venerdì 23 maggio 2008

E ora, sputatemi in un occhio...

Preciso che non ho votato la coalizione che ha poi espresso questo governo. Chiarisco anche, però, che mi sono sempre rapportata - nei confronti di ogni governo - non come elettore, ma come semplice cittadino: nel senso che, qualunque fosse la formazione al potere, ho cercato di mantenere nei suoi confronti un spirito critico, che prescindesse dal fatto che l'avessi votata o meno. Lo stesso farò con questa: l'aspetto alla prova dei fatti.

D
iscetterò dunque di mutui, partendo da una esperienza personale. Nel lontano 1994 io e mio marito abbiamo acquistato la casa (in cui ancora abitiamo) facendoci carico del mutuo che su di essa gravava: era in ECU: una "divisa" virtuale, progenitrice dell'euro, che allegramente fluttuava a seconda dell'andamento del mercato.
Al momento dell'acquisto, la rata avrebbe dovuto essere - orientativamente - di circa 9 milioni a semestre (avevamo ancora le lire). In ogni caso, una bella sommetta.
La faccio breve. Nel giro di 2-3 anni, grazie alle fluttuazioni dell'ECU, la rata semestrale è arrivata a sfiorare i 14 milioni: assolutamente impraticabile! Siamo dunque andati in banca ed abbiamo rinegoziato il mutuo: da ECU a lire, da tasso variabile a fisso. È vero che il pagamento del mutuo in ECU sarebbe finito nel 2004 e quello attuale (rinegoziato e prolungato nel tempo) mi scadrà nel 2012, ma se IO ho fatto la cazzata di assumermene l'onere, con chi debbo prendermela?

Questo per dire che, nella recente proposta governativa di rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, non ci trovo nulla di scandaloso. In primis perché, se i mutuatari sono così "strozzati" da non riuscire a far fronte all'impegno, potrebbero sempre, senza bisogno di alcun intervento dello Stato, rinegoziarlo a tasso fisso (e questa, mi sembra un'informazione latitante sulla grande stampa...). Se però continuano a preferirlo a tasso variabile, questa è una loro personale scelta.
C'è inoltre da dire che la proposta del governo è tutt'altro che innovativa: nel lontano aprile 1995, il "governo tecnico" di Lamberto Dini ne fece una praticamente identica per i famigerati mutui in ECU, senza che suscitasse tutta questa levata di scudi.

S
arà per la mia formazione liberale (non liberista, attenzione!) il motivo per il quale non voglio, nel bene e nel male, troppa ingerenza dello Stato nella mia sfera personale. E sarà forse anche quella formazione che mi porta ad assumere personalmente le responsabilità delle decisioni che ho preso autonomamente, senza che nessuno mi puntasse un revolver alla tempia.

E
non mi si venga a raccontare la storia della "mancanza di trasparenza" delle informazioni che vengono date dalle banche in questo caso. Qui si decide "a pelle": voglio "provarci"? voglio "azzardare" e fare il fico, sperando di fregare il mercato dei mutui, e sperare di pagare domani una rata più bassa di quella che pago oggi? Bene. Scelta tua, ergo problemi tuoi. Oppure: non mi piace la roulette, non gioco al Bingo e neanche a 7 e mezzo a Natale, e voglio pagare sempre la stessa rata, qualsiasi cosa accada ad Hong Kong o al Nasdaq. Perfetto: scelta mia. Tranquillità mia.
Ognuno è faber fortunae suae, artefice del proprio destino.
Non amo auto-assolvermi dalle mie cappellate esclamando, sempre e comunque, "piove, governo ladro!"

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6 commenti:

Bleek ha detto...

Effettivamente ad una prima occhiata le due proposte sembrano decisamente simili.
Bisognerebbe addentrarsi maggiormente nei cavilli tecnici e nelle disposizioni europee per riuscire ad avere un confronto reale tra le due proposte.

Un dato è counque certo, comunque vadano le cose, l'unico a tirarsi fuori la pelle è l'ABI.

Un saluto...

Bastian Cuntrari ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Bastian Cuntrari ha detto...

Caro Bleek, è vero: chi, comunque vadano le cose, NON ci rimette, sono le banche.

Quello che mi dà fastidio è che si cerchino sempre e comunque aiuti "àlteri" anche per scelte libere che abbiamo fatto in autonomia e senza alcuna imposizione.

Ripeto: coloro per i quali il mutuo a tasso variabile è diventato troppo oneroso, possono rinegoziarlo a tasso fisso (come abbiamo fatto noi) ovviamente allungandone la durata.

A Roma si dice che non si può sempre avere sempre la botte piena, la moglie ubriaca e l'uva giù pe' ll'orto...
Ti abbraccio.

Fabio ha detto...

mia cara, non ti sputerei mai in un occhio, al massimo in entrambi ... vuoi mettere la soddisfazione.
Sono d'accordo con te sul ragionamento del poco decisionismo che impera nel popolo; quello che non mi va giù è che questo provvedimento è stato sbandierato come "un risparmio pari a circa 850 euro all'anno per oltre un milione di famiglie". L'accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunche', ma pagheranno di meno ogni mese per più mesi, con il risultato finale di ulteriori interessi!

Ti abbraccio forte e ti mando pure un bacio.

Bastian Cuntrari ha detto...

Giusto Fabio.
Ho glissato sulla menata (perché tale è) del risparmio di 850 euro annui.

Se fai un acquisto del cavolo e te ne penti, non puoi pretendere che il commerciante (perché le banche sono, comunque, botteghe, e rispondono solo alla logica dell'utile, come ogni bottega che si rispetti), venendoti incontro, ti faccia pure risparmiare!

Ti può al massimo aiutare a metterci una pezza, il bottegaio, pur continuando a guadagnarci.

Io, che oggi mi sento una signora, ti abbraccio e ti mando il bacetto: lo sputazzo lo rinvio a quando mi sentirò più "macha"...

Fabio ha detto...

sai che ti dico: "Hai fatto bene a glissare". Come già ti ho detto, quasi quasi smetto di farmi il sangue amaro e mi do al decoupage.
Lo sputazzo conservalo, mi può servire per il mio nuovo hobby, non ho ancora capito come attaccare le decorazione ai vasetti.