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sabato 21 febbraio 2009

Sulla suggestione delle parole

Mi piacciono, le parole. Mi piacciono i vocabolari. Mi piace conoscere l'origine, l'etimo delle parole: sulla barra dei segnalibri del PC ho il link al Dizionario Etimologico di Ottorino Pianigiani, uno strumento preziosissimo. Cerco di usarle al meglio, le parole. Cerco - magari non riuscendoci - di impiegare quella più aderente, per significato, al concetto che intendo esprimere. E non amo chi - con le parole - gioca una partita truccata. Nei giorni scorsi questo prezioso strumento di comunicazione è stato più volte abusato e violentato. Siamo insorti tutti quando il Vaticano ha definito "eutanasia" (nel caso di E. E.) ciò che era in realtà un mero rifiuto delle terapie, ivi comprese la forzata alimentazione e idratazione (dal blog de "Il Laicista", se ci fossero ancora dubbi, vi dirotto qui). Per non parlare di altre definizioni date: "Fermate la mano assassina! Omicidio di Stato. È stata ammazzata!"
Parole adulterate, corrotte e piegate ad un uso strumentale: e dunque bugiarde.


Nel civilissimo Piemonte, retto dal Governatore Mercedes Bresso (PD, una donna che, se fosse possibile, clonerei all'infinito), nella civilissima Torino, amministrata da Sergio Chiamparino (PD), un Sindaco come ce ne sono pochi, coordinatore dei Sindaci delle Città Metropolitane e Ministro Ombra delle Riforme per il Federalismo, è attiva - già da qualche anno - un'iniziativa encomiabile: quella dei "Nonni Civici". Dopo la formazione, il Nonno Civico "presta servizio presso la scuola a cui è stato assegnato dal lunedì al venerdì, all’entrata e all’uscita dei bambini". A questa figura di volontario "viene fornita una formazione riguardante gli aspetti relazionali e la conoscenza dell’ambiente urbano. Inoltre, fornisce un supporto operativo con interventi davanti alle scuole". È tutto sul sito istituzionale del Comune di Torino.

Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se, anziché definirli teneramente (e giustamente) "Nonni Civici", qualche spericolato del lessico avesse bollato questi volontari con l'etichetta di "Ronde Rincoglionite" o, se preferite, "Ronde Vegliarde". Apriti cielo! "Ecco! I nostri figli in mano a pisciasotto col pannolone! Che faranno? Armati di dentiera, azzanneranno gli spacciatori di droga? Lo Stato cala le braghe...". E via così, con lo stesso ritornello. Ma per i Nonni la trappola non è stata fatta scattare. Come invece sta accadendo per le cosiddette "ronde" antistupro. L'uso della parola "ronda" è strumentale. E vigliacco. Perché richiama alla memoria la milizia fascista, con tanto di manganello e olio di ricino. È informazione falsa, e dunque non-informazione.

Il testo del Decreto Legge è qui. Cosa c'è di male nell'avvalersi della collaborazione di volontari già "formati" (reclutati tra ex agenti di PS, ex Carabinieri e Vigili del Fuoco in quiescenza) "dotati solo di telefonini e ricetrasmittenti con cui avvertire le forze dell'ordine" (Maroni)? Ci siamo strappati i capelli quando non abbiamo trovato traccia, sulle nostre strade, del "Poliziotto di Quartiere". Ora potremmo fruire di un gruppo di cittadini che supplisce alla bisogna: che conosce la vita del quartiere, che riconosce le "facce", che sa chi sia Tizio o Caio. E che è in grado di percepire che "qualcosa non va". E che è in grado di chiamare - via radio - le Forze dell'Ordine perché verifichino. Tutto qui.

Qualcuno ha detto: "
La parola ronde è usata in modo improprio ed è fuorviante. Da anni qui utilizziamo questo sistema, ad esempio per la vigilanza davanti alle scuole, con associazioni di carabinieri o poliziotti. Non si tratta di ronde ma di presidio democratico del territorio". Non è uno sporco fascista o un leghista celodurista che parla: è Michele Emiliano, Sindaco di Bari (PD), qui. Un uomo onesto e corretto: che delle parole fa un uso onesto e corretto. Standing ovation.

E, a proposito di "Ronde"...

mercoledì 7 maggio 2008

Dedicato...

... a quelle bestie di Satana con la testa rasata che, per una sigaretta negata, dicono, hanno assassinato un coetaneo: vorrei che il regime carcerario, cui auspico saranno presto sottoposti, fosse a immagine e somiglianza di quello di Buchenwald, Auschwitz e Dachau.

... agli esponenti del Pdl che non hanno ritenuto doveroso e opportuno stigmatizzare le deliranti esternazioni della terza carica dello Stato Italiano, Fini, con la veemenza che, ogni domenica sera, manifestano per gli errori arbitrali, per lo schema 4-4-2, e altre questioni di importanza vitale: il loro silenzio è di gran lunga più colpevole e omertoso della vigliacca e incivile protesta di Torino.

... ai democratici di Torino, stupidi, razzisti e intolleranti che alimentano un odio del quale non abbiamo bisogno, e che fomentano la nascita di schieramenti "l'un contro l'altro armati". A loro in particolare dedico la prima foto, un bel rogo di libri (Berlino, 10 maggio 1933) augurandomi ch'essi mai abbiano a vivere giornate buie come quelle che i loro nemici furono costretti a vivere giusto 75 anni fa.

E dedico questo post anche ad Ariel, il mio fidanzatino ebreo dei tempi del liceo, dallo sguardo triste, che ritenevo fosse solo una posa per farmi battere il cuore più forte; e che seppi, solo più tardi, essere invece lo specchio della sua anima tormentata dai racconti dei familiari, che vissero la tragedia dei campi di sterminio sulla propria pelle.
Ovunque tu sia, caro, auguri per i 60 anni del tuo Paese. Che possa trovare la strada della pace vera, affinché i suoi figli - in qualunque parte del mondo siano dispersi - non debbano più essere additati come la maledizione dell'intera umanità: credo che duemila anni di questa condanna siano sufficienti.

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