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martedì 20 gennaio 2009

Informazioni medico-scientifiche per femminazze
Fategli dire "trentatrè"

Nel giro di una settimana scarsa ho diagnosticato alla mia adorata metà ben 2 patologie, sulle quali poco si discetta e delle quali, però, mi corre l'obbligo scientifico (e umano...) di informare il mio selezionato pubblico femminile: hai visto mai che ne riconosca qualcuna?

1) La Sindrome del Sarchiapone
detta anche del Marchese del Grillo


Inizia, solitamente, con l'esposizione di un banale sintomo.
LUI: "Sentimi un po'... mi sa che ho la febbre..."
LEI (io...): "Be'... è possibile... mezza Italia è a letto con l'influenza...". Ma il termometro nega la presenza di ipertermìa. "No, hai 36 e 4...". LUI: "L'avrò tenuto poco...". Roba che, per togliere il termometro, LEI ha dovuto diserbare i peli ascellari, nel frattempo avviticchiatisigli intorno, col machete... LUI: "... e poi ho fatto la cacca verde!" LEI: "... sarà perché ieri sera ci siamo sparati un chilo e mezzo di minestrone in due...". LUI: "... e c'erano anche dei cubetti arancioni!". LEI: "Possibile: era pieno di carote... forse non hai masticato bene...". LUI: "... e i pallini gialli?". LEI: "... i ceci...". Per un po' sta zitto, perché non ricorda altre anomale cromìe.
Ma il silenzio dura poco. LUI: "Ho anche uno "strano" male di ossa...". LEI: "Strano come?". LUI: "... come se mi facesse male
il midollo...". A questo punto LEI dovrebbe mandarlo a cagare, se non fosse che - hai visto mai? - nelle feci magari ci trova qualche nuovo elemento alieno e allora, apriti cielo! Così LEI gli porge un'aspirina, che male non può fare, tipo placebo. LUI: "Seee... l'aspirina! E che mi fa?". LEI: "... ti toglie quel po' di temperatura che non hai e l'indolenzimento del midollo osseo...". LUI: "Ecco, sempre a sottovalutare! E se avessi un virus nuovo? Ci sarà stato pure uno che - per primo - ha avuto l'ebola! E se fossi io, ora, il primo ad avere una rara malattia nuova?? Tsè... l'aspirina...".
Da qui il doppio nome dato alla Sindrome: del Sarchiapone, ovvero del Marchese del Grillo, per la serie "io so' io e voi nun siete un cazzo
!".

2) La Sindrome della "Scaduta Mancata"
ovvero del "Piove-Porca-Vacca!"


La prima coglie i pescatori dilettanti che, dopo aver visitato sino alla mezzanotte precedente tutti i siti di nautica per conoscere le previsioni sullo stato del mare per il mattino dopo, mettono la sveglia alle 6 (della domenica!!) perché "c'è la scaduta", ovvero il mare si calma dopo un forte vento o una burrasca e si può andare a pesca. La seconda è tipica invece dei Kakà del week end che decidono di farsi del male alla partita di calcetto. Se la "scaduta" non c'è o se l'evento calcistico deve essere spostato per impraticabilità del campo, scatta la malattia.
Una delle patologie più spesso sviluppate è il "D.O.C. dello Sgabuzzino" (D.O.C. = Disturbo Ossessivo Compulsivo), ovvero Come-Ti-Risistemo-Le-Cose-Con-Metodo-Scientifico-E-Razionale. Ora, lo sgabuzzino è una pseudo-stanza: è spesso davvero "una stanzuccia misera e stretta"! Per cui, se le cose che stanno lì non seguono esattamente le teorie la meccanica quantistica applicata alla fisica dei solidi... nel senso che le cose si mettono un po' a membro di segugio... (diciamocelo...), ma mica muore nessuno! No: una volta scattato il D.O.C., le cose debbono essere riposte "seguendo criteri scientifici", primo fra tutti "il principio dell'economizzazione spazio-temporale".
Ore 7 a.m. di domenica mattina. LUI: "... ma guarda dove hai messo la "zona dispensa"! È lontanissima dalla cucina!". LEI (che è rimasta a letto e vorrebbe ancora dormire, ma 'gna fa...): "Scusa, in 2 metri di sgabuzzino, "lontanissimo" quant'è? Un metro? E poi, "zona dispensa"... I barattoli di pomodoro e le scatole di tonno... Comunque, fai come vuoi... ho sonno...". LUI: "... e guarda le scarpe! Che casino! Hai mischiato quelle estive e quelle invernali!" LEI, 'stavolta, non fiata: dovrebbe ricordargli che LEI ha in totale 12 paia di scarpe, stivali compresi, tra quelle estive e quelle invernali, che stanno comodamente tutte su un ripiano, on-line per
tutto l'anno. E dovrebbe ricordargli anche che, invece, LUI, ne ha il doppio (a stagione), e che già si è fregato tutta la scarpiera per le sue scarpazze, sfrattandola dalla metà che le sarebbe spettata di diritto.
Ma ha sonno, e vuole continuare a dormire... LUI: "... oh! Ora sì!" grida dalla stanzuccia misera e stretta, "... ho sistemato tutti i miei attrezzi! Sono suddivisi anche per impiego: qui tutti quelli "idraulici", e qui il materiale elettrico...". LEI tace ancora: vorrebbe domandargli, allora, perché deve chiamare sempre il portinaio se il lavandino si ottura, o se non si accende la lucetta del forno... Ma vuole dormire, merda-di-una-merda!
E si ficca sotto il piumone, buono per l'isolamento termico, ma scarso per quello acustico.
LUI: "... e qui tutti i prodotti per la casa... ma quanti ne abbiamo?". No, questo è troppo: li compra LUI, tutti i prodotti per la casa! Come vede lo spot di un cillit-bang, compra tutta la serie! Quello per il legno, quello per il calcare, quello per il cesso, il super-sgrassatore, l'anti-appanno... e questo per ogni fottuta marca pubblicizzata in TV! LUI: "Va be', ora preparo qualcosa di speciale per pranzo...". LEI si sente una stracacca: ecco, sempre a criticare. E invece, guarda che tenero! Anche il pranzo mi fa... Fatta la doccia, lei si veste e passa per la stanzetta mise
ra a prendere un pacchetto di Kleenex: infila la mano dove dovrebbe esserci la confezione-maxi con 30 pacchetti e... zàcchete!
Nel polpastrello del dito le si ficca uno dei 100 ami del parangale (o coffa, o palamito)... vorrebbe urlare, perché fa male, merda secca!, ma poi pensa che LUI sta cucinando per LEI e ingoia anche la mezza lacrimuccia, pensando che - comunque - ora sa con esattezza dove ha messo le sue cose da pesca: esattamente
dov'erano i Kleenex. Che sono finiti, ma guarda un po'?, sul ripiano più alto dello scaffale, vicino alle scorte di scottex e carta igienica. Mi pare giusto: è più facile che si abbia bisogno di un amo o di un galleggiante che non della carta igienica... In bagno si fascia il dito ferito e, con un sorriso smagliante, gli occhi ancora un po' lucidi e il dito fasciato nel quale si sente il tum-tum del sangue che pulsa, si avvicina alla tavola imbandita...
Nel piatto piano occhieggia un'omelettino e lo sguardo, che il controllo auto-impostosi non riesce a governare, va al lavello: 7, forse 9 tra pentole e pentolini!!! LUI se ne accorge: "Sì, lo so... ma pensa! Prima ho fatto squagliar
e il gorgonzola, poi ho sbattuto le uova, e poi col prosciutto...". LEI non lo ascolta più: si sente una "BELLA TOPOLONA", ma non per via del gorgonzola. Pensa alla trappola in cui ha ficcato il povero dito per via della fottuta scaduta, e a quello che l'aspetta, a breve, quando dovrà, col medio fasciato, lavare e scrostare quel po' po' di pentole: that's amore, però...