STORIA # 1
Loro avevano ragione e lui torto: che altro c'era da dire? La Legge è la Legge e lui l'aveva infranta. Era stato inutile spiegare il suo sogno italiano. Era stato inutile raccontare le lunghe notti sul barcone, il mare spumeggiante, ruggente e nero come l'inchiostro, che si confondeva con il cielo: nero anche quello. Inutile raccontare le ultime centinaia di metri, fatte a nuoto, una volta che i nuovi negrieri li avevano scaraventati fuori bordo. E l'arrivo sulla costa di quella terra sconosciuta: una nuova ma antica paura dell'ignoto. Inutile far intendere il terrore di quei primi giorni, sempre a guardarsi le spalle: braccato, come un animale. Ma loro avevano ragione e lui torto: aveva infranto la Legge. E le notti passate a vegliare, a turno, in qualche campo, al riparo di quegli strani ulivi del Sud che hanno braccia tese e nodose al posto dei rami. Inutile raccontare il suo sogno italiano: alla fine, lo avevano trovato, caricato su una camionetta e portato al posto di polizia. E avevano scoperto che aveva fornito false generalità, e non si fa. Loro avevano ragione e lui torto. Gli occhi gli si riempirono di lacrime: quasi quasi rimpiangeva il suo arido deserto, la fame, la guerra.
Si guardò intorno: i muri scrostati della camera di sicurezza, le inferriate alla finestra, la porta d'acciaio con lo spioncino...
No, non era stato questo il suo sogno italiano, ma ora avrebbe dovuto sognarlo per molto tempo.
E tutto l'orrore di un tempo sarebbe tornato...
Loro avevano ragione e lui torto: che altro c'era da dire? La Legge è la Legge e lui l'aveva infranta.
Era stato inutile spiegare il suo sogno italiano. Era stato inutile raccontare il suo viaggio a Bruxelles quel 14 febbraio 2008: il giorno di San Valentino! Il volo in prima classe, e poi l'arrivo al Consolato, le ultime centinaia di metri, per firmare quegli inutili scartafacci che lo dividevano dalla sua meta. E poi, l'arrivo in quel Palazzo al centro della Città Eterna, con i commessi che s'inchinano: "Buongiorno, Senatore!". Inutile far intendere la gioia di quei primi giorni del suo sogno italiano, seduto su uno scranno prestigioso; e poi il comodo rientro a casa, nella stessa città, circondato da un'aura ulteriore di prestigio e di decoro. Ma loro avevano ragione e lui torto: aveva infranto la Legge. Inutile raccontare a quelle capre del suo sogno italiano: inutile raccontare del fiato sul collo di quell'altro, cui aveva sfilato la poltrona da sotto il sedere.
Alla fine, lo avevano scoperto: avevano scoperto che, per ottenere quell'angolo di paradiso, aveva fornito false generalità, e non si fa. Si guardò intorno: le belle stampe del suo ufficio da avvocato erano ancora al loro posto, e dalla finestra ancora vedeva il cupolone. No, non era stato questo il suo sogno italiano: MA CHISSENEFREGA! Non avevano neanche concesso l'autorizzazione a procedere per gli arresti domiciliari e, con tutte le leggi e leggine che i suoi amici erano pronti a varare, ti pare che gli avrebbero torto un capello?
E tutta la pacchia di un tempo sarebbe tornata...
E tutto l'orrore di un tempo sarebbe tornato...
Loro avevano ragione e lui torto: che altro c'era da dire? La Legge è la Legge e lui l'aveva infranta.
Era stato inutile spiegare il suo sogno italiano. Era stato inutile raccontare il suo viaggio a Bruxelles quel 14 febbraio 2008: il giorno di San Valentino! Il volo in prima classe, e poi l'arrivo al Consolato, le ultime centinaia di metri, per firmare quegli inutili scartafacci che lo dividevano dalla sua meta. E poi, l'arrivo in quel Palazzo al centro della Città Eterna, con i commessi che s'inchinano: "Buongiorno, Senatore!". Inutile far intendere la gioia di quei primi giorni del suo sogno italiano, seduto su uno scranno prestigioso; e poi il comodo rientro a casa, nella stessa città, circondato da un'aura ulteriore di prestigio e di decoro. Ma loro avevano ragione e lui torto: aveva infranto la Legge. Inutile raccontare a quelle capre del suo sogno italiano: inutile raccontare del fiato sul collo di quell'altro, cui aveva sfilato la poltrona da sotto il sedere.
Alla fine, lo avevano scoperto: avevano scoperto che, per ottenere quell'angolo di paradiso, aveva fornito false generalità, e non si fa. Si guardò intorno: le belle stampe del suo ufficio da avvocato erano ancora al loro posto, e dalla finestra ancora vedeva il cupolone. No, non era stato questo il suo sogno italiano: MA CHISSENEFREGA! Non avevano neanche concesso l'autorizzazione a procedere per gli arresti domiciliari e, con tutte le leggi e leggine che i suoi amici erano pronti a varare, ti pare che gli avrebbero torto un capello?
E tutta la pacchia di un tempo sarebbe tornata...

