Immaginate di essere ad una
cena. Immaginate che il vostro ospite, a capo tavola, commenti l'ultima notizia
apparsa sui giornali, esprimendo la propria opinione. Immaginate ancora
che - girando lo sguardo sui commensali - chiuda dicendo: "Ed ora mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi".
Manco aprite la bocca e il padrone di casa si alza, gira i tacchi e se ne va.
Qualche
settimana fa un carissimo amico blogger via mail mi domandava come mai non
avessi lasciato commenti al suo ultimo post: "Che
è successo, non ti piace il post?". No, non l'avevo visto
perché il mio Reader aveva fatto le bizze e non me lo aveva segnalato. Problema
risolto. Ma - a posteriori - ci ho ripensato come i cornuti. Avrei potuto rispondergli,
con una bugia, perché non è vero: "Sai che c'è?
Non commento più perché tu non rispondi ai commenti!", il che è vero.
Parliamoci chiaro: a parte qualche blog professionale (di
giornalisti, ad esempio, che ricevono decine di commenti a botta) visito siti di
amici che non postano per mestiere,
ma per il proprio personale piacere di comunicare e che - quando va alla grande - ne ricevono una dozzina.
E nessuno di loro, presumo, è tanto impegnato od oberato di lavoro nella vita di
ogni giorno da non poter rispondere ai commenti che si lasciano. Se hai tempo
per mettere online il tuo prossimo post, cazzo!, (a proposito di buone
maniere) trovi il tempo anche per rispondere a chi è passato da te e ha
lasciato due righe.
Mi si obietterà (e già so chi obietterà in tal senso) che non
sempre i commenti sono "stimolanti",
"intelligenti", "accattivanti", "interessanti"...
Magari si risolvono in un arido "Bel
post!", "Completamente
d'accordo!", "Ti quoto!"
(anglicismo mal tradotto che davvero non capisco come sia entrato nel lessico
dei bloggers: "to quote" - in inglese -
significa "citare", cioè ripetere ciò che è stato detto o scritto, e
non è sinonimo di "to agree with", essere d'accordo).
Va bene, tutte giustificazioni condivisibili. Ma la "buona creanza" non fa questi tipi di distinguo: con un sorriso tirato sulle labbra, l'ospite deve ascoltare anche quel che ha da dire il commensale cretino e mostrarsi interessatissimo. E l'interesse, nei blog, si dimostra con una risposta: basta anche un "grazie del commento", giusto per dimostrare che hai letto e non solo scritto. Diversamente, è sufficiente includere nel blog un breve elenco di bloggers dai quali non si desidera ricevere commenti perché solitamente banali e non degni di replica: una sorta di lista nera dei commensali da non invitare più.
