Tanto per essere esplicita, ci sono aspetti, della proposta Gelmini (e non solo della sua) che mi piacciono. Leggendo qua e là, trovo concordi molti commentatori solitamente su posizioni progressiste. Ecco quali punti - riferiti alla scuola primaria - mi vanno a genio e perché.- IL GREMBIULE (o divisa che sia). È un modo di evitare competizioni tra i bambini, oltretutto fondate non già sull'essere, ma sull'apparire. Al proposito, cito Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all'Università della Sapienza (Roma) che è convinta che il problema dei grembiulini sia "dei genitori più che degli alunni. Comprare per i bambini oggetti costosi e preziosi risponde solo a una forma di gratificazione narcisistica degli adulti. I figli sono usati come status symbol". (Qui). All'obiezione - avanzata da qualcuno - che, anche in presenza dell'obbligo del grembiule, qualcuno sfoggerà un Armani e qualcun altro un OVIESSE, hanno dato risposta due amici del blog: Joe e Martina. Commentando un mio post, Joe, dal Canada, ha scritto: "...nella scuola dove insegna mia moglie le uniformi possono solo essere comperate dalla compagnia che ha vinto l'appalto per l'anno scolastico (si cerca ovviamente il prezzo migliori per pari qualità). Tutte le uniformi sono uguali e senza l'opzione degli abbellimenti. Il sistema funziona benissimo e tutti si adeguano". Martina (dall'Irlanda) aggiunge: "...qui in tutte le scuole si indossano divise (uniforms), che tutti gli studenti devono acquistare nell'unico negozio indicato dalla scuola. Prezzo uguale per tutti. Vestiti uguali per tutti. Una legacy britannica che condivido in pieno e che non cambierei per la vanità degli scolari italiani contemporanei".
- IL MAESTRO UNICO. Se dobbiamo attenerci alle normative europee per certificare le zucchine, facciamolo anche per la scuola primaria: nessun paese prevede nella scuola
primaria la pluralità dei docenti che vige in Italia nell’organizzazione modulare. Qui la scheda completa. Una delle più frequenti opposizioni che avanza chi è contrario alla reintroduzione del maestro unico è che, al giorno d'oggi, non è sufficiente "saper leggere, scrivere e far di conto". Infatti - continuano - la scuola primaria, in Italia, è considerata d'eccellenza: tant'è che è al sesto posto nel mondo! Ebbene, lo studio che ci assegna questo prestigioso quasi primato è l'IEA PIRLS 2006: l'acronimo sta per Progress in International Reading Literacy Study, ed è "la valutazione delle competenze di lettura dei bambini al quarto anno di scolarità"! E qui mi fermo, perché si parla di scuola primaria: per le superiori basterebbe dare un'occhiata qui (l'OCSE boccia la Scuola Italiana) o, per chi volesse approfondire, al .pdf dello Studio PISA 2006 citato nell'articolo.
- LE CLASSI DI INSERIMENTO. La mozione Cota: mezza Europa sta sghignazzando e se non sghignazza si gratta la pera. Ma è possibile che questi italiani debbano complicare sempre tutto? In Francia - che ha vissuto ben prima di noi il fenomeno della massiccia presenza di stranieri (non immigrati! semplicemente stranieri) non francofoni - l'orripilante classe d'inserimento, è in vigore dagli anni '70. In Germania, particolare rilievo ha il "Progetto lezioni in tandem" che consiste nell'affiancare ai tradizionali corsi extracurricolari di lingua, alcune ore di compresenza in classe degli insegnanti di altre madrelingue. E l'ammissione nelle classi ordinarie avviene solo dopo aver superato l'esame di una commissione. In Spagna ci sono classi "di passaggio". A seconda della singola Comunità autonoma, i bambini immigrati possono essere formati in classi di un anno o due inferiori alla loro età, al fine di compensare il divario curricolare. Il perché dell'ondata di sd
egno che ha accolto la proposta, me la danno - inconsapevolmente - ancora degli amici. In un commento ad un post di Prefe (Blog Log III) Alessandro Arcuri afferma: "...io non la trovo un'idea sbagliata. Certo, uscita da uno della lega mi fa sempre venire il sospetto che ci sia sotto il trucco, ma provate a pensare per un attimo se l'idea l'avesse avuto uno di sinistra...". Prefe gli ribatte: "... diciamo che se la proposta veniva da sinistra era diverso. Quelli della lega sono razzisti, per cui hanno poco da parlare di integrazione". Ancora Joe, commentando un post di Riccardo, scrive: "Siccome la legge è istigata dalla Lega io dubito che ci siano buone intenzioni. Questi sono razzisti di professione". Dunque, il vero problema non è che sia una idea sbagliata, ma che sia un'idea leghista: scusate, ma chi è il razzista, qui?
- I TAGLI, GLI INSEGNANTI DISOCCUPATI E IL TEMPO PIENO. Della serie, come ti faccio terrorismo psicologico: non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi. Il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi, i tagli previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati su tre anni. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni, la cifra di 87 mila insegnati in meno si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20 mila unità, a suo tempo giudicate insufficienti nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato un anno fa dal precedente governo). Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30: l’introduzione del maestro unico, con conseguente soppressione delle ore di compresenza, libererà un numero di ore più che sufficiente ad aumentare le ore di tempo pieno richieste dalle famiglie. (Qui).
E ora, dategli del fascista.