L'Agcom (l'autorità garante per le comunicazioni) ha avviato un'istruttoria nei confronti della RAI per le trasmissioni Anno Zero del 1° maggio e Che tempo che fa del 10 maggio, contestando al servizio pubblico presunte violazioni degli artt. 4 e 48 del Testo Unico sul servizio televisivo.
La procedura aperta nei confronti di Anno Zero riguarda la messa in onda dell'intervento di Beppe Grillo del 25 aprile precedente da Torino, in occasione del V2-Day, e le sue frasi nei confronti di Giorgio Napolitano: il comico genovese ha rimproverato il Capo dello Stato di essere il presidente dei partiti e non degli italiani, e di essere un sonnacchioso Morfeo, salvo destarsi all'improvviso e lanciare monìti.
Per quanto attiene, invece, la trasmissione Che tempo che fa, l'istruttoria è ovviamente aperta per le oramai stranote "notizie" fornite da Marco Travaglio su Renato Schifani, Presidente del Senato: "notizie" che - come tutti sanno, tranne evidentemente i signori dell'Agcom - sono già di pubblico dominio, ampiamente riportate già dai giornalisti Lillo, Abbate e Gomez: quindi, in soldoni, minestra riscaldata...
Quello che mi domando, a questo punto, è: chi conta di più? Napolitano o Schifani?
Le affermazioni di Grillo su Napolitano sono, come detto, del 25 aprile: perché l'Agcom rileva solo adesso le "violazioni"? Com'è che all'improvviso Morfeo-Agicom si sveglia e apre il procedimento dopo ben 15 giorni? E com'è, invece, che si scapicolla, dopo solo 3 giorni, alla ricerca di "violazioni" nella trasmissione di Fazio, che è del 10 maggio?
Avanzo un'ipotesi maligna: il trait-d'union è Travaglio e, tramite lui, inizia la purga nei confronti di Santoro e di Anno Zero di cui Marco è ospite fisso. Due piccioni con una fava. Anzi, tre piccioni: black-out in vista per Anno Zero, per Santoro e per Travaglio.
Fine delle trasmissioni.
Come diceva Diego Abatantuono nel mitico "Attila, flagello di dio", chi è lo Re?
Napolitano, di cui il Berlusca ha chiesto le dimissioni per poter concedere una carica istituzionale ad un esponente del PD?
O Schifani, definito dal quotidiano austriaco "Der Standard" il vassallo di Berlusconi?
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La procedura aperta nei confronti di Anno Zero riguarda la messa in onda dell'intervento di Beppe Grillo del 25 aprile precedente da Torino, in occasione del V2-Day, e le sue frasi nei confronti di Giorgio Napolitano: il comico genovese ha rimproverato il Capo dello Stato di essere il presidente dei partiti e non degli italiani, e di essere un sonnacchioso Morfeo, salvo destarsi all'improvviso e lanciare monìti.
Per quanto attiene, invece, la trasmissione Che tempo che fa, l'istruttoria è ovviamente aperta per le oramai stranote "notizie" fornite da Marco Travaglio su Renato Schifani, Presidente del Senato: "notizie" che - come tutti sanno, tranne evidentemente i signori dell'Agcom - sono già di pubblico dominio, ampiamente riportate già dai giornalisti Lillo, Abbate e Gomez: quindi, in soldoni, minestra riscaldata...
Quello che mi domando, a questo punto, è: chi conta di più? Napolitano o Schifani?
Le affermazioni di Grillo su Napolitano sono, come detto, del 25 aprile: perché l'Agcom rileva solo adesso le "violazioni"? Com'è che all'improvviso Morfeo-Agicom si sveglia e apre il procedimento dopo ben 15 giorni? E com'è, invece, che si scapicolla, dopo solo 3 giorni, alla ricerca di "violazioni" nella trasmissione di Fazio, che è del 10 maggio?
Avanzo un'ipotesi maligna: il trait-d'union è Travaglio e, tramite lui, inizia la purga nei confronti di Santoro e di Anno Zero di cui Marco è ospite fisso. Due piccioni con una fava. Anzi, tre piccioni: black-out in vista per Anno Zero, per Santoro e per Travaglio.
Fine delle trasmissioni.
Come diceva Diego Abatantuono nel mitico "Attila, flagello di dio", chi è lo Re?
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