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giovedì 30 aprile 2009

Plaza de Toros... de' noantri

Mi sembra che gli elementi ci siano tutti. L'arena, in cui ci si scontra sino alla morte per la vittoria di uno dei due contendenti.
Il pubblico festante e inebriato dall'odore del sangue e della polvere.
El matador (il mattatore) sempre in primo piano, che polarizza su di sè l'attenzione.
Il toro, vittima designata, ma determinato a vendere cara la pelle... o le corna, o la coda.
O quel che sia. Ma anche icona di forza (non si dice forse "forte come un toro"?) e simbolo del tradimento: il "cornuto".
E poi c'è anche lei, la Veronica. Che è un'elegante figura, nella corrida, in cui il matador fa volteggiare la muleta di fronte al toro per aizzarlo.


L'abbiamo anche noi, dunque, questa Plaza de Toros in sedicesimo. Nell'arena politica il mattatore - onnipresente, onnipotente, onnisciente, onni... - adorato dalle folle, si appresta a compiere l'altra ardua impresa e ... succede un casino! I ruoli si confondono, i personaggi si scambiano i copioni e le figure assumono aspetti umani. La Veronica diventa una donna ancora bella che condivide l'ignominia delle corna con il toro, e fa comunella con lui, mettendo in piazza i panni sporchi dell'eroe per caso, sognando di poterlo infilzare con una di quelle banderilla che le hanno straziato il cuore.


Sto dalla parte di Veronica. Non mi interessa sia stata, in passato, un'attricetta da poco. Ora la considero solo una moglie ferita.
E non mi importa che qualcuno dica che i panni sporchi si lavano a casa, perché non è elegante esporli al pubblico. Uno dei più amati presidenti americani, Franklin Delano Roosevelt, non dormiva nello stesso letto con sua moglie Eleonor: alla Casa Bianca il Presidente aveva la sua amante (la segretaria) e la
First Lady pure. Una giornalista, Lorena Hickok, spesso alloggiata in una delle tante camere degli ospiti. Francois Mitterand aveva una doppia vita: a 45 anni si innamora di una ragazzina di 18 che gli darà anche una figlia. Madame Mitterand sapeva e faceva pippa. Così come Jaqueline Kennedy per le tante scappatelle di John.
Ma erano anche altri tempi: quelli di "occhio non vede, cuore non duole". Quelli della moglie "angelo del focolare" e altre amenità (leggi: cazzate) del genere.


I panni sporchi del matador noi li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Figurarsi lei! E ora si è rotta le palle: come moglie, in primis, e poi come donna. E le dò ragione. Sono sicura che tra le quattro... be', facciamo centododici... mura della loro casetta gliel'avrà detto mille volte: "Silviolo, non tirare troppo la corda..."! L'ha tirata, perché lui fa sempre il cazzo che gli pare, e lei non c'ha visto più. La storia del
papy deve essere stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non si è comportata da signora, la Veronica? E 'sti cazzi!! Se mio marito avesse fatto a me una cosa simile, da mo' che piscerebbe come i bambolotti - dal buchetto - perché l'affare cinese già gliel'avrei tagliato. E aggiungo: ci ha fatto un gran favore.
Un po' di veline, a Bruxelles, ci saranno rispiarmiate. Non è molto, ma gutta cavat lapidem. Potrebbe essere l'inizio della fine: chi candiderà - adesso - se cervelli non ne ha a disposizione, e poppe e culi sono diventati verboten??