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mercoledì 17 aprile 2013

Quelli che il joystick...

Alle semifinali delle quirinarie del 15 aprile - le seconde, perché delle prime non si ha notizia per colpa di quei fottuti hackeracci - erano stati scelti,  riportati in ordine alfabetico, così manco sappiamo quanti voti ciascuno di loro ha preso singolarmente (alla faccia della trasparenza):
  1. Bonino Emma, in politica dal 1976;
  2. Caselli Gian Carlo, magistrato, ma "contiguo" alla politica per taluni incarichi affidatigli;
  3. Fo Dario, Premio Nobel, indubitabilmente genio, ma politicamente schieratissimo (per esempio, Soccorso Rosso Militante);
  4. Gabanelli Milena Jole, giornalista di guerra e d'inchiesta;
  5. Imposimato Ferdinando, magistrato, avvocato e già parlamentare;
  6. Prodi Romano, politico italiano dal 1963;
  7. Rodotà Stefano, giurista, ha militato nel Partito Radicale, nel PCI, nella Sinistra Indipendente e nel Partito Democratico della Sinistra;
  8. Strada Luigi detto Gino, chirurgo, fondatore della OnG Emergency, che nella puntata del 13 aprile di "Che tempo che fa" da Fabio Fabio si è elegantemente chiamato fuori dalla mischia;
  9. Zagrebelsky Gustavo, giurista, già Presidente della Corte Costituzionale; e qui i criteri per le nomine.
Durante la finalissima del voto on line (dalle 11 alle 21 del 15 aprile stesso) e a "seggi informatici" ancora aperti, il guru Casaleggio - intervenendo ad un convegno a Torino - dice la sua: "Il presidente della Repubblica deve essere super partes, possibilmente non politico e che rappresenti tutti gli italiani".

Me li vedo, i cinquestelluti alle prese con il PC - magari in gruppo - e l'elenco dei candidadibili! "Cazzo! Il maestro ha detto che non deve essere un politico... e tu stai votando per quello là! E non guardare, stronzo!!!" Magari a fare conchiglietta con la mano, come si faceva con il compagno di banco copione.

Incredibile dictu! Ha vinto la Gabanelli, che - se vogliamo - è la meno politicamente schierata tra i magnifici nove. Ma chissà come mai... Ora che il "libero voto da libero pensiero" è stato espresso, suggerisco ai guru di controllare le batterie dei joystick con i quali hanno guidato i loro pacmen&women: dopo tanta attività saranno scariche.

mercoledì 12 marzo 2008

Filippo Facci: resipiscenza?

Mettetela come vi pare, ma a me questi due ... me piaceno! Quello in basso, in primo piano, con la tunica, è Macchianera, un personaggio dei fumetti di Topolino: da piccoli - prima di passare all'Intrepido, giudicato un po' troppo forte, o a Nembo Kid (chi era? ma era Superman, prima che gli pigliasse l'esterofilia pure a lui!) - il giornalino era un appuntamento settimanale fisso. E quando, raramente, usciva qualche storia con Macchianera, io ero strafelice: già da allora davo evidenti segnali di morbosa predisposizione al crimine, e a quanto ad esso legato. Una volta, per punirmi per una marachella commessa, mia madre mi vietò di vedere Perry Mason dopo Carosello: ho pianto tutta la notte. E non avevo 10 anni! Ma torniamo a noi. Macchianera era un criminale, anzi, Il Criminale delle strip di Topolino: intelligente, astuto, tenebroso. Certo, alla fine, Topolino lo sconfiggeva: ma il suo fascino perverso era indubbio.
L'altro tipo, il biondaccio (che mi ricorda vagamente Robert Redford ai tempi de "I tre giorni del Condor"), è Filippo Facci. Spesso è ospite in talk-show politici e sul suo "sottopancia" (che ho recentemente appreso essere la "didascalia" televisiva, quella che ci dice nome, cognome, professione e appartenenza di chi interviene in quel momento), appariva "Filippo Facci, giornalista, Mediaset". Ergo, in un certo qual senso, avrebbe dovuto essere la voce del padrone. Però... c'è un però...
I suoi interventi mi sembravano essere sempre piuttosto legati al buon senso, piuttosto che agli ordini di scuderia; e più di una volta ho pensato a come facesse a conservarsi il posto, a meno di non essere proprio una mente libera del che - lo confesso - ho più volte dubitato. E invece stamattina, sulla prima pagina de "Il Riformista" (stiamo dunque parlando di un quotidiano della Margherita...), trovo un suo editoriale (così lo definiscono nella home page, ma si tratta in realtà una lettera al Direttore), dal titolo ch'è tutto un programma: "Che schifo. E adesso come li voto?". Qui ci sono poche righe, ma ci trovo amarezza, sana critica (e forse autocritica). Senso della verità e del distacco.
Be', il biondaccio mi piace ancora di più.

Domanderete: ma che c'azzecca, Macchianera? È il titolo di un blog a più mani su cui è possibile trovare per intero l'articolo. Lo inserirò tra quelli che visito usualmente per monitorarlo, come si dice oggi: hai visto mai che venga fuori un'accoppiata vincente, Facci-Macchianera?