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domenica 4 gennaio 2009

Voglio il Nobel per la gastrofisica!

Premessa: ho fatto la spesa per il "cenone" (6 persone) tra il 30 e il 31 dicembre, con il menù convenuto ben stampato nella mente e comunque trascritto su 2 foglietti diversi: uno infilato nella tasca del giaccone e l'altro nel portafoglio. Tanto lo so che, uno dei due, lo ritroverò, forse, a Carnevale...
Impegno massimo nel dosaggio degli alimenti da acquistare, cazzo! Quest'anno non voglio che rimanga niente da dover riciclare il giorno dopo!


31 dicembre
Torno dalla spesa e mi tolgo il giaccone, quello rosso, comodo, con i bottoni grandi e lo sbatto da qualche parte. E ora, indossato il mio grembiule da cucina con la scritta "Forza... squadra del cuore..." (non ve lo dirò MAI!), mi metto di buzzo buono ai fornelli e parto! Agnolottoni - con il ripieno solo di parmigiano - in brodo di carne: metto su il muscolo di manzo con la carota, il sedano e la cipolla; metto su il cotechino con le lenticchie (inevitabile); broccolo romanesco ripassato in padella; stendo uno dei 2 rotoli di pasta sfoglia per fare lo strudel (chissà quando mai userò l'altro!) e comincio a tagliare le mele... Poi i formaggi, il salame, i dolci, il torrone, la frutta secca... hai voglia a mangiare!

1 gennaio
Entro in cucina un po' ... un bel po'... rinco: la maxi pentola con il brodo e gli agnolotti è ancora piena a metà. Un broccolo e mezzo occhieggia dal piatto di portata. Le lenticchie col cotechino mi fanno ancora ciao-ciao dalla Lagostina... Merda! Ma quanta roba è rimasta? Non c'è problema: oggi si mangiano "gli avanzi". Tolgo dal brodo gli agnolottoni (fatti in casa e ancora al dente); rapido sugo pomodoro e basilico per condirli; recupero dal freezer l'altro rotolo di pasta sfoglia e lo faccio scongelare. Agguanto quella faccia di cavolo del cavolo (il broccolo) e lo amalgamo con i formaggi rimasti e una confezione di mascarpone; aggiungo parmigiano e un uovo. Col composto una strafiga torta salata e passa la paura! Tanto, c'è ancora il cotechino con le lenticchie! Poi i formaggi, il salame, i dolci, il torrone, la frutta secca... hai voglia a mangiare!

2 gennaio
Tanto lo sapevo che perdevo: a saltacavallo, a trentuno, a perlina (qualcuno lo chiama anche "birillo"). Tutti a dire quella cazzata mostruosa del "fortunato in amor non giochi a carte". Ma io ho SEMPRE perso a carte, anche quando era la più cornificata del rione; anche quando il mio "lui" lo sapevo solo io che era "mio", e "lui" non mi si cagava di pezza! Vabbe', ora sono fortunata, ma un po' di culo anche a carte, tanto per ristabilire un sano equilibrio no, eh? La cucina è un campo di battaglia: odio "fare la cucina" dopo mangiato. Ma la mattina è tosta, cazzo! Bere il caffè in compagnia della Lagostina con le lenticchie dentro - sì, sono ancora lì, le porche! e due fette di cotechino disegnano uno smile tra una carota e una salsiccetta... - non è il massimo. Comunque, sursum corda: che si fa oggi? Salami e formaggi per antipasto. Finiremo anche la torta salata. Ma lì... che c'è lì dentro? Il terrore mi attanaglia lo stomaco mentre sollevo il coperchio: merda-di-una-merda-di-una-merda!! Il bollito con cui ho fatto il brodo! È ancora tutto lì, il bastardo! Me ne ero completamente dimenticata! Acchiappo il tritatutto: per "frullare" il lesso ci metto 2 ore. Purè "Pfanni" istantantaneo, 2 uova, aglio e prezzemolo: amalgamo con la carne che ho macinato e faccio le polpette, infarinate e fritte. Tanto, c'è ancora il cotechino con le lenticchie! Poi i formaggi, il salame, i dolci, il torrone, la frutta secca... hai voglia a mangiare!

3 gennaio
In cucina c'è ancora odore di fritto: nonostante abbia lasciato le finestre aperte tutta la notte, l'odore c'è ancora. In compenso, ci sono anche stalattiti e stalagmiti: nel freddo cagato mi faccio il caffè, mi annuso (anche io puzzo di fritto!) e mi guardo in giro. Delle 46 polpette ne sono rimaste altre fottute 16! Le lenticchie ora sono cieche, nel senso che non ci sono più gli occhi-fette-di-cotechino: ma loro, le lenticchiacce, ci sono ancora: credo abbiano figliato nella notte. Ok, non facciamoci prendere dal panico, la calma è dei forti; "e dietro i forti ci pisciano i militari" (ricordo di umorismo da caserma di mio padre, militare...). A-ri-sugo: questa volta con il soffritto solo di aglio, un'idea di rismarino e alloro, e ci immergo le polpette. Per primo piatto - manco a dirlo - una sana minestra di legumi: lenticchie - manco a dirlo! E l'ho sfangata pure questa volta. Ma quanta roba ho comprato? Cerco la nota della spesa: quella archiviata nel portafoglio non la trovo. Ma non trovo neanche il giaccone, quello rosso con i bottoni grandi... I bottoni grandi??? Mi avvicino come un marine in un campo d'addestramento alla pirofila con le polpette al sugo e alzo il coperchio: uno smile guercio mi sorride anche da là. Ma non è una polpetta, il suo unico occhio: è il bottone del mio giaccone preferito, cazzo! Forse - nel recycling - 'sta volta ho esagerato! Per mandar giù il groppo che mi chiude la gola, quasi quasi mangio qualcosa. Tanto ci sono ancora i formaggi, il salame, i dolci, il torrone, la frutta secca...