Quest'anno in Croazia avevo la TV e così mi sono tenuta abbastanza aggiornata sulle novità provenienti dal Bel Paese. Mi ha incuriosito la vicenda dei cosiddetti "gladiatori" (dipendenti dell'A.N.C.R. - Istituto di Vigilanza dell'Urbe) che si sono arrampicati sul Colosseo "per difendere il loro posto di lavoro".Mi ha incuriosito perché l'acronimo A.N.C.R. sta per Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Ente Morale di diritto privato - creato con un decreto del 1923 - che ha "la rappresentanza e la tutela degli interessi materiali e morali dei combattenti e dei reduci di guerra iscritti all'associazione" (qui).
Domanda namberuàn: se non mi sono persa qualche conflitto, supponendo che l'ultimo combattente e/o reduce avesse 15 anni alla fine della guerra, ora ne avrebbe 79 e non credo - per quanto sport possa aver fatto - che sia ancora in grado di espletare funzioni di "vigilanza" fuori da banche e uffici postali.
Allora forse si tratta dei discendenti: combattente e reduce per diritto ereditario...
Navigando sul web mi pare di aver capito che negli anni abbia però intrapreso un'attività commerciale di tutto rispetto, attraverso la propria emanazione: l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe (ma si tratta dello stesso soggetto, tant'è che hanno la medesima partita IVA). Riceve inoltre un doppio contributo statale, uno dal Ministero della Difesa e uno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Però, nonostante l'aiutino (nostro...), i bilanci non sono un granché, tant'è vero che dal 2007 è aperto un procedimento per insolvenza avanti al Tribunale Fallimentare di Roma (il "buco" pare sia di 80 mln di euro) e in esso sono intervenuti molti dipendenti con ricorsi per "insinuazione allo stato passivo": traducendo, anche i dipendenti debbono avere dané.
Arrivando ai giorni nostri (14 agosto), un gruppo di dipendenti dell'ANCR-IVU sale sul Colosseo perché contari "al cambio di gestione dell'Ente".
Domanda nambertù: ma come? Non vi pagano, sono insolventi, stanno dismettendo proprietà e volete rimanere con loro, replicando il copione della protesta dei lavoratori della Innse? Qualcosa non torna...
Leggo che gli stessi sindacalisti della CGIL, CISL e UIL hanno definito "improprio" paragonare la vicenda Innse con questa: nella prima i dipendenti rischiavano davvero il posto di lavoro, in questa no, perché il nuovo soggetto giuridico (IVU S.p.A.) avrebbe reinquadrato tutti i dipendenti, salvaguardato tutti i livelli occupazionali e la "quasi" totalità dei diritti acquisiti (qui). QUASI? Ma c'è del marcio, allora! Marcissimo, direi...
Quello che gli eroici "gladiatori" non vogliono perdere è lo status di dipendente statale! Avete presente? Stipendio il 27 del mese e posto fisso!!! Insomma, noi poveri Pantalone coglionazzi paghiamo sia il loro datore di lavoro (ANCR-IVU) con i finaziamenti, che loro! Che culo, ragazzi!
Sfoglio le news e leggo questa bella notizia (qui tutto l'articolo).

Il Ministro Gelmini si è - pochi minuti fa - impegnato personalmente per risolvere la questione: le voglio credere e le giro una proposta.
Domanda nambertrì: ma se dirottaste i nostri soldi (quelli che diamo all'ANCR) alla Fondazione della Montalcini, e mandaste agli eroi del Colosseo un chiaro messaggio perché firmino il contratto che due terzi dei loro colleghi, con il placet dei sindacati, hanno già sottoscritto, sennò bye bye baby ("o così o pomì"), pensate che qualcuno di noi di strapperebbe i capelli? O magari riuscireste a rimediare anche una standing ovation, per aver preso due piccioni con una fava senza cacciare un baiocco?
Domanda nambertrì: ma se dirottaste i nostri soldi (quelli che diamo all'ANCR) alla Fondazione della Montalcini, e mandaste agli eroi del Colosseo un chiaro messaggio perché firmino il contratto che due terzi dei loro colleghi, con il placet dei sindacati, hanno già sottoscritto, sennò bye bye baby ("o così o pomì"), pensate che qualcuno di noi di strapperebbe i capelli? O magari riuscireste a rimediare anche una standing ovation, per aver preso due piccioni con una fava senza cacciare un baiocco?