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giovedì 30 maggio 2013

Campidoglio al ballottaggio: mission impossible?
Gianni dei miracoli

Probabilmente Alemanno sa che ci vuole giusto un miracolo per recuperare i 12 punti che lo separano dall'avversario Ignazio Marino nella corsa al Campidoglio. Niente di più facile, a Roma, all'ombra "der cuppolone"! Manco ha fatto in tempo a esprimere il desidero che - tiè! beccate questa - il miracolo è avvenuto!

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Sento dire da molti - dopo l'elezione di Francesco al soglio pontificio - che "ora la chiesa cambierà e ci sarà finalmente aria nuova". Una sega! Stanno mobilitando - come nella mai morta prima repubblica - "bacherozzi e pinguine" (per i non romani: preti e monache) per difendere e salvare la città eterna dal diavolaccio laico: "Le parrocchie, i sacerdoti e persino le suore sono chiamate a svolgere un ruolo di protezione".

E non solo a Roma. Qui sotto - ridimensionata - la prima pagina di "Avvenire" di oggi: la chiamano "la svolta pro-famiglia" e arriva dal cattolicissimo veneto leghista. Prepariamoci a tempi duri. Anzi, durissimi.

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lunedì 6 ottobre 2008

Vi racconto di un altro lodo...

Non è una favola: di solito le favole finiscono bene. Questa è solo un'altra orribile storia che vi prego di leggere sino in fondo.
C'era una volta un Re, di un piccolo ma potentissimo reame, che si accorse di avere parecchi problemi con i propri Ambasciatori, sparsi un po' per tutto il mondo: alcuni di costoro - nonostante si professassero buone persone - erano in realtà perfidi assassini. Da ogni dove giungevano al Re, da tutti ritenuto Buono e Sapiente, richieste di Sceriffi che erano intenzionati a punire i malvagi. Tanto più che, spesso, le notizie dei loro delitti provenivano agli Uomini della Legge da parte di altri Ambasciatori Buoni. Che fare, si domandò il Re? Ebbe un'idea luminosa. Chiese al proprio Fido Scrivano di mandare messaggeri per ogni dove con una lettera segreta che conteneva un ordine perentorio: nessun Ambasciatore Buono, tassativamente, avrebbe potuto mai più denunciare agli sceriffi i delitti degli Ambasciatori Cattivi. Se ci fosse stata qualche rimostranza da fare, la si facesse - in gran segreto - solo al Fido Scrivano. E così fecero tutti.

Ma uno sceriffo, più determinato di altri, scoprì la lettera segreta! "Ma guarda un po'!" si disse, "Questo Fido Scrivano sta coprendo degli assassini! Ora andrò dal Saggio Magistrato e gli chiederò di arrestarlo!"
. Il Saggio Magistrato, venuto a conoscenza di questa vergogna, mandò il Capo degli Armigeri, fiero soldato, ad arrestare il Fido Scrivano, con l'accusa di aver impedito che giustizia venisse fatta. Ma il Fiero Soldato se ne tornò dal lungo viaggio a mani vuote. "Cos'è accaduto, Capo degli Armigeri?", chiese arrabbiato il Saggio Magistrato. "È accaduto, Eccellenza, che il vecchio sovrano, quello ritenuto "Buono e Sapiente", è morto. Ora è stato eletto Re il Fido Scrivano. E come Voi sapete, o mio Signore, noi non possiamo arrestare un Re!". Il Saggio Magistrato non potè far altro che assentire: ma quella notte durò a prender sonno, perché nessuno riuscì a togliergli dalla mente che il Fido Scrivano fosse stato eletto solo per evitargli i ceppi...

U
na storia incredibile, direte voi. Davvero? Sentite qui.



Questa vicenda è già stata segnalata da Indiano: mi unisco al suo sdegno e chiedo a tutti un doveroso passa-parola.
Non farlo, ragazzi, sarebbe un comportamento omertoso: tanto quanto il loro.

venerdì 6 giugno 2008

Di preti "diversi" e altre storie

Mi trovo spesso "tra quei che son sospesi": un po' di qua e un po' di là. Non sono sempre e comunque schierata: né per ragioni politiche né per altri motivi. Forse è un'eredità genetica di mia madre che, ripetendomi il banale "non puoi fare di tutta l'erba un fascio", mi ha lasciato molto più di quanto queste trite, abusate, ma vere parole sembrino significare. Motivo per cui non mi basta che un tipo indossi una tonaca nera con collarino, nonostante la mia ferrea laicità e il mio ateismo agnostico, per metterlo all'indice. Sarà il mio pensare libero (o liberale), sarà il mio ottimismo: o, come mi ha detto poco fa Riccardo, un amico di blog, sarà che ho mantenuto "il cuore a colori". Non sono tutti uguali, i preti e le suore. Madre Teresa di Calcutta, Don Pino Puglisi, Don Giuseppe Diana, Don Ciotti.
E (don) Alessandro Pasquinelli.

V
edete? Non c'è nessun link per il suo nome: nessuno, o pochi, sanno chi sia, cosa abbia fatto: o cosa abbia sopportato. Ma me ne informa il mio amico Max che mi manda un link per e-mail sulla vicenda di questo ex-sacerdote, sacrificato sull'altare dei più bassi interessi di bottega con l'arma più schifosa e subdola che possa immaginarsi: la calunnia. Che è accusare qualcuno di un reato, sapendolo innocente (art. 368 C.P.). E accusare un (ora ex) sacerdote di pedofilìa, è quanto di più ignominioso possa immaginarsi. Riassumo brevemente la vicenda, dirottandovi poi per l'approfondimento.

Don Alessandro era il parroco di Monsumanno Terme, nel pistoiese, e prese talmente sul serio la propria missione, da ritenere che "essere pastore del proprio gregge" non significasse solo scorrere i grani del rosario o elevare litanìe al cielo. Pensava, assurdo!, che significasse soprattutto cercare di risolvere i problemi dei propri parrocchiani. Mise su una casa-famiglia per bimbi in difficoltà. E andava tanto bene, la casa-famiglia (con il placet del Tribunale dei Minori e della ASL), che poco dopo creò anche una casa di accoglienza per le mamme. Il problema era che la faccenda andava "troppo bene"! Perché, si pensò ai piani alti, non gestirla direttamente, in maniera più manageriale?
E la carità? E la misericordia? Concetti sorpassati...

M
a come fare, se Don Alessandro si portava talmente bene da non trovare il modo di rimuoverlo? Idea geniale! Cuciamogli addosso l'etichetta del pedofìlo! E così è stato. Questo accadeva nel 2002, 6 anni fa. Sei anni di calvario e di calunnie. E di imbrogli e di frodi: anche da parte di un avvocato, cui il sacerdote si era rivolto per la difendersi dall'avviso di garanzia, puntualmente arrivato. Costui gli fece firmare un foglio in bianco ("è per la delega... la solita burocrazia...") e invece lo utilizzò per avanzare richiesta di patteggiamento della pena (casualmente, fortemente voluta dai vertici della curia, ma sempre fermamente respinta da Don Alessandro, che quel processo voleva).

L
'intera storia è qui, in una ficcante Lettera Aperta al vescovo di Pescia, scritta da Vania Lucia Gaito che, per inciso, è la giovane psicologa della comunicazione che ha tradotto e sottotitolato il deflagrante servizio della BBC "Sex Crimes and Vatican", sugli orrori e l'omertà che circonda la pedofilìa (quella vera, non quella inventata) nei circoli ecclesiastici, trasmesso lo scorso anno: per chi volesse, qui c'è la prima parte del video e qui la seconda.
Da "La Nazione" apprendo che Don Alessandro (per la cronoca: ha lasciato il sacerdozio, si è sposato ed ha un bambino) ha chiesto la revisione del processo che avrebbe patteggiato...
Speriamo in un po' di giustizia.

Chiudo con un video. Di primo acchitto sembrerebbe entrarci poco, con il post. Ma se avrete la pazienza di guardarlo sino alla fine, troverete molti dei nomi che ho fatto in apertura: sacerdoti che hanno lottato contro la mafia (che è prevaricazione, prepotenza, sopruso) e sono stati uccisi; e sacerdoti che ancora sono sul campo. Non è detto che un mafioso debba avere per forza, in testa, una coppola: c'è chi usa il cilindro, il borsalino, lo zucchetto, la papalina, la mitria...



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