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mercoledì 22 settembre 2010

AILATI'L W

Io l'adoro, questo cavolo di stivale sgangherato. E nonostante spesso mi lasci andare a stronzate tipo I.L.N.Y. (il che comunque è vero) o come si stia bene in Croazia, come mi piacerebbe starci sempre, col cazzo: manco un super attico sulla 5^ Strada a Manhattan o un'isola tutta mia sulla costa davanti a Dubrovnik mi darebbero il calore di questa mia terra... merda... stavo scrivendo Patria: come so' antica! Insomma, è un po' come una persona, che ti ispira e che ami: a pelle.

Ma come accade per le persone - per cui ti devi confrontare con l'educazione loro impartita e con la disciplina che si sono imposte per un vivere civile - anche il mio bel paese ha 'regole' e 'codici' che, porello!, non si è autoimposto, ma che lo hanno comunque formato e che ora sono parte integrante del suo proporsi. E a me, sembrano proprio regole all'incontrario!


Stamattina la Camera dei Deputati ha respinto la richiesta - avanzata dalla Procura di Napoli - di utilizzare le intercettazioni telefoniche di Cosentino, ritenute fondamentali nell'ambito dell'indagine. Giuro che mi ero preparata a brindare, tanto ero certa che non l'avrebbe fatta franca. E mi sono pure sintonizzata sul canale 555 di Sky per seguire la votazione. Che è iniziata con una lapidaria dichiarazione del Presidente Fini: "Su richiesta del PdL, la votazione si svolgerà a scrutinio segreto".

Che cazzo vo' r' di'? Perché "segreto"? Io volevo proprio vedere chi sarebbe stato dalla parte dei magistrati e chi no; chi avrebbe negato, in nome di quella stronzata della privacy, la possibilità alla Giustizia di fare il proprio corso. E volevo saperlo proprio perché volevo accertarmi che le varie dichiarazioni di voto fossero rispettate! Niente... E poi è andata come sapete...
Allora voglio capirla, questa stronzata megagalattica del voto segreto! Voglio capire se il deputato seduto là che mi sta simpatico (non posso dire più "che ho eletto", ma fa lo stesso...) è sincero o è un fottuto bastardo voltagabbana!

Il voto segreto prende le mosse dallo Statuto Albertino (1848) e venne abolito soltanto durante il fascismo che stabilì (1939) che le tutte le votazioni dovessero avvenire in modo palese. Dalla Costituente (1946) in avanti venne privilegiata - seppure non costituzionalizzata - la votazione segreta. I successivi regolamenti di Camera e Senato del 1971 e 1988, in un certo qual modo, normano gli àmbiti di applicabilità della votazione palese e di quella segreta.
E a questo punto, mi cascano le palle!
Il voto palese è sempre obbligatorio per tutte le votazioni concernenti la legge finanziaria, le leggi di bilancio e per tutte quelle che abbiano conseguenze finanziarie. Il voto segreto - per contro - è obbligatorio quando si tratta di persone, e non di danè, e - udite udite! - "in quelle votazione che incidono sui princìpi e sui diritti di libertà"! (Fonte)


Dunque, è più importante che io sappia come ha votato il "mio" deputato sulla concessione di sovvenzioni per la stampa del "Bollettino delle ricamatrici di Rocca Cannuccia di Sotto", piuttosto che io venga a conoscenza di come lo stesso deputato si è espresso per sbattere fuori dal Parlamento un malversatore, un ladro o un corrotto! Sarò "tera tera" (con una "ere", perché sono una sempliciotta..), ma il mio interesse prevalente è quello sui princìpi e sulle libertà piuttosto che quello sui soldi spesi dallo Stato. Perché - se si rispettano i princìpi e le libertà (che sono categorie morali ed etiche) - si rispetterebbe probabilmente anche il danaro pubblico.

Per questo dico che il mio amato stivalaccio va al contrario. E temo debba scorrere parecchia acqua sotto i ponti prima che si possa riscrivere correttamente "W L'ITALIA", e non più perché lo si sente solo "a pelle", ma perché - sul serio - se lo merita.