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lunedì 4 novembre 2013

Psicoanalisi estetica...
in politica!

Va bene: Matteo Renzi - ai duri e puri, ma anche ad altri - non piace. Va bene: è più che giusto che i detrattori lo critichino per le sue (non)posizioni, (non)idee, (non) proposte.  Ma - come si dice a Roma - attaccasse ar fumo de la pippa - è davvero ridicolo: vuol dire che non si hanno altri argomenti.

E sulla Leopolda - ar fumo de la pippa - ci si sono attaccati veramente in troppi!
Qualche giorno fa (forse Bellasio, ma non vorrei sbagliare...) su La7 ha dato il meglio di sè ammorbando gli spettatori con una sorta di diagnosi "psicoanalitica" dell'estetica renziana.
Ha cominciato da la Vespa e dalla bicicletta di Bartali, poi è passato al Renzi in maniche di camicia (il bravo ragazzo della porta accanto) per chiudere con una fine dissertazione sulla scelta del microfono da "crooner", stile Frank Sinatra: "è evidentemente tutto - questo il succo della sua analisi - destinato a catturare l'elettorato over 50".

Col microfono, cazzo?
Che io rammenti, ai tempi dei tempi, nessuno ha mai criticato il "vezzo" di Bertinotti di indossare giacca di tweed e cravatta dell stesso tessuto! Molto dandy, non c'è che dire, ma non ci vedevo nessun recondito messaggio.
Il fine psico-dicitore dovrebbe comunque sapere che il vintage (giacché tale era il microfonone della Leopolda) è tornato di moda: nei giorni scosi ho ricevuto una mail da Maison du Monde (una grande catena di oggettistica) che annuncia il ritorno dei giocattoli rétro e dell'oggettistica anni '50 che piace anche ai grandi.

Quindi, caro (credo) Bellasio, è stata una scelta "moderna", à la page quella che hanno fatto gli organizzatori: e dunque destinata a chi segue le tendenze, la moda, e sa cosa è trend e cosa non lo è. In poche parole, i giovani.
E non certo qualche brizzolato/a simpatizzante renziano. Come la sottoscritta.