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martedì 2 dicembre 2008

Sono nata con la camicia!

Il livello del liquame in cui sono immersa in questo periodo (vedi post precedente) si è abbassato di un nano-millimetro... si potrà dire "nano-millimetro"? Con tutti 'sti nani, non ci capisco più niente... Insomma, domenica sera - dopo altre 14 ore ininterrotte davanti al Mac a correr dietro a stronzate fragorose del "committente" (per la serie "attacca o' ciuccio addo' vo' 'o padrone..."), e dopo una pizza mangiucchiata distrattamente - la mia metà deflagra: "Non resisto più! Ti ho fatto una sorpresa! Quando la vuoi?". Capirai! Come domandare ad un assetato nel deserto: "Desidera qualcosa da bere?" La voglio subito, la mia sorpresa!
Ed eccola qua...
Ho urlato subito: "Questo la devo proprio raccontare ai ragazzi!", che poi siete voi... manco foste parenti... bah, che strano 'sto web...
A distanza di circa 10 anni dalla prima volta, mio marito - Valter (con la "V", quindi non chiamatelo Uòlter...) mi ha regalato nuovamente il Calendario dell'Avvento che sarà forse un'usanza poco laica, ma cazzo! 24 regaletti dal 1° al 24 dicembre!) costruito con le sue manine sante: ha fatto la scatola in legno con le 24 caselle, l'ha foderata e ricoperta; e ha scelto uno ad uno per me i regalini da infilare dentro! Ieri ho bucato il 1° dicembre e ci ho trovato un timer a forma di pomodoro e oggi - 2 dicembre - un Lindor al caffè, un mini-accendino BIC, giusto per il mio porta-accendino e una giocata da 1 euro al SuperEnalotto...

E ora, scusatemi se parlo d'amore. Non abbiamo figli, ma ci amiamo molto, siamo grandi amici e ci viziamo a vicenda. La mattina (lui deve uscire di casa alle 6) io metto la sveglia alle 5: gli preparo il cappuccino e, insieme al plum-cake, glielo porto a letto. Traccheggia ancora un po', si accoccola, si nasconde sotto il piumone: ma quando gli ricordo che, se fa "cola" (colazione... continuiamo a parlare in stenografia, come ragazzini deficienti...) poi può poltrire ancora un po', con la bocca buona di cappuccino, si convince. Si tira su, con i capelli arruffati sulla nuca, si incoccona in due-secondi-due, e poi di nuovo in immersione. Quando finalmente si alza e va in bagno a farsi la doccia, io gli preparo sul letto i vestiti da indossare: calzini (lunghi, mi raccomando! e in tinta con la cravatta), pantaloni, camicia, giacca, cintura e scarpe che facciano pendant. Quando è uscito dalla doccia, mentre si fa la barba io gli asciugo i capelli e, ogni tanto, gli pizzico il sedere... Una volta vestito passa in cucina dove gli ho preparato il suo Danacol (quello per il colesterolo, ma poi magari si spara parmigiano e salame, il porco!) e alle 6 in punto esce. Io lo vizio così: lo vizio anche perché gliele dò tutte vinte. Magari il sabato e la domenica va a pesca e non lo obbligo a rientrare per il pranzo: paracula che sono! Lui è contento, e pure io che non cucino e mi sparo FoxCrime mentre sono alle prese con gli amici bloggers.

D
urante questi giorni di panico da lavoro anche lui - calendario a parte - mi ha viziato. È andato a fare la spesa (che fa molto meglio di me: io spendo 50 euro e ci mangiamo 3 giorni, mentre, con la stessa cifra lui riesce a fare anche le scorte!), mi ha cucinato manicaretti veri. Visto il tempo inclemente, non potendo andare in barca, si è infilato in qualche Iper Centro Commerciale (che io odio! e dal quale non esce mai a mani vuote. Credo che - al momento - abbia collezionato 7-8 tute "da casa" come le chiama lui, almeno 5 paia di scarpe adeguate: quelle fagottose, sapete? che non so neanche come si chiamino adesso. Per me rimangono "le scarpe da ginnastica"...).
Ma 'stavolta anch'io ho rimediato qualcosa: da Decatlon, in offerta a 10 euriki cadauno, ha trovato dei
pile fighi, aderenti e caldissimi e me ne ha comprati quattro!

Quando l'altra sera gli ho chiesto come mai, dopo tanti anni, avesse deciso di regalarmi di nuovo il calendario, mi ha risposto a mezza bocca. Il che significava che era sul punto di dire un cosa che a me andava di sentire, ma che lui trovava difficoltoso esternare senza provare imbarazzo! "Perché so che ti piace. E perché te lo meriti...", ha replicato. Lui si scoccia quando io gli chiedo di dirmi più spesso "ti amo, amore mio, non-vivo-senza-te..." e sdolcinatezze simili. Ma credo che quella frasetta voglia dire tutto questo. E forse anche di più. Non credete?