Premetto che ho sempre ritenuto legittimo il fatto che ci sia gente più ricca di me, e più ricca della stragrande maggioranza di noi. Gente con patrimoni cospicui, accumulati con il lavoro - magari di generazioni - o creati con investimenti oculati, o anche ereditati. Non mi scandalizza che ci siano diversi "livelli di benessere": è assurdo pensare che si sia tutti appiattiti sulla stessa scala di risorse economiche personali. Ma... Uno degli appuntamenti fieristici che la mia dolce metà non perde mai è il "Salone della Nautica" di Roma: da patito di barche qual è, una capatina ce la fa sempre. Ci va di buon mattino e di solito torna nel pomeriggio avanzato, ma quest'anno è rientrato all'ora di pranzo. Perché? Perché "quest'anno non c'era un cazzo!" Ma come non c'era un cazzo, gli domando: non l'hanno fatta? Sì, l'hanno fatta - mi spiega - ma le barche più a buon mercato avevano comunque prezzi inarrivabili: fosse anche solo per sognarci sopra. Insomma, non c'erano i gommoni per le famiglie o le barchette da pesca per i diportisti della domenica. Solo barconi extra lusso, motoscafoni, gommoncioni, e via di questo passo. Ma, in ogni caso, è aumentato il volume di affari, come riferiscono fonti attendibili. Questo sta a significare che le famiglie dei gommonauti e i pescatori della domenica sono stati esclusi aprioristicamente dalla fiera, ridottasi a vetrina di nicchia per i soliti Paperoni: se non riesci a pagare il mutuo della casa, che ce vieni a fa'?
Qualche giorno dopo, nel corso dei vari tiggì, un'ampia pagina è stata dedicata alla 5a Edizione del "Salone del Lusso" e ho visto cose orride: la peggiore - tra le tante - era una cassaforte ricoperta di pelliccia zebrata!! Giuro, non è una presa per il culo! Non ho trovato l'immagine, ma qui c'è la traccia dell'infamia. Alla fine - ciliegina sulla torta - leggo che la Commissione Finanze della Camera ha cancellato, dal testo approvato al Senato, la norma che prevedeva un tetto agli stipendi dei manager, quei Soloni delle banche e delle società che ci hanno ridotto con le pezze al culo.
Fermo restando quanto detto all'inizio, mi chiedo però se - in questa particolare congiuntura planetaria - non sarebbe preferibile evitare l'ostentazione di tanta pacchiana ricchezza e di tanti incomprensibili privilegi, costringendosi ad uno stile di vita più morigerato ed austero. Mi chiedo se non sarebbe più opportuno - almeno per poco - fingere (non mi aspetto che ci si creda sul serio...) un briciolo di solidarietà con i tanti che, davvero, non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, magari con qualche buona azione di facciata.
E mi chiedo infine se ancora ci sia qualche potente che abbia il coraggio di rinunciare alle proprie prebende, così come fece il primo Presidente di questa nostra povera Repubblica che non si insediò al Quirinale e pagò di persona le proprie spese: ed Enrico De Nicola non era un comunista, ma un bieco liberale. Ma di quelli, s'è perso lo stampo.