, da fan di CSI suggerisco:
  • munitevi di guanti di lattice per non lasciare impronte digitali;
  • acquistate carta da lettera e busta dal cartolaio più lontano dalla vostra residenza;
  • scrivete la lettera dello spione con la sinistra, se siete destrorsi, e con la destra se siete mancini (le scienze grafologiche, oggi, fanno miracoli!);
  • non leccate il francobollo, ma inumiditelo con la spugnetta: il DNA, ragazzi, il DNA!
Ora, non vi resta che scaricare da E-Mule il file delle dichiarazioni del vostro comune (qui trovate tutte le istruzioni che vi occorrono) e... al lavoro, o Armata Visco-leone!

View blog reactions